La vita pubblica di Samanta Togni si intreccia da sempre con il corpo, la scena e la disciplina della danza. Oggi la conduttrice, che ha lavorato a lungo come ballerina, apre il suo racconto su momenti privati molto duri: una fase di disturbi alimentari che l’ha portata a un peso critico e, più avanti, la fine del matrimonio con il chirurgo Mario Russo.
Nel suo racconto emergono tappe precise: l’ossessione per la forma fisica durante gli anni di danza, la svolta imposta dalla maternità e la scelta di trasferirsi a Dubai per seguire il compagno, fino alla separazione definitiva quando le visioni di vita sono risultate inconciliabili.
Il rapporto con il corpo durante la carriera da ballerina
Il percorso di Togni verso la danza professionale coincise con una grande attenzione all’estetica del corpo. Lei stessa spiega con chiarezza la propria attitudine: “Da ballerina avevo un approccio diverso alla valutazione dell’aspetto estetico: cercavo ciò che non mi piaceva per migliorarlo.” Essere sempre sul palco, con costumi che non perdonano, ha trasformato anche piccole variazioni di peso in crisi personali: “Stando costantemente sul palco con abiti che evidenziano la minima imperfezioneanche un etto in più mi mandava in crisi.”
La tensione verso una perfezione spesso percepita soltanto nella sua mente la portò a instaurare un rapporto malsano con la bilancia e il cibo. Il peso divenne un punto di controllo quotidiano: la dieta si fece minimale e l’ossessione per smaltire ogni caloria ingerita prendeva il sopravvento. Racconta di essere arrivata a pesare 44 chili per 1,69 mun dato che segnò una fase critica della sua vita fisica e psicologica.
Comportamenti alimentari e riconoscimento del problema
Nel dettaglio, Togni ricorda giornate in cui l’alimentazione era quasi nulla: uno yogurt, due mele, qualche cereale, sempre compensando con allenamenti intensi, talvolta persistenti fino a due sedute giornaliere. “Ero arrivata a 44 chili per un metro e 69 – ha ricordato -. Mangiavo pochissimononostante i due allenamenti al giorno.” In quel periodo il controllo delle calorie e il piacere nel ricevere commenti sul dimagrimento divennero segnali dell’intimo disagio. Aggiunge che, in quel momento, la richiesta di aiuto era nascosta dietro al rifiuto del cibo: i famigliari inizialmente non colsero l’entità del problema fino all’intervento della madre che la portò da uno specialista.
La gravidanza di Edoardo e la lenta risalita
La svolta arrivò con la maternità. Samanta aveva 20 anni quando rimase incinta del figlio Edoardo e questo evento cambiò radicalmente il suo ordine delle priorità. “Dovevo pensare prima al suo e poi al mio bene. Il cervello ha fatto un cambio di marcia: sentendomi responsabile della vita che cresceva dentro di me è iniziata la risalita verso la normalità.”
Dopo la nascita, l’alimentazione riprese ritmo e significato: il cibo cessò di essere visto come una minaccia e divenne nutrimento. La sua immagine allo specchio si alleggerì di giudizi imposti e recuperò serenità: “Il mio sguardo aveva ripreso luminosità ed ero più serena anche nel guardarmi allo specchio.” Oggi definisce la cura del corpo come un atto d’amore, non più una rincorsa a una magrezza ideale. “Restare in linea ora è una forma di rispetto verso me stessa e verso la vita, non più una rincorsa verso la magrezza e una perfezione che vedevo solo io.” Il suo equilibrio attuale si basa su allenamento, danza e un’alimentazione accorta: il corpo è nutrito con cura e amore.
La scelta di vita a Dubai e la fine del matrimonio con Mario Russo
Un altro capitolo importante riguarda la vita personale e la relazione con Mario Russo. Dopo le nozze, Togni si trasferì a Dubaicittà dove il marito lavora da tempo: una decisione che implicò cambiamenti professionali e personali, tra cui una rinuncia parziale alla carriera televisiva. Con il passare del tempo però la convivenza di progetti diversi rese difficile il mantenimento della coppia.
Racconta che la separazione è stata la conseguenza di una divergenza di obiettivi: “Da un anno ho divorziato da Mario Russo. Siamo partiti pensando di avere la stessa visione di vita, ma con gli anni ci siamo accorti che volevamo cose diverse”, spiega la conduttrice. La scelta di porre fine al matrimonio segue dunque una comprensione maturata nel tempo, non un episodio isolato, e segna un nuovo corso della sua vita personale e professionale.
Nel complesso, il racconto di Samanta Togni mette a fuoco temi ricorrenti nella vita di chi cresce sotto i riflettori: l’impatto dell’immagine, il peso delle aspettative e la possibilità di rinascita attraverso la responsabilità e l’amore. La sua storia rimane un esempio di come la maternità e la consapevolezza possano trasformare un rapporto con il corpo segnato dall’ansia in un percorso di cura e rispetto.
