La questione delle cornacchie a Pordenone ha acceso un dibattito acceso tra residenti, animalisti e istituzioni. Il sindaco Alessandro Basso si trova al centro di una sfida complessagarantire la sicurezza dei cittadini senza compromettere il benessere degli animali.
La situazione è diventata critica, con residenti che devono uscire di casa con cautela per evitare attacchi da parte delle cornacchie. Il primo cittadino ha espresso la sua preferenza per una soluzione che eviti l’abbattimento degli animali, ma che garantisca comunque la sicurezza pubblica.
La proposta di Valerio Vassallo e l’iniziale accordo
Valerio Vassallo, dell’Associazione Meta, ha presentato un piano risolutivo che prevede il recupero del nido per salvare i piccoli senza uccidere gli adulti. Secondo Vassallo, i genitori si allontanerebbero dal luogo, evitando così un abbattimento non necessario. Il sindaco Basso ha accolto con favore questa proposta, mostrando anche preoccupazione per la salute dei piccoli durante lo svezzamento.
L’accordo sembrava raggiunto, con Vassallo che ha dichiarato di aver trovato un’intesa con la segreteria del sindaco. Tuttavia, la situazione si è complicata rapidamente.
Le divisioni tra gli animalisti e le nuove proposte
Non tutti gli animalisti sono d’accordo con la proposta di Vassallo. Stefania Caiafa, rappresentante legale dell’Associazione Avanguardianimalista Odv e aderente a ‘Noi Moderati’, ha espresso una posizione diversa. Secondo Caiafa, la soluzione migliore sarebbe aspettare che i piccoli crescano e nel frattempo isolare l’area con una cartellonistica per evitare l’avvicinamento delle persone.
Caiafa ha anche contattato i volontari Gabry e Christian di Meta per verificare che non si avvicinassero al nido, sottolineando i rischi per i piccoli durante il trasporto. La sua posizione è chiara: i pulli non vanno sfiorati, perché potrebbero essere rifiutati dalla madre se sentono l’odore umano.
Le considerazioni finali e le prospettive future
Valerio Vassallo non si è perso d’animo e ha ribadito la sua proposta, sottolineando che il sindaco ha la facoltà di far rispettare un’ordinanza. Secondo Vassallo, la soluzione migliore sarebbe allontanare la mamma dai cuccioli e farli svezzare dall’uomo, per poi rilasciarli in un rifugio. I corvi adulti, una volta svezzati i piccoli, cambierebbero location.
La situazione a Pordenone rimane complessa, con diverse opinioni e proposte in campo. Il sindaco Basso dovrà trovare un equilibrio tra la sicurezza dei cittadini e la tutela degli animali, in un contesto in cui le divisioni tra gli animalisti non facilitano la ricerca di una soluzione condivisa.
Intanto, Vassallo ha già un altro problema da affrontare nella vicina Sacile, dimostrando che la questione delle cornacchie non è isolata ma parte di un fenomeno più ampio che richiede attenzione e soluzioni coordinate.



