Salta al contenuto
10 Giugno 2026

Perizia famiglia del bosco: i giudici hanno un mese per decidere

La psichiatra Simona Ceccoli ha depositato la perizia finale sul caso della famiglia del bosco, auspicando il rientro dei tre bambini a casa.

Perizia famiglia del bosco: i giudici hanno un mese per decidere

La vicenda della famiglia del bosco ha compiuto un ulteriore passo verso la sua conclusione. La psichiatra Simona Ceccoli ha depositato la perizia finale al tribunale dei minorenni dell’Aquila, un documento di cinquanta pagine che ribadisce la correttezza del lavoro svolto e auspica nuove condizioni per il rientro a casa dei tre bambini.

La famiglia, composta da Catherine Birmingham, Nathan Trevallion e i loro tre figli, ha vissuto per mesi al centro di un’ampia discussione pubblica e giudiziaria. La perizia, richiesta dai giudici, risponde punto su punto alle criticità sollevate dalla difesa dei coniugi e ribadisce l’importanza di un ricongiungimento familiare nel rispetto del benessere dei minori.

L’analisi dello stile di vita educativo

La consulente tecnica d’ufficio ha chiarito che l’analisi non riguardava lo stile di vita dei genitori in sé, ma l’eventuale incidenza che il loro stile di vita educativo può avere sullo sviluppo psicologico, educativo, affettivo e relazionale dei minori. La psichiatra ha difeso il proprio operato, sottolineando che ha agito in maniera neutrale, in scienza e coscienza, senza alcun pregiudizio nei confronti della coppia genitoriale.

Il neo-avvocato Simone Pillon ha commentato l’auspicio della consulente di un precoce e positivo ricongiungimento della famiglia, nell’interesse dei minori e del recupero delle relazioni familiari. La perizia finale risponde anche alle soluzioni alternative ventilate, come il trasferimento dei bambini o l’adozione, ribadendo che non intende sostenere la permanenza dei minori in istituto.

Le critiche dei periti di parte

I periti di parte, Tonino Cantelmi e Martina Aiello, hanno criticato la perizia, sostenendo che la psichiatra avrebbe dovuto distinguere tra difficoltà pregresse, effetti del collocamento, trauma da separazione, stress procedimentale e fattori ambientali sopravvenuti. Secondo Cantelmi, questo aspetto resta non risolto.

La psichiatra Ceccoli ha anche difeso il lavoro della collega Valentina Garrapetta, che ha somministrato i test psicologici, sottolineando che entrambe hanno operato in maniera neutrale e professionale. La relazione finale si aggiunge alla prima bozza e alle controdeduzioni di parte, arricchendo il quadro complessivo della vicenda.

Cosa succede ora

Ora la palla passa al tribunale dei minorenni, che ha a disposizione ancora un mese per prendere una decisione sul caso dei tre figli della coppia. I bambini sono ospitati da quasi sette mesi in una casa-famiglia a Vasto, in provincia di Chieti, mentre i genitori vivono nella casa nel bosco, in attesa di trasferirsi definitivamente nell’abitazione messa a disposizione dal Comune.

La vicenda ha visto anche un recente sviluppo positivo: Catherine Birmingham ha ripreso a vedere i suoi figli in una struttura protetta a Gissi, con incontri settimanali seguiti dagli operatori. Questo passo rappresenta un importante progresso nel percorso di ricongiungimento familiare, avviato dai servizi sociali e dall’autorità giudiziaria dopo l’allontanamento dei minori dai genitori.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.