Perché Beppe Braida è scomparso dalla televisione e cosa fa oggi

Beppe Braida parla della sua carriera, del mancato invito a Zelig 30, degli scontri televisivi e del progetto teatrale "Piano B - l’involuzione"

La storia di Beppe Braida è quella di un artista che ha visto alternarsi trionfi e buchi d’aria nel mondo dello spettacolo. Nato sotto le luci dei locali comici e poi consacrato dalle trasmissioni nazionali, Braida ha costruito una carriera riconoscibile per il suo modo di prendere in giro i telegiornali e l’informazione. Allo stesso tempo, il suo percorso è segnato da episodi di rottura con l’ambiente televisivo che hanno portato a una prolungata assenza dai palinsesti.

Di fronte alle domande del pubblico per strada, la risposta del comico è sempre franca: non sa esattamente perché il telefono abbia smesso di squillare. La scelta di ripartire dalle piazze e di trasformare le sue osservazioni in uno spettacolo come “Piano B – l’involuzione” dimostra un approccio diverso, che privilegia il contatto diretto con il pubblico e la riflessione sullo stato della società dopo la pandemia.

Dalle origini ai primi riconoscimenti

La gavetta di Beppe Braida passa per i locali e i festival: dai primi monologhi al Cabaret Amore Mio, fino ai premi conquistati in manifestazioni come il Festival Nazionale di Cabaret. Quelle esperienze dal vivo sono la palestra in cui si affina lo stile: imitazioni, travestimenti e una vena dissacrante che lo porterà a farsi notare dagli autori dei grandi programmi. È durante questi anni che nasce il suo talento per il satirico, una cifra che poi userà per creare personaggi e siparietti irriverenti.

Il salto in tv

Nel 1991 arriva la prima occasione importante con il Tg delle vacanze, mentre il contatto con realtà come il “Seven Show” e “Retromarsh” amplia la sua visibilità. Qui Braida inizia a sperimentare il formato del telegiornale parodico, che diventerà il suo marchio. Contemporaneamente lavora anche in contesti non artistici, come la Fiat, esperienza che racconta con l’ironia di chi ha sempre messo il palcoscenico davanti alle convenzioni.

Il successo in programmi come Zelig e Colorado

La consacrazione arriva con Zelig, dove il suo Tg comico e il tormentone con la parola “attentato” diventano immediatamente popolari. Successivamente, la proposta di condurre Colorado rappresenta un rischio calcolato: lasciare una trasmissione solida per rilanciare un format in difficoltà. Il risultato è però positivo, con ascolti importanti che confermano la sua capacità di trainare un programma. Nonostante ciò, l’affermazione pubblica non elimina tensioni e dinamiche interne al mondo televisivo.

Scontri e intrusioni in studio

Tra gli episodi più chiacchierati ci sono le irruzioni negli studi del Tg4 di Emilio Fede, che provocarono reazioni accese. Braida racconta quei momenti come l’esito di uno stile provocatorio che a volte confligge con figure istituzionali della comunicazione. Da quelle vicende nascerà anche l’idea di personaggi satirici come l’inviato Mingozzi, ispirati alle cronache e alle relazioni tra giornalismo e spettacolo.

Il mistero dell’assenza dalla tv e la nuova strada

Dopo il 2009 il suo telefono smette di suonare: una data spartiacque che Braida non riesce a spiegare del tutto. L’esclusione dalle celebrazioni di Zelig 30 e la sensazione di essere stato messo da parte lo spingono a cercare alternative. La risposta è tornare alle origini: riprogrammare il rapporto con il pubblico, portare uno spettacolo che sia anche un confronto diretto e trasformare il silenzio televisivo in una scelta di palco.

Il ritorno in tv e l’esperienza nei reality

Nel 2011 torna brevemente in Mediaset con progetti come “Saturday Night Live from Milano” e, dopo oltre un decennio, accetta la sfida di L’isola dei famosi nel 2026 quando la pandemia gli aveva cancellato numerosi spettacoli. L’esperienza si interrompe per motivi familiari, ma resta significativa: dimostra la disponibilità a confrontarsi con format diversi pur mantenendo la propria identità comica. Oggi il suo obiettivo dichiarato è tornare in televisione con uno spettacolo che racconti il mondo come lo vede lui.

Scritto da Roberto Marini

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