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26 Agosto 2026

Luigi Colombo, la voce che cambiò la telecronaca e la televisione sportiva

Addio a Luigi Colombo: giornalista e conduttore che rivoluzionò la telecronaca introducendo il modello a due voci, voce familiare di Mondiali, Europei e Olimpiadi e autore del libro Passo doppio

Luigi Colombo, la voce che cambiò la telecronaca e la televisione sportiva

Ultimo aggiornamento: 10 luglio 2026. A 79 anni è morto in Italia il giornalista sportivo Luigi Colombo pioniere della telecronaca a due voci e figura centrale della televisione sportiva. Nato a Cesano Maderno ha segnato un’epoca con scelte editoriali che hanno cambiato il rapporto tra spettatori e campo e sono diventate standard per le emittenti.

La scomparsa pesa perché il suo metodo ha ridefinito il linguaggio televisivo del calcio, unendo analisi tecnica e racconto accessibile. Ha commentato grandi eventi internazionali e condotto programmi che hanno portato in tv campioni mondiali, lasciando un modello comunicativo ancora oggi utilizzato e riconoscibile.

Telecronaca a due voci: l’intuizione diventata standard

Il punto di svolta della sua carriera è stata l’idea di affiancare a un giornalista un ex calciatore in cabina, la telecronaca a due voci. Nata negli anni d’oro di Telemontecarlo la formula ha creato un dialogo tra competenza tecnica e narrazione, rendendo immediati tattiche, movimenti in campo e scelte arbitrali. Con leggende come José Altafini, Fabio Capello e Giacomo Bulgarelli, Colombo ha costruito un racconto che ha moltiplicato la comprensione del gioco.

La novità ha avuto un impatto duraturo perché ha reso la telecronaca un dispositivo esplicativo e non solo descrittivo. L’uso di un linguaggio chiaro, privo di gergo eccessivo, e di un tono accessibile ha avvicinato milioni di spettatori, fissando un equilibrio tra analisi e ritmo narrativo che è divenuto prassi nelle produzioni sportive televisive.

Quindici anni a Telemontecarlo e oltre 550 partite

Colombo ha iniziato agli albori di Telemilano 58 e ha consolidato il suo ruolo a Telemontecarlo, dove ha lavorato per quindici anni come responsabile dello sport. In quel periodo ha commentato oltre 550 partite internazionali e ha dato voce alle principali finali di coppe continentali tra anni Ottanta e primi Novanta. Il suo palmarès comprende tre edizioni dei Campionati Europei, tre edizioni delle Olimpiadi e quattro Mondiali.

Tra le telecronache rimaste nella memoria c’è la tragica finale di Heysel che Colombo ha raccontato con compostezza insieme ai colleghi in una serata segnata da eventi drammatici. Episodi come questo hanno definito la sua reputazione: capacità di mantenere lucidità e rispetto del racconto anche nei momenti più difficili, senza cedere a enfasi o semplificazioni.

Programmi, campioni in studio e il “passo doppio”

Oltre alla cabina di commento, Colombo ha ideato e condotto programmi che hanno messo al centro campioni e curiosità consolidando una formula che univa tecnica, aneddoto e uno stile riconoscibile. In televisione ha portato nomi come Pelé, Diego Armando Maradona e Michel Platini, arricchendo i palinsesti con testimonianze dirette. Ha guidato redazioni, diretto testate legate allo sport e fondato una televisione dedicata ai giochi e alle scommesse, con un approccio anche imprenditoriale.

La sua attività editoriale ha incluso un libro di memorie, in cui ha raccolto aneddoti e riflessioni sul calcio e sul mestiere, sintetizzando un metodo spesso racchiuso nel soprannome del suo ritmo professionale, il cosiddetto “passo doppio”. Agli inizi di carriera si è intrecciato con volti della televisione come Mike Bongiorno confermando la centralità del suo percorso nella nascita e crescita della tv commerciale italiana.

I ricordi pubblici in Lombardia e a Cesano Maderno

La notizia della morte ha generato cordoglio istituzionale e associativo in Lombardia e in Brianza territori con cui Colombo ha mantenuto un legame costante. Il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Federico Romani lo ha ricordato così: “Ha sempre avuto una marcia in più, il suo proverbiale ‘passo doppio’… e con il passo doppio stanotte è salito direttamente in cielo. Maestro di giornalismo sportivo, è stato un grande innovatore e primo fra tutti hai scoperto e sviluppato il potenziale del mezzo televisivo nel raccontare il calcio estero e lo sport in genere. Ci mancheranno la sua proverbiale ironia, i suoi aneddoti, la sua curiosità: una persona di straordinari valori umani, un grande professionista che sapeva raccontare il calcio con eleganza, da sempre profondamente legato alla sua Cesano Maderno. Da oggi la Brianza e tutti noi siamo più poveri”.

Dal Lions Club di Cesano Maderno, di cui è stato tra i fondatori, è arrivato un messaggio del presidente Pierluigi Bozzoli“Con la sua visione, il suo entusiasmo e il suo spirito di servizio ha contribuito in modo determinante alla nascita e alla crescita del nostro sodalizio, incarnando pienamente gli ideali lionistici di solidarietà, amicizia e impegno verso la comunità. Uomo di cultura, professionista autorevole e punto di riferimento per molti, ha lasciato un segno indelebile nei cuori di quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo e collaborare con lui”. Il suo impegno nella comunità restituisce la misura di un’eredità che non si esaurisce nello schermo televisivo.

L’eredità professionale di Colombo si misura nei numeri e nell’influenza multimediale: migliaia di minuti di telecronaca, un modello diventato prassi e un lessico capace di essere tecnico senza escludere il grande pubblico. La telecronaca a due voci resta il suo segno più evidente, oggi punto di partenza per il racconto calcistico in tv e riferimento per chi si forma nelle redazioni sportive.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.