Si è spento il giornalista e direttore Vito Monaco figura di rilievo nel panorama televisivo del Nordest, all’età di 81 anni. Nato a Sanmichele di Bari il 21 maggio 1945 Monaco aveva costruito una carriera che univa la formazione accademica all’impegno dei mezzi locali: dopo gli studi in Lettere e Filosofia a Padova e un periodo come docente, aveva scelto il giornalismo ottenendo l’iscrizione come giornalista pubblicista nel 1990. Negli ultimi giorni le sue condizioni si erano aggravate a causa di problemi cardiaci, fino al decesso avvenuto il 22 giugno 2026.
Formazione, vita privata e primi passi nel giornalismo
Originario della Puglia, Monaco si era trasferito in giovane età a Padova dove si era laureato nel 1971 e aveva insegnato in istituti della città prima di dedicarsi al giornalismo. Il percorso professionale che lo ha portato davanti alle telecamere nasce da una solida base culturale: la sua esperienza in ambito scolastico gli aveva conferito il soprannome affettuoso di “il Professore” appellativo rimasto poi legato al suo stile. Da anni residente ad Abano Terme era conosciuto per la capacità di coniugare rigore informativo e attenzione al territorio, qualità che lo hanno reso un punto di riferimento per generazioni di telespettatori.
Carriera televisiva: programmi, ruoli direttivi e riconoscimenti
Nel corso della carriera Monaco ha ricoperto incarichi di responsabilità: è stato direttore responsabile prima di Serenissima Tv e successivamente di Canale Italia. Ha condotto e curato trasmissioni che hanno segnato l’emittente locale e nazionale, tra le quali Notizie OggiLinea Sera e soprattutto Calciolandia quest’ultimo un format sportivo che per circa trent’anni lo ha reso celebre nel panorama televisivo veneto. Nel 2012 gli è stato conferito il titolo di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana riconoscimento che testimonia l’impatto della sua attività professionale e civile.
Il rapporto con il pubblico e lo stile in onda
Il modo di lavorare di Monaco era caratterizzato da una comunicazione diretta e autorevole, ma sempre vicina alle persone: domande mirate, capacità di ascolto e rispetto per gli interlocutori hanno contraddistinto le sue conduzioni. Il suo approccio ha favorito la fiducia degli spettatori, rendendolo non solo un conduttore ma anche un educatore dell’informazione locale. La lunga conduzione di programmi sportivi e di attualità ha consolidato la sua immagine come figura capace di guidare dibattiti senza mai trasformarli in scontro personale.
Reazioni e omaggi dopo la scomparsa
La notizia della morte ha suscitato ampi messaggi di cordoglio da istituzioni, colleghi e amministratori locali. Canale Italia ha diffuso un video-omaggio definendo Monaco «il Professore libero», mentre esponenti politici e rappresentanti del territorio hanno ricordato il suo contributo al giornalismo regionale. Tra i messaggi pubblici sono arrivate parole di stima che sottolineano il valore umano oltre che professionale: si è evidenziata la sua capacità di instaurare rapporti sinceri, la disponibilità verso i collaboratori e l’impegno nel raccontare la vita della comunità veneta con passione e competenza.
Personaggi delle istituzioni hanno rimarcato ricordi personali e professionali: si ricordano interviste chiave, il ruolo di primo piano nella scena locale e la disponibilità a promuovere giovani giornalisti. Amici e colleghi hanno raccontato aneddoti di redazione e scelte editoriali che mostrano quanto il suo lavoro abbia influenzato la cultura dell’informazione nella regione. Alla famiglia di Vito Monaco e a chi ha lavorato con lui vanno i messaggi di vicinanza arrivati in queste ore da tutta la comunità.


