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2 Agosto 2026

Don Antonio Mazzi: la vita e l’eredità del prete di strada

Don Antonio Mazzi, noto come il prete di strada, è morto a 96 anni. La sua vita è stata un esempio di dedizione ai giovani più fragili.

Don Antonio Mazzi: la vita e l'eredità del prete di strada

Don Antonio Mazzi, noto come il prete di strada è morto il 31 luglio 2026 all’età di 96 anni. La sua vita è stata un viaggio straordinario dedicato ai giovani più fragili, un percorso che ha lasciato un segno indelebile nella società italiana.

Cresciuto senza padre e con una madre segnata dalla fatica e dal dolore, don Mazzi ha trasformato le sue esperienze personali in una missione di vita. La sua vocazione è nata dal desiderio di essere un padre per chi non lo aveva, un impegno che lo ha portato a fondare la Fondazione Exodus.

Un’infanzia difficile e la nascita di una vocazione

Don Antonio Mazzi è nato in una famiglia segnata dalla povertà e dall’assenza del padre. Ha trascorso Natali e Pasque in collegio perché a casa non si mangiava. Bocciato per la condotta e classificato come irrecuperabile ha portato quel marchio addosso per molto tempo. Tuttavia, proprio da quella ferita è nata la sua vocazione: Volevo farmi prete perché sarebbe stato il mio modo di fare il padre per chi non lo aveva.

La svolta arrivò nel 1951, davanti ai bambini dell’alluvione del Polesine. Lì, don Mazzi scelse di dedicare la sua vita alle periferie dell’esistenza, un impegno che lo ha portato a lavorare con i giovani più fragili in tutto il Paese.

Exodus: un progetto rivoluzionario

Nel 1985, don Mazzi fondò la carovana un modello di pedagogia itinerante che mirava a intercettare i ragazzi in strada. Nel 1989 aprì uno sportello SOS alla Stazione Centrale di Milano, un’iniziativa che fu replicata anche a Napoli e Roma. Il 9 agosto 1996, con decreto del presidente della Repubblica, il Progetto Exodus si trasformò in Fondazione Exodus, con una trentina di centri in Italia e all’estero.

Don Mazzi ha sempre creduto che i giovani più fragili potessero essere salvati solo se accompagnati nel mondo reale, senza essere isolati. La sua idea rivoluzionaria ha cambiato la vita di migliaia di giovani, offrendo loro una seconda possibilità.

Un rapporto speciale con i media

Don Mazzi ha avuto un rapporto solido con i media, costruito nel tempo. Il suo volto sorridente e le sue parole schiette piacevano al pubblico. È stato ospite fisso di Domenica In con Mara Venier nel 1994 e ha partecipato anche a Quelli che il Calcio. Nonostante il tono leggero, non ha mai perso l’impegno e la dedizione ai suoi ragazzi.

Il suo rapporto con Fabrizio Corona è stato complesso: Per me è stato ed è come un figlio, che mi ha eluso e al quale continuo a voler bene. Don Mazzi ripeteva sempre: Non ero io ad aver salvato i ragazzi, ma erano stati proprio i miei ragazzi difficili a salvare me.

Don Antonio Mazzi si è spento nella sua casa nel Parco Lambro. Il Comune di Milano ha proclamato il lutto cittadino per lunedì 3 agosto, in occasione dei funerali che si terranno alle ore 15 nella Basilica di Sant’Ambrogio.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.