Addio a Piero Cima: il brigadiere musicista che ha segnato la Fanfara dei Carabinieri

Vetralla si stringe alla famiglia Cima-Oroni per la perdita di Piero Cima, 64 anni, figura nota per il ruolo nella Fanfara dei Carabinieri e la passione per il euphonium

La comunità di Vetralla ha dato l’addio a Piero Cima, brigadiere in congedo e musicista che per anni ha contribuito al profilo sonoro della Fanfara dei Carabinieri. Nato come artigiano del suono, Cima ha trasformato la passione in mestiere, ottenendo il diploma di euphonium al conservatorio Santa Cecilia di Roma e diventando punto di riferimento per colleghi e allievi. La sua figura è stata spesso descritta come un elemento imprescindibile nella storia musicale dell’Arma, capace di coniugare disciplina militare e sensibilità artistica.

Un percorso costruito sulla musica

La traiettoria professionale di Piero Cima è radicata in uno studio rigoroso e in una pratica collettiva. Diplomato al conservatorio Santa Cecilia, ha dedicato anni alla Fanfara dei Carabinieri come suonatore di euphonium, strumento che ha fatto suo con tecnica e musicalità. Per Cima la musica non era solo esecuzione: era una forma di servizio che richiedeva precisione, rispetto del repertorio e collaborazione costante con il gruppo. Nel suo impegno si riconosceva la doppia anima di professionista e artista, capace di sostenere eventi ufficiali e momenti più intimi della vita cittadina.

Il ruolo del conservatorio e la formazione

Il passaggio al conservatorio Santa Cecilia ha rappresentato per Cima la base tecnica che ha supportato l’attività nella banda. Qui si sono consolidate competenze strumentali, lettura e interpretazione, indispensabili per un interprete di euphonium. Il suo percorso formativo non è rimasto isolato: ha prodotto una rete di relazioni professionali e affettive che ha poi arricchito la scena musicale locale e militare. La formazione è stata vista come un investimento generazionale, elemento che lo ha portato a condividere conoscenze con giovani musicisti.

Una famiglia di musicisti e il lascito artistico

La passione di Cima ha attraversato la vita privata: la moglie, Maria Laura Oroni, è stata a lungo clarinettista nella banda O. Pistella di Vetralla, mentre il figlio, Domenico, ha seguito le sue orme diplomandosi anch’egli al conservatorio Santa Cecilia in euphonium. Oggi Domenico è flicorno tenore nell’orchestra della banda dell’Esercito e collabora con la formazione cittadina, portando avanti un patrimonio musicale che ha radici profonde nella famiglia. Questo passaggio di testimone rende il lutto anche la testimonianza di una continuità artistica.

I ricordi e le parole del figlio

Il commosso ricordo pubblicato dal figlio Domenico sui social ha messo in luce aspetti personali oltre il ruolo ufficiale: «Mi hai fatto tanto ridere, mi hai insegnato tanto, mi hai dato molto più di quello che hai sempre pensato». Con queste parole Domenico ha sintetizzato un rapporto complesso e affettuoso, promettendo di lucidare il tuo euphonium Mahillon e di suonarlo in memoria del padre. Il gesto simbolico del mantenimento dello strumento traduce in pratica il legame tra memoria privata e patrimonio musicale pubblico.

La comunità, gli omaggi e le cerimonie

Nei giorni successivi alla scomparsa sono giunti numerosi messaggi di cordoglio da colleghi, amici e formazioni musicali che hanno condiviso con Cima passaggi importanti della carriera nella Fanfara dei Carabinieri. Anche la banda O. Pistella ha espresso vicinanza alla famiglia Cima-Oroni, segnalando come la perdita colpisca non solo la sfera privata ma l’intera vita associativa della città. I funerali si sono tenuti il 9 maggio alle 15 nel duomo di Vetralla, occasione in cui la musica ha accompagnato il commiato e ha reso evidente la sintonia tra servizio pubblico e vocazione artistica.

Un’eredità che resta

L’eredità lasciata da Piero Cima non si esaurisce nei ruoli ufficiali: resta nella memoria degli allievi, negli spartiti condivisi, nelle esecuzioni e nell’esempio di una vita dedicata alla musica. Per molti, la sua figura rimarrà l’emblema di come la disciplina militare e la creatività musicale possano convivere, dando vita a esecuzioni che parlano sia al cuore sia all’istante solenne. Il ricordo della comunità e delle bande che lo hanno conosciuto continua a testimoniare l’impatto umano e artistico di una carriera dedicata al suono.

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