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28 Giugno 2026

Violenti terremoti in Venezuela: centinaia di edifici crollati e migliaia di dispersi

Due potenti scosse di magnitudo 7.2 e 7.5 hanno scosso il Venezuela, provocando crolli estesi, danni a infrastrutture chiave come l'aeroporto di Caracas e la sede della televisione statale; numeri di vittime e dispersi variano, mentre arrivano team di soccorso internazionali e aiuti finanziari

Violenti terremoti in Venezuela: centinaia di edifici crollati e migliaia di dispersi

Il nord del Venezuela è stato colpito da due scosse sismiche molto vicine nel tempo, rispettivamente di magnitudo 7.2 e 7.5 che hanno prodotto seri danni alle città e ampie conseguenze umanitarie. Le repliche e nuovi movimenti tellurici hanno reso difficili le operazioni di soccorso e hanno aggravato la situazione nelle aree già più fragili.

Le autorità hanno comunicato un quadro complesso e in evoluzione: le stime sulle vittime e sui dispersi sono state aggiornate più volte e differiscono a seconda dei registri e delle piattaforme che stanno raccogliendo segnalazioni. Nel frattempo le risposte internazionali e l’impiego di mezzi esterni hanno cominciato ad arrivare per sostenere le ricerche e l’assistenza alle popolazioni colpite.

Danni agli edifici e aree più colpite, con esempi concreti

Le scosse hanno causato il crollo di centinaia di edifici in diverse località, con danni evidenti anche a strutture pubbliche e private. A Caracas la sede del canale statale Venezolana de Televisión (VTV) ha riportato gravi danni alla facciata: frammenti esterni sono caduti sulla strada e hanno colpito veicoli parcheggiati, come mostrano filmati girati all’interno della struttura. Le squadre locali stanno scavando tra le macerie per recuperare persone rimaste intrappolate.

Lo stato di La Guaira a nord della capitale, è stato tra i più colpiti: interi complessi residenziali sono crollati e le operazioni di soccorso sono complicate dalla presenza di detriti accumulati. A La Guaira sono stati tratti vivi alcuni bambini dalle macerie, mentre in altri edifici le probabilità di trovare superstiti sono state valutate ridotte da alcuni team internazionali impegnati nelle ricerche.

Danni alle infrastrutture: aeroporto e limitazioni agli accessi

Tra le infrastrutture gravemente danneggiate figura l’aeroporto internazionale di Caracas la cui operatività è stata sospesa a seguito dei danni riscontrati. Il governo ha inoltre deciso di limitare l’accesso ad alcune aree colpite, istituendo zone rosse per concentrare e proteggere le attività di soccorso; il controllo degli accessi è stato motivato anche dalla necessità di gestire la logistica e garantire la sicurezza delle squadre impegnate sul campo.

Bilanci umanitari, numeri divergenti e iniziative di tracciamento dei dispersi

Il conteggio delle vittime e dei dispersi è rimasto altalenante nelle prime fasi dopo il sisma. Rapporti ufficiali e piattaforme indipendenti hanno segnalato numeri molto diversi: si sono alternate comunicazioni che parlavano di decine di morti fino ad aggiornamenti che hanno indicato centinaia e, in alcuni casi, cifre ancora più alte. Alcune piattaforme online nate per rintracciare i familiari hanno raccolto decine di migliaia di segnalazioni di persone non raggiungibili, numeri che riflettono le difficoltà nelle comunicazioni e la confusione iniziale.

Il governo ha dichiarato lo stato d’emergenza e ha mobilitato l’esercito con mezzi pesanti per facilitare la rimozione dei detriti e aprire corridoi prioritari per i soccorsi. Le autorità locali stanno inoltre organizzando la distribuzione di beni di prima necessità come acqua, cibo, coperte e materassi alle persone rimaste senza casa.

Presenze italiane, vittime e ricerche di connazionali

Nella comunità italo-venezuelana si registrano segnalazioni di vittime e dispersi: fonti istituzionali hanno confermato il decesso di almeno un cittadino di origine italo-venezuelana e contemporaneamente sono in corso verifiche su altri connazionali segnalati come feriti o non reperibili. È stata lanciata una ricerca pubblica per una donna di origine siciliana scomparsa dopo il sisma, con appelli familiari e iniziative civiche per segnalare informazioni utili al ritrovamento.

Aiuti internazionali e interventi di emergenza

La risposta esterna ha incluso sia contributi finanziari sia squadre operative. Gli Stati Uniti hanno annunciato l’impegno di risorse immediate e fondi umanitari da veicolare attraverso partner e organismi internazionali per sostenere attività di ricerca e soccorso e la logistica. Anche vari paesi hanno offerto assistenza: squadre di soccorso e personale medico sono partite o sono state predisposte per raggiungere le aree più colpite.

L’Italia ha inviato un KC-767 con personale della Protezione civile, vigili del fuoco e team sanitari: un centinaio di esperti, tra cui 41 vigili del fuoco specializzati, sono sbarcati per partecipare alle operazioni di ricerca e assistenza. Il ministro degli Esteri italiano ha assicurato che i soccorsi continueranno e che altri specialisti sono pronti a partire in base alle necessità indicate dalle autorità locali.

Sostegni finanziari e messaggi di solidarietà

Tra le forme di aiuto si segnalano anche contributi economici destinati a organismi internazionali che coordinano la risposta umanitaria, oltre a donazioni e messaggi di vicinanza da leader e istituzioni straniere. Questi fondi sono pensati per sostenere approvvigionamenti essenziali, trasporti e la gestione dell’emergenza nelle prime fasi critiche.

La situazione rimane fluida: le autorità continuano a lavorare sul territorio, le cifre ufficiali vengono aggiornate di ora in ora e le operazioni di soccorso proseguiranno finché ci saranno richieste di aiuto e la possibilità di trovare superstiti tra le macerie.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.