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18 Maggio 2026

Spencer Pratt corre per sindaco di Los Angeles: retorica, polemiche e programmi

Spencer Pratt passa dalla ribalta televisiva alla campagna elettorale per il ruolo di sindaco di Los Angeles, scatenando supporti inaspettati e critiche accese

Spencer Pratt corre per sindaco di Los Angeles: retorica, polemiche e programmi

Chi ha seguito i reality di MTV ricorderà Spencer Pratt come una presenza divisiva e spesso al centro delle dinamiche di The Hills, serie cult andata in onda dal 2006 al 2010 con un revival nel 2019. Dopo aver partecipato a numerosi programmi televisivi e aver lavorato come influencer, Pratt definisce oggi la sua identità pubblica come imprenditore digitale e ha deciso di candidarsi alla carica di sindaco di Los Angeles. La mossa nasce da eventi personali e da una narrazione politica che ha rapidamente trasformato la sua immagine.

La decisione di scendere in campo è stata annunciata dopo che i disastrosi incendi di inizio 2026 hanno raso al suolo la casa che condivideva con la moglie Heidi Montag nelle Pacific Palisades. Da quel momento Pratt ha puntato il dito contro l’amministrazione uscente guidata da Karen Bass, sostenendo che la gestione dell’emergenza abbia rivelato gravi inefficienze. Pur essendo le elezioni cittadine formalmente apartitiche, la sua vicinanza ai Repubblicani e il tono del suo discorso politico ricordano a molti certe strategie nazionali.

Da celebrity a candidato: motivazioni e percorso

Il passaggio di Pratt dalla televisione alla politica non è improvvisato, secondo il candidato: a suo dire la perdita della casa e la percezione di una cattiva amministrazione locale lo hanno spinto a voler «sistemare la città». Nella sua narrazione pubblica si definisce un leader pragmatico che vuole rendere Los Angeles «camera ready», ovvero più presentabile e funzionante davanti ai media e ai cittadini. Ha inoltre citato il modello di figure che hanno fatto il salto dalla comunità alla politica, evocando un paragone con Barack Obama per rispondere alle critiche sulla sua esperienza.

Contenuti della campagna e stile comunicativo

La campagna di Pratt si basa in gran parte su contenuti digitali e video virali. I suoi messaggi includono proposte molto nette: rehab obbligatorio per i senzatetto, maggiori risorse per la polizia e indagini approfondite sugli uffici cittadini che, secondo lui, non avrebbero risposto adeguatamente agli incendi, in particolare il Los Angeles Department of Water and Power. Molti osservatori sottolineano come il linguaggio scelto sia accusatorio e muscolare, pensato per attirare l’attenzione dei media e dei social.

Video, intelligenza artificiale e provocazioni

Una caratteristica della sua strategia sono i video creati con intelligenza artificiale che evocano immagini di giustizia popolare e atmosfere da fumetto (qualcuno ha citato riferimenti a Batman). Alcuni clip mostrano anche le residenze private delle avversarie politiche, scelta che ha sollevato polemiche per invasione della privacy. Pratt difende questi contenuti come parte di una tattica per comunicare in modo diretto e spettacolare con l’elettorato.

Alleati, endorsement e posizione politica

Nonostante le origini televisive, Pratt afferma di raccogliere un sostegno variegato: dice che i suoi sostenitori locali sono spesso Democratici e che la sua rete personale è prevalentemente di quel partito, citando anche un endorsement pubblico di Kristin Cavallari. Al tempo stesso ribadisce di volere collaborazione con l’amministrazione federale, evocando uno stretto rapporto con l’era Trump per affrontare questioni come immigrazione, sicurezza e senzatetto, pur rifiutando etichette nazionali nette.

Critiche, sondaggi e prospettive elettorali

Le critiche non mancano: tra le voci contro la sua candidatura spicca quella della sorella Stephanie Pratt, che sui social ha spiegato perché la ritiene inadatta. Anche altre candidate in corsa, come Nithya Raman e la riconfermata Karen Bass, lo dipingono come figura divisiva e riconducibile a posizioni estremistiche. Nel dibattito pubblico rientrano anche questioni di metodo, come la legittimità di campagne basate su video provocatori o su proposte che toccano diritti e assistenza sociale.

Dati e scenari elettorali

Un sondaggio della UCLA Luskin School of Public Affairs all’inizio dello scorso aprile colloca Pratt all’11% delle preferenze, con Karen Bass al 25% e Nithya Raman al 9%, mentre il 40% degli intervistati risulta ancora indeciso. Le elezioni sono fissate per il 2 giugno 2026: per vincere al primo turno è necessario ottenere il 50% o più dei voti; in assenza di ciò si procederà a un ballottaggio previsto per novembre.

Prospettive

La corsa di Spencer Pratt mette in luce come la celebrità e la comunicazione digitale possano influenzare la politica locale. Se da un lato può catalizzare consensi inattesi grazie alla visibilità mediatica, dall’altro solleva interrogativi su competenza, stile e impatto delle proposte sulla collettività. La fase che precede il voto sarà determinante per capire se la sua candidatura resterà un fenomeno mediatico o diventerà una reale opzione amministrativa per Los Angeles.

Autore

Camilla Fiore

Camilla Fiore, da Verona, annotò la prima review dopo aver testato un siero durante la Fiera della Cosmesi: quell’articolo cambiò la linea editoriale dedicata alla prova prodotto. Propone rubriche con taglio rigoroso e porta in redazione la precisione di chi colleziona vecchi campionari.