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9 Giugno 2026

Famiglia del bosco: il delicato equilibrio tra educazione alternativa e sistema scolastico

Tre fratellini cresciuti nel bosco affrontano le prove di idoneità per l'accesso alla scuola primaria, mentre il tribunale valuta il loro futuro

Famiglia del bosco: il delicato equilibrio tra educazione alternativa e sistema scolastico

In un angolo remoto dell’Abruzzo, la vita di una famiglia ha catturato l’attenzione del paese. Nathan e Catherine, una coppia anglo-australiana, hanno scelto di crescere i loro tre figli in un contesto naturale, lontano dai canoni tradizionali dell’educazione. Ora, i tre fratellini si trovano di fronte a una sfida cruciale: dimostrare le loro competenze scolastiche per essere ammessi alla scuola primaria.

La loro storia, iniziata nel bosco di Palmoli, ha preso una svolta significativa dopo la sospensione della responsabilità genitoriale nel novembre 2026. Da allora, i bambini vivono in una comunità di Vasto, dove stanno sperimentando una quotidianità completamente nuova, fatta di spazi chiusi e routine imposte. Secondo indiscrezioni, i piccoli sembrano preferire la televisione, un elemento assente nella loro vita precedente.

La preparazione per le prove di idoneità

Le prove di idoneità per l’accesso alla seconda e alla quarta classe della scuola primaria sono previste per fine giugno. La preparazione è stata affidata a Lidia Camilla Vallarono, un’insegnante in pensione. Le prove dovrebbero tenersi all’Istituto comprensivo statale di Castiglione Messer Marino. Per i bambini, si tratta di un banco di prova non solo didattico, ma anche adattivo, passando dalla vita all’aperto nel bosco alla dimensione strutturata dell’istituzione scolastica.

Il futuro della famiglia

Il Comune di Palmoli si è già mosso per anticipare un possibile esito favorevole alla riunificazione del nucleo familiare. È stata concessa gratuitamente un’abitazione idonea, situata nell’area del campo sportivo, di fronte all’istituto scolastico del paese. Tuttavia, la decisione finale spetta ai giudici del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che stanno valutando la relazione della consulente tecnica d’ufficio, la psichiatra Simona Ceccoli.

La relazione raccoglie gli esiti delle perizie psicologiche sull’intero nucleo familiare. A questa si contrappone il dossier dei consulenti di parte, lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello, che hanno individuato quindici criticità nella bozza della Ctu. Nel frattempo, i tre bambini sono chiamati a dimostrare le competenze di scolarizzazione acquisite in sei mesi in comunità, mentre il tribunale deve stabilire quale sia il superiore interesse del minore, principio cardine dell’ordinamento.

Le lacune educative e il ritorno a casa

Gli esperti hanno riscontrato evidenti lacune nell’educazione dei piccoli, ma auspicano che questi possano tornare presto a casa, dai loro genitori. Le lacune di cui parlano i periti includono carenze relazionali, scolastiche e igienico-sanitarie. Tuttavia, secondo i periti, gli strumenti che si trovano adesso in mano Nathan e Catherine sono sufficienti allo scopo. I bambini potranno proseguire il percorso al fianco dei genitori.

La figura di Catherine è stata oggetto di particolare attenzione. La sua rigidità a collaborare è stata considerata insufficiente per parlare di ‘incapacità genitoriale’. Lo stile educativo di Nathan e Catherine ha leso i diritti dei minori, ha concluso Ceccoli, tuttavia ci sono tutti gli elementi per porre rimedio.

La vicenda della famiglia del bosco ha scosso l’opinione pubblica italiana, trasformandosi in un caso mediatico di grande risonanza. La storia è stata seguita da vicino dai media, che hanno mostrato i tre bimbi biondi e intelligenti che montavano a cavallo, costruivano ponti ed edifici con il legno e le pietre, mangiavano il porridge all’alba. Tuttavia, l’ingresso di massa in una storia intima ha violato la privacy della famiglia, trasformando un dramma in un circo.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.