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Nato a Roma il 2 novembre 1940 e scomparso nella stessa data nel 2026, Gigi Proietti è stato una figura poliedrica della scena italiana: attore, doppiatore, cantante e conduttore. Cresciuto tra i quartieri storici della Capitale, ha coltivato fin da giovane la passione per la musica e la recitazione, alternando gli studi universitari alla vita notturna nei locali dove si esibiva con chitarra e pianoforte. La sua formazione teatrale lo ha reso celebre come trasformista capace di passare con naturalezza dal monologo alla commedia musicale, conquistando pubblico e critica.
La carriera di Proietti si sviluppa su più binari: il palcoscenico, il grande e il piccolo schermo e il doppiaggio. Il suo percorso comprende collaborazioni decisive (tra cui quella con Roberto Lerici e i fratelli Vanzina), spettacoli di sold out e ruoli che sono entrati nell’immaginario collettivo. Il testo che segue ricompone le tappe fondamentali del suo cammino artistico, mettendo in luce il modo in cui ha saputo coniugare qualità e popolarità.
Le radici teatrali e la formazione
Diplomato al liceo e iscritto a Giurisprudenza, Proietti abbandona l’università a pochi esami dalla laurea per dedicarsi al Centro Teatro Ateneo, dove incontra maestri come Arnoldo Foà e Giulietta Masina. Nei primi anni Sessanta si cimenta in spettacoli d’avanguardia e con il Gruppo Sperimentale 101, maturando una tecnica che mescola voce, musica e mimica. In questo periodo suona diversi strumenti e si esibisce nei night; sarà proprio l’esperienza musicale a influenzare il suo stile scenico. Il passaggio dal ruolo di comprimario a quello di protagonista avviene gradualmente, attraverso spettacoli come Il dio Kurt e le pièce interpretate per il Teatro Stabile dell’Aquila.
Prime esperienze sullo schermo
Sul versante cinematografico e televisivo Proietti debutta nella seconda metà degli anni Sessanta, con piccoli ruoli e prime prove di doppiaggio: è del 1964 la partecipazione in un cameo per Ettore Scola e nello stesso decennio presta la voce a personaggi dei cartoon. Il teatro però rimane il terreno d’elezione: la capacità di passare da una maschera all’altra lo rende presto un punto di riferimento del recital e del varietà d’autore, aprendo la strada a spettacoli memorabili come A me gli occhi, please.
Cinema, televisione e i ruoli iconici
La consacrazione sul grande schermo arriva con Febbre da cavallo (1976), dove interpreta Bruno Fioretti, detto Mandrake: un personaggio che, con i suoi stratagemmi e le sue sventure, è diventato un culto popolare; il sequel Febbre da cavallo – La mandrakata arriverà nel 2002 e gli varrà un Nastro d’argento. In televisione il successo maggiore è stato quello della serie Il maresciallo Rocca (1996-2005): la puntata del 12 marzo 1996 registrò ascolti eccezionali, contribuendo a consolidare la sua immagine di protagonista amato dal grande pubblico.
Collaborazioni e varietà
Nel corso degli anni Proietti ha lavorato con registi e autori diversificati: da Tinto Brass a Mario Monicelli, da Giorgio Capitani ai Vanzina. Ha condotto varietà, scritto e interpretato testi televisivi e teatrali, e si è dedicato a format che riscoprivano la romanità e il teatro popolare. La sua cooperazione con Roberto Lerici ha prodotto recital diventati fenomeni di pubblico, mentre la direzione artistica del Teatro Brancaccio e, successivamente, del Globe Theatre di Roma ha segnato il suo impegno nell’insegnamento e nella promozione di giovani talenti.
Doppiaggio, didattica e ultimi anni
Parallelamente alla carriera d’attore, Proietti ha costruito una ricca esperienza come doppiatore: tra i suoi lavori più noti la voce del Genio in Aladdin (1992) e i doppiaggi di interpreti internazionali in pellicole degli anni Settanta. Dal 1978 ha fondato laboratori e scuole per attori, formando nomi poi affermatisi in tv e teatro. Nel 2003 è tra gli ideatori del Silvano Toti Globe Theatre, progetto shakespeariano a Roma che ha diretto e dove ha recitato in seguito.
Ultima fase, riconoscimenti e scomparsa
Negli ultimi anni alterna cinema, fiction e apparizioni televisive: fra i lavori recenti si ricordano ruoli in film di Matteo Garrone e la partecipazione a programmi di prime time. Ricoverato dal 17 ottobre 2026 per una grave cardiopatia, muore il 2 novembre 2026 nella clinica Villa Margherita. Le esequie pubbliche e le cerimonie che seguirono misero in luce l’affetto del pubblico e la stima dei colleghi; la sua eredità comprende spettacoli, registrazioni e una scuola di recitazione che ha lasciato un segno nella cultura italiana.
Fu compagno di vita di Sagitta Alter (1940-2026) dal 1967, con la quale ebbe due figlie, Susanna e Carlotta. Oltre alla dimensione privata, Proietti è ricordato per la sua appartenenza culturale e per la passione per la Roma calcistica: tifoso giallorosso, spesso ha intrecciato la sua identità artistica con la città natale. Il suo nome resta legato a teatro, cinema e doppiaggio, con una produzione che continua a essere studiata e amata.
