Un’esplosione ha scosso il Principato di Monaco la sera del 30 giugno, ferendo gravemente tre membri di una famiglia ucraina. L’evento, descritto come un atto doloso ha scatenato un’ondata di solidarietà e preoccupazione nella comunità locale e internazionale.
Le vittime, tutte di nazionalità ucraina, includono un uomo e una donna di età compresa tra i 50 e i 60 anni, e un adolescente di 13 anni. L’uomo, identificato come Vadim Ermolaev, è un noto oligarca ucraino che ha rinunciato alla cittadinanza ucraina per diventare cittadino cipriota. Ermolaev è un rifugiato VIP a Monaco dall’inizio della guerra in Ucraina.
L’esplosione e le indagini
La deflagrazione è avvenuta intorno alle 21 in un edificio residenziale situato tra Boulevard d’Italie e Rue du Révérend Père Louis Frolla, lungo il confine con la Francia. Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso un individuo mentre posizionava uno zaino davanti all’ingresso dell’edificio. L’ordigno è detonato mentre altre persone stavano entrando nello stesso edificio.
L’ordigno conteneva probabilmente bulloni e schegge secondo quanto dichiarato da Christophe Mirmand, ministro di Stato di Monaco. Le forze dell’ordine stanno attualmente raccogliendo elementi di prova. “Che io sappia, è la prima volta nella storia che un atto del genere si verifica nel Principato”, ha aggiunto Mirmand.
Le condizioni delle vittime
I due adulti, Ermolaev e la sua compagna, sono in gravissime condizioni e in prognosi riservata. L’adolescente, invece, è meno grave. Ermolaev è un importante uomo d’affari, capo della società agroalimentare Alef, e fa parte del battaglione Monaco un gruppo di miliardari rifugiatisi nel Principato dopo lo scoppio della guerra in Ucraina.
Ermolaev è indagato in un vasto caso di riciclaggio di denaro che coinvolge Estonia e Ucraina. Dal 2026 è oggetto di sanzioni da parte del governo ucraino per gli affari del suo Alef Group nella Crimea occupata dai russi e per i sospetti legami con la Russia.
La reazione delle autorità e della comunità
Le autorità locali hanno attivato il piano rosso che prevede un graduale aumento delle risorse in base al numero delle vittime durante un incidente violento. Sono stati mobilitati i servizi di emergenza, la polizia e le forze di sicurezza. Oltre a Mirmand, sul luogo dell’accaduto erano presenti il presidente del Consiglio Nazionale e uno stretto collaboratore del Principe Alberto II.
Il sindaco di Nizza, Éric Ciotti, ha espresso il suo cordoglio sui social media, definendo l’attentato una tragedia. “I miei pensieri vanno alle vittime, alle loro famiglie e al popolo di Monaco. Pieno sostegno alle forze dell’ordine e ai servizi di emergenza mobilitati”, ha scritto Ciotti.
Charles Ange Ginésy, presidente del consiglio dipartimentale delle Alpi Marittime, ha espresso la sua più profonda solidarietà alle vittime, alle loro famiglie e al popolo di Monaco.
Il principe Alberto II ha condannato in un comunicato “un crimine odioso” che rappresenta “uno shock per tutta la comunità monegasca”. Monaco ha a lungo mantenuto l’immagine di un’oasi di pace particolarmente sicura. “Il Principato di Monaco rimarrà unito e determinato di fronte alla violenza e al crimine. La sicurezza della nostra comunità è sempre stata una priorità”, ha promesso il principe.



