Ciak torna in edicola: nuova grafica, piattaforma ibrida e inchieste sul sistema cinema

Ciak riparte come piattaforma ibrida, disponibile in edicola, su treni Italo e online, con inchieste sull'industria e spazi per under 35

La storica testata Ciak è stata presentata nella Sala Volonté della Casa del Cinema di Roma e si prepara a tornare in edicola dall’8 maggio con un progetto che combina stampa tradizionale e canali digitali. L’operazione non è soltanto un restyling grafico: la redazione ha immaginato una piattaforma ibrida capace di dialogare con lettori diversi, dall’abbonato di lunga data a chi fruisce contenuti attraverso social e dispositivi mobili.

All’incontro hanno partecipato figure chiave come il Direttore Generale Domenico Marasco, il Direttore Editoriale Casimiro Lieto e il giornalista Oscar Cosulich, insieme a professionisti del settore e ospiti come l’attrice Milvia Marigliano, candidata ai David di Donatello per “La Grazia” di Paolo Sorrentino, e Massimiliano Giometti di ANEC. Le dichiarazioni emerse delineano un’ambizione chiara: fare del contenuto il centro del progetto.

Una missione editoriale più incisiva

Il nuovo corso di Ciak si orienta verso un ruolo di controllo e di approfondimento dell’industria cinematografica. La redazione ha indicato come priorità temi quali i fondi pubblici destinati al cinema, la trasparenza nei premi nazionali e le dinamiche legate alla distribuzione. Si tratta di passare da una copertura meramente celebrativa a una pratica giornalistica che non eviti questioni scomode, indagando anche la politica culturale che regola il settore senza confondere il dibattito con schieramenti partitici.

Impostare il tono: contenuti che durano

Un elemento distintivo della rinnovata linea editoriale è la distinzione tra contenuti caldi e contenuti freddi. I primi sono pensati per il web e i social: notizie, recensioni immediate e materiali multimediali che vivono nella rapidità del flusso digitale. I secondi sono articoli di approfondimento, analisi economiche e saggi destinati alla carta stampata e progettati per avere una vita utile più lunga. Questa separazione cerca di conciliare l’esigenza di reattività con quella di memoria culturale.

Canali di diffusione e strumenti digitali

Il piano industriale accompagna la strategia editoriale: oltre all’edicola, Ciak sarà disponibile nelle lounge di prima classe e a bordo dei treni Italo, ampliando il pubblico potenziale. Parallelamente il sito ciakmagazine.it è stato rilanciato come hub digitale, dove i lettori troveranno contenuti multimediali, collegamenti ai numeri cartacei e risorse aggiuntive. Tra le innovazioni pratiche figurano l’uso di QR code per integrare materiale video e audio con le pagine stampate e progetti editoriali che sfruttano la complementarità tra carta e digitale.

Progetti sul territorio e consulenze

Tra le iniziative annunciate assume rilievo il programma CIAK in Tour, pensato per scuole e territori con incontri e laboratori che avvicinano studenti e comunità al linguaggio cinematografico. Viene inoltre citato il progetto CIAK Advisor, concepito come uno spazio di consulenza e confronto sull’ecosistema produttivo e distributivo, con l’obiettivo di favorire pratiche più sostenibili e trasparenti all’interno del settore.

Futuro dei talenti e premi

La rivista riserva una particolare attenzione alle nuove generazioni: la rubrica Portfolio è stata pensata come spazio democratico per attori, autori e creativi Under 35, che potranno proporre i propri progetti anche attraverso materiali video integrati. Allo stesso tempo rilanciare il CIAK d’Oro, stavolta dedicato esclusivamente alle opere prime, significa puntare a valorizzare chi esordisce, creando circuiti di visibilità e confronto per i nuovi autori.

Nel complesso il rilancio di Ciak vuole essere un esperimento editoriale e industriale: costruire un prodotto culturalmente autorevole e sostenibile dal punto di vista economico, capace di dialogare con il mercato, con le sale e con le comunità creative. Il progetto mette sul tavolo strumenti pratici, un nuovo assetto distributivo e un’impostazione giornalistica più critica, con l’obiettivo di restituire al lettore un punto di vista informato e utile per comprendere l’evoluzione del cinema italiano.

Scritto da Davide Ruggeri

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