Il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, ha lanciato un duro attacco alla politica, in particolare a Matteo Salvini, per il modo in cui sta gestendo due casi di grande risonanza mediatica: la condanna del gioielliere Mario Roggero e gli scontri di piazza a Bologna legati al caso Fakir. Gratteri ha espresso preoccupazione per il clima di tensione che si sta creando nel paese, alimentato da dichiarazioni politiche che, a suo avviso, stanno esacerbando le divisioni sociali.
In un’intervista a una trasmissione televisiva, Gratteri ha affermato che la politica dovrebbe concentrarsi su programmi e progetti concreti, invece di aizzare la gente. Ha criticato duramente Salvini per la campagna a favore della grazia per Roggero, definendola una mossa elettorale che rischia di danneggiare l’imputato stesso. Secondo Gratteri, la politica sta trasformando fatti di cronaca in armi di propaganda, creando un clima di odio e contrapposizione.
Il caso Roggero e la legittima difesa
Gratteri ha ricordato che Roggero è stato condannato alla pena minima possibile per due omicidi e un tentato omicidio, applicando tutte le attenuanti previste dalla legge. Ha sottolineato che, secondo le immagini delle telecamere, Roggero ha inseguito gli aggressori per strada, il che non rientra nei parametri della legittima difesa. Il magistrato ha osservato che Roggero avrebbe potuto chiedere un rito abbreviato o rinunciare all’appello per ottenere una pena inferiore e gli arresti domiciliari.
Gratteri ha avvertito che l’attuale clima di contrapposizione rischia di danneggiare proprio l’imputato. Ha criticato le dichiarazioni di Salvini sulla grazia, definendole ingannevoli e tecnicamente impossibili. Secondo Gratteri, la grazia non può essere concessa subito, ma richiede un percorso di ravvedimento che può essere valutato solo dopo un periodo di carcere.
Gli scontri di Bologna e la delegittimazione della magistratura
Gratteri ha paragonato gli scontri di Bologna legati al caso Fakir alla condanna di Roggero, definendoli entrambi episodi trasformati in armi di propaganda elettorale. Ha criticato coloro che accusano di aver sobillato la piazza di Bologna, ricordando che molti di loro hanno aizzato la gente contro i magistrati per la sentenza sul gioielliere.
Il procuratore ha espresso preoccupazione per il clima di delegittimazione della magistratura, alimentato da certa stampa e da importanti esponenti politici. Ha definito questa situazione un attacco violento alla categoria, che rischia di minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
La videoregistrazione delle conferenze stampa
In un’altra occasione, Gratteri ha criticato l’obbligo di videoregistrare le conferenze stampa, definendolo un modo per sentirsi un sorvegliato speciale. Ha affermato che, sebbene la magistratura sia trasparente e non abbia nulla da nascondere, questo obbligo crea un senso di controllo e sorveglianza costante.
Gratteri ha sottolineato che il diritto all’informazione è preminente e che un popolo può essere sovrano solo se adeguatamente informato. Ha criticato la circolare del Consiglio superiore della magistratura sull’informazione, definendola una porcheria e un attacco alla libertà di stampa.



