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13 Giugno 2026

Convegno a Roma sulla guerra cognitiva e la sicurezza psicologica nazionale

Il convegno dell'Istituto Gino Germani esplora la cognitive warfare, le sue tecniche e l'urgenza di una strategia italiana di sicurezza cognitiva. Evento gratuito con relatori del mondo accademico, militare e della ricerca; iscrizione necessaria per la partecipazione in presenza.

Convegno a Roma sulla guerra cognitiva e la sicurezza psicologica nazionale

L’Istituto Gino Germani organizza un incontro pubblico intitolato “Difendere la mente: la minaccia della cognitive warfare – Verso una strategia di sicurezza cognitiva nazionale”in programma venerdì 12 giugno dalle ore 16:00 alle 18:00 nella Sala “Per Roma”, via Nazionale 66, Roma. La partecipazione è gratuita; chi desidera intervenire in presenza è invitato a inviare conferma via e-mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube dell’Istituto Germani e costituisce anche un’anteprima del corso di alta formazione “Guerra Cognitiva e Sicurezza Nazionale: le nuove frontiere dell’intelligence e della difesa psicologica”che si terrà il 18, 19 e 20 giugno 2026 a Roma nell’ambito della Scuola di Formazione in Intelligence e Analisi Strategica dell’istituto. Le iscrizioni al corso sono aperte.

Programma e relatori presenti a Roma

La giornata si aprirà con il saluto introduttivo di Luigi Sergio Germanidirettore dell’Istituto Gino Germani. Interverranno in presenza Massimo Panizzi (Gen. C.A., autore e consulente strategico), Federico Oreste Petrozzi (psicologo, psicoterapeuta e docente di neuro-leadership), Aldo Torchiaro (giornalista) e Antonio Scala (direttore di ricerca presso l’Istituto per i Sistemi Complessi del CNR). Marco Lombardiprofessore ordinario di Sociologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore e coordinatore di ITSTIME, parteciperà da remoto. La moderazione sarà affidata ad Arianna Pacioniricercatrice associata presso l’Istituto e analista d’intelligence.

Dettagli pratici della sessione

La durata prevista dell’incontro è di due ore, con spazio per interventi dei relatori e domande dal pubblico. Si discuteranno aspetti teorici, esempi operativi e le implicazioni per le istituzioni italiane ed europee. La formula prevede interventi in successione, seguiti da un confronto moderato che collegherà analisi accademiche, prospettive militari e riflessioni sulla formazione.

Perché la cognitive warfare rappresenta una minaccia per l’Italia

Con il termine cognitive warfare si indica un insieme di azioni volte a influenzare opinioni, emozioni e decisioni di individui e collettività. Tale minaccia sfrutta la proliferazione dei social network, i progressi dell’intelligenza artificiale e le applicazioni delle neuroscienze per esercitare forme di persuasione di massa. In questo contesto, operazioni di disinformazionepropaganda mirata e attacchi informatici possono mirare non solo a danneggiare infrastrutture materiali, ma a indebolire i processi decisionali e la fiducia nelle istituzioni.

L’Italia è considerata un bersaglio rilevante per ragioni geopolitiche e interne: posizione strategica nel Mediterraneo, appartenenza a NATO e UE, fragilità della coesione sociale e, secondo gli organizzatori, una limitata cultura politica sulla sicurezza cognitiva e l’intelligence. Queste condizioni aumentano il rischio che campagne cognitive di lungo termine minino la capacità di giudizio razionale, soprattutto tra le giovani generazioni.

Tipologie di attori e tecniche

Tra gli attori che impiegano tecniche di guerra cognitiva si segnalano stati autoritari con strategie anti-occidentali (come Cina, Russia, Iran e Corea del Nord), formazioni estremistiche e gruppi politici illiberali che operano all’interno dei sistemi democratici. Le modalità vanno da operazioni psicologiche e propaganda a campagne di radicalizzazione online, con l’obiettivo di generare panico, delegittimazione istituzionale e fratture sociali.

Gli strumenti utilizzati mirano a sfruttare vulnerabilità cognitive diffuse: la cultura della post-veritàla predominanza del pensiero veloce su quello riflessivo, la polarizzazione in echo-chambers e la tendenza a rifiutare informazioni che contraddicono convinzioni pregresse. Contrastare queste dinamiche richiede non solo contromisure tecnologiche, ma anche investimenti in educazione civica e formazione al pensiero critico.

Connessioni con la formazione specialistica dell’Istituto

Il convegno funge da presentazione per il corso di alta formazione del 18-20 giugno 2026, che approfondirà strumenti di intelligence e difesa psicologica. Il percorso formativo è pensato per operatori della sicurezza, analisti, decisori pubblici e formatori, con lezioni teoriche e casi pratici per riconoscere e rispondere a offensive cognitive complesse.

Partecipare all’incontro del 12 giugno offre un’anticipazione dei contenuti del corso e la possibilità di dialogare con docenti e ricercatori. L’iniziativa punta a sviluppare una cultura della sicurezza cognitiva che includa politiche educative, strategie comunicative e programmi di resilienza mentale per le nuove generazioni.

Per informazioni pratiche e conferme di partecipazione in presenza, gli interessati devono inviare una e-mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. L’evento sarà accessibile anche tramite streaming sul canale YouTube dell’Istituto Germani.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.