Il consiglio di amministrazione della Rai si è riunito tra il 17 e il 18 giugno 2026 per decidere diversi assetti dirigenziali e per fare il punto sui palinsesti della prossima stagione. Al centro della seduta è stata la proposta avanzata dall’amministratore delegato Giampaolo Rossila nomina di Francesca De Martino come direttrice di Rai Parlamento e la riconferma di Antonio Preziosi alla guida del Tg2. Le decisioni hanno ottenuto il sostegno della maggioranza dei consiglieri, ma non sono mancate contestazioni e astensioni.
Voti e nomine: come si è espresso il cda
La proposta di nomina di De Martino e la riconferma di Preziosi sono state approvate con il voto favorevole dei consiglieri espressi dalla maggioranza, incluso l’Ad Giampaolo Rossi. Hanno votato contro i consiglieri Roberto Natale e Alessandro Di Majomentre Davide Di Pietroeletto dai dipendenti, si è astenuto sulla nomina di De Martino e ha votato a favore di Preziosi. Durante la seduta il presidente facente funzione è stato il consigliere Antonio Marano.
Conferme nei consigli delle società partecipate
Il cda ha inoltre ratificato all’unanimità alcuni rinnovi ai vertici delle società del gruppo: Paolo Del Brocco è stato confermato amministratore delegato di Rai Cinemacon Nicola Claudio nel ruolo di presidente; per Rai Com sono stati mantenuti i vertici con Sergio Santo come amministratore delegato e Claudia Mazzola come presidente. Sempre nel corso della seduta è stata comunicata la designazione di Federica Frangi come rappresentante Rai nel Consiglio Generale di Confindustria Radio Tv.
Reazioni politiche e clima interno
La scelta di affidare la direzione di Rai Parlamento a De Martino ha scatenato forti reazioni. La presidente della Commissione di Vigilanza, Barbara Floridiaha espresso preoccupazione per la concentrazione di incarichi giudicata eccessivamente politica, definendo la mossa come il «superamento di una linea rossa» a ridosso delle elezioni politiche. I parlamentari del centrodestra hanno invece difeso la nomina, sottolineando che si tratta di una promozione interna che valorizza l’esperienza di una giornalista con oltre venticinque anni di servizio nella redazione di Tg Parlamento.
Situazione della direzione generale e assenze
Non era presente alla seduta il direttore generale Roberto Sergiola cui assenza era stata annunciata. Nelle ore successive si è diffusa l’indiscrezione che Sergio stia valutando di anticipare l’uscita dall’azienda a novembre, prima del pensionamento previsto per aprile, mossa che potrebbe favorire l’arrivo di Simona Agnes alla direzione generale. La possibile riorganizzazione interna resta un elemento di attenzione per il futuro dell’azienda.
Palinsesti e polemiche editoriali illustrate in cda
Oltre alle nomine, la riunione del cda ha fatto emergere prime indiscrezioni sui palinsesti per la prossima stagione televisiva, che saranno presentati ufficialmente alla stampa e agli inserzionisti il 3 luglio ad Ancona. Tra le ipotesi discusse figurano spostamenti e nuove conduzioni: per la fascia diurna di Rai2 si ipotizza l’arrivo di Salvo Sottile a Ore 14mentre programmi di cronaca e inchiesta potrebbero essere riassegnati con conduttori differenti. Alcune conferme attese riguardano personalità come Fiorello e la presenza di Stefano De Martino in alcuni format, oltre a ipotesi di prime time con Alberto Matano e lo spostamento di Tale e Quale Show al mercoledì.
Critiche sulla selezione dei contenuti
Le novità sui palinsesti hanno alimentato critiche della minoranza parlamentare, che ha denunciato una programmazione «orientata» e poco attenta ai programmi di servizio pubblico come alcune trasmissioni d’inchiesta. Un altro fronte di discussione riguarda Catepillarstorica trasmissione di Radio2, per la quale il conduttore storico Massimo Cirri ha segnalato incertezza sulla prosecuzione. La direzione di rete ha tuttavia rassicurato che non è prevista la chiusura del programma.
Nel complesso, la riunione del cda del 17-18 giugno 2026 ha rimodulato assetti e prospettive dell’azienda audiovisiva pubblica, tra conferme dirigenziali, tensioni politiche e la definizione di linee editoriali che saranno disegnate nei prossimi giorni in vista dei palinsesti ufficiali.



