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28 Giugno 2026

Terremoto in Venezuela: vittime, edifici a pancake e salvataggi miracolosi

Il ritrovamento senza vita di Francesca Mannina sotto il residence Pin High a La Guaira riaccende il dibattito sulle costruzioni crollate a "pancake". Mentre la famiglia piange e il compagno è sopravvissuto, i soccorsi celebrano anche salvataggi miracolosi, tra cui un neonato estratto vivo dopo 32 ore.

Terremoto in Venezuela: vittime, edifici a pancake e salvataggi miracolosi

La tragedia tocca una famiglia italo-venezuelana: Francesca Mannina 42 anni, è stata ritrovata senza vita fra le macerie del residence Pin High a La Guaira, vicino a Caracas, dopo il terremoto che ha colpito la costa venezuelana. La donna viveva con il compagno Roberto Santilli lui è uscito vivo dall’edificio ma è rimasto sconvolto dall’accaduto. Il ritrovamento è avvenuto nella serata, dopo giorni di ricerche della famiglia e dei soccorritori.

Cosa è successo nel residence Pin High e il dramma della famiglia

I testimoni e i parenti raccontano che Francesca e il compagno erano in casa al momento della scossa. Hanno tentato di fuggire attraverso la porta d’ingresso: Roberto è riuscito a liberarsi dalle scale mentre Francesca è rimasta intrappolata vicino all’apertura, ostacolata dal crollo della parte inferiore dell’edificio. Il fratello Pedro ha passato ore davanti al cumulo di cemento sperando in un esito diverso e, quando è arrivata la conferma del ritrovamento, ha partecipato alle operazioni per estrarre il corpo. La famiglia, originaria di Balestrate in Sicilia, aveva sperato fino all’ultimo in un miracolo, ma la realtà è stata fatale.

Tipologia dei crolli: gli edifici a “pancake” e le criticità costruttive

Le immagini dei palazzi crollati mostrano un meccanismo ricorrente: i piani si sovrappongono come strati di una torta, rendendo impossibile la fuga per chi si trova all’interno. Queste strutture sono state definite comunemente “pancake building” perché i solai cedono in sequenza, con pilastri e muri che si disintegrano e riducono gli spazi di sopravvivenza. In queste condizioni si formano pochissime nicchie protette e il rischio di ulteriori cedimenti ostacola i soccorsi.

Esperti ricordano che la differenza rispetto a paesi più abituati ai terremoti sta nelle normative e nelle pratiche edilizie: là dove le normative antisismiche sono rigide si adottano tecnologie che permettono alle strutture di oscillare senza collassare, mentre in contesti con costruzioni a travi e pilastri, modifiche in fase d’opera e materiali non conformi il rischio di collasso verticale aumenta. In Venezuela è segnalata una cronica mancanza di controlli e interventi di riqualificazione, con costruzioni informali diffuse nelle aree urbane e costiere come La Guaira.

Fattori territoriali e istituzionali

La vulnerabilità è amplificata da terreni instabili e dalla storica esposizione a eventi climatici e sismici in alcune zone costiere. Anche interventi passati, come opere di urbanizzazione non coordinate e l’espansione abitativa in aree fragili, hanno contribuito a creare condizioni di rischio. Le difficoltà istituzionali nel monitoraggio delle opere e nella pianificazione urbanistica vengono citate come fattori che hanno reso molte costruzioni più esposte ai danni sismici.

Soccorritori, salvataggi straordinari e aiuti internazionali

In mezzo al dolore ci sono anche salvataggi che attestano la complessità e l’impegno dei soccorsi: a La Guaira un neonato di 18 giorni è stato estratto vivo dopo essere rimasto sotto le macerie per circa 32 ore la madre sarebbe stata salvata insieme a lui. In un altro intervento, una ragazza di 15 anni e la sua cagnolina sono state tirate fuori dopo oltre 50 ore di ricerca al nono piano di un edificio crollato. Questi recuperi mostrano come, in alcuni casi, nicchie di sopravvivenza possano permettere miracoli anche dopo molte ore.

All’operazione di soccorso hanno preso parte squadre internazionali, tra cui contingenti europei e un primo nucleo proveniente dall’Italia che ha raggiunto La Guaira via terra, seguito da ulteriori squadre specializzate decollate con l’aeronautica militare per sostenere le ricerche. Le operazioni di scavo continuano giorno e notte con militari, vigili del fuoco, volontari e squadre umanitarie che coordinano le attività, nonostante il rischio di ulteriori cedimenti e la complessità degli ammassi di cemento e metallo.

Il bilancio umano rimane tragico mentre aumentano le richieste di interventi mirati per valutare lo stato degli edifici rimasti in piedi. La morte di Francesca Mannina aggiunge il peso personale a una catena di perdite che riguarda molte famiglie e solleva interrogativi sulle pratiche edilizie e sulla prevenzione in aree a rischio sismico come La Guaira.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.