Nel corso di una lunga intervista rilasciata a Mel Ottenberg per Interview MagazineMadonna ha ricostruito il percorso travagliato che ha portato al congelamento del progetto cinematografico autobiografico annunciato nel 2026. L’idea originaria era di raccontare le tappe più significative della sua vita e carriera, con un approccio in cui la musica sarebbe stata il filo conduttore: “La musica mi fa andare avanti e l’arte mi tiene viva.”
Nonostante l’ingaggio di figure di rilievo come la sceneggiatrice Diablo Cody la produttrice Amy Pascal e il coinvolgimento della Universal il progetto è rimasto in stallo per questioni economiche e creative. Madonna sostiene di aver dedicato circa due anni alla scrittura della sceneggiatura e ad attività di budgeting e casting presso i Universal Studios ma il confronto con lo studio si è presto trasformato in una rottura.
Divergenze sul budget con Universal e soluzione nel trasferimento in Serbia
La popstar racconta che il nodo centrale del contendere è stato il budget: avendo avuto “una vita enorme”, per realizzare la storia nella sua ampiezza servivano risorse importanti. Secondo Madonna, la controparte non riusciva a concepire il progetto come qualcosa di diverso da un film indipendente: “Non sarà un progetto indipendente.” Per contenere i costi aveva individuato un’alternativa concreta, proponendo di spostare parte delle riprese in Serbia dove avrebbe potuto realizzare la pellicola con minori esborsi.
La reazione dello studio e l’ostacolo della fiducia
La proposta di lavorare in Serbia non avrebbe convinto i dirigenti della produzione, che dubitavano della sua volontà di restare sul posto per i tempi necessari: “Non credono che rimarresti in Serbia per più di quattro giorni”, avrebbe riferito Madonna, che ha risposto con stupore citando la sceneggiatura: “Avete letto la sceneggiatura?”. La cantante ha descritto la propria vita come una continua lotta per la sopravvivenza e ha ribadito che il progetto non poteva essere affrontato come una vacanza.
Il passaggio a Netflix e il blocco della sceneggiatura
Quando il progetto con Universal è saltato, Netflix si è fatta avanti con la proposta di trasformare la storia in una serie limitata. Anche questa strada però si è rivelata complessa: la sceneggiatura nata negli anni di lavoro con lo studio non poteva essere riutilizzata senza l’acquisto del materiale da parte della piattaforma, e la cifra richiesta è stata giudicata eccessiva dalla cantante. “Poi Netflix mi ha contattata per realizzare una serie. Non chiedetemi perché.”, ha detto Madonna, ricordando le difficoltà affrontate nel cercare un processo produttivo diverso.
Il lungo processo di adattamento e la ricerca del team giusto
Madonna ha spiegato che il passaggio dal progetto film alla serie richiede incontri con numerosi sceneggiatori e la scelta di uno showrunner adatto, una fase che si è protratta per “otto o nove mesi” senza esito. Sebbene il produttore Shawn Levy sia stato coinvolto nel tentativo di sviluppare la serie, l’impasse sui diritti e sulla direzione creativa ha mantenuto la cantante in una fase di limbo: “Questo è ciò che mi sono detta”, ha ricordato, definendo l’esigenza di continuare a creare come un’urgenza personale.
Nel frattempo, è entrata in gioco anche la necessità di conciliare gli impegni live: la preparazione del The Celebration Tour — che ha portato Madonna in tour con 81 date tutte sold out — aveva inizialmente alimentato speculazioni sul perché il film fosse stato messo in pausa, ma la cantante attribuisce principalmente lo stop alle divergenze con la casa di produzione.
Stanca dell’attesa e desiderosa di tornare a creare, Madonna è tornata in studio di registrazione e ha dato vita al nuovo progetto discografico Confessions II la cui pubblicazione è stata fissata per il 3 luglio. Per il momento,



