Shinya Tsukamoto, regista giapponese di culto, torna alla Mostra del cinema di Venezia con un’opera che esplora le conseguenze devastanti della guerra del Vietnam. Mr. Nelson, Did You Kill People? è il terzo capitolo della cosiddetta Trilogia della guerra del maestro, preceduto da Nobi (2014) e Hokage – Ombra di Fuoco (2023).
Il film è tratto dall’omonimo libro autobiografico di Allen Nelson, un reduce del Vietnam che ha vissuto per tutta la vita con il peso dei traumi bellici. Tsukamoto presenta la storia come un potente monito contro la guerra, mostrando come il conflitto possa disumanizzare l’individuo e sgretolare la sua identità.
Un viaggio attraverso il trauma e la riscoperta
La narrazione si concentra sul lungo percorso terapeutico di Nelson, un cammino di riscoperta e rielaborazione degli angoli più cupi della sua esistenza. Una volta fatto emergere un vissuto inconscio fino ad allora rimosso, Nelson riesce gradualmente a convivere con i propri demoni e a farsi carico della responsabilità di trasmettere alle future generazioni la reale barbarie della guerra.
Per Tsukamoto, le nuove generazioni rappresentano la speranza in un futuro migliore, che può fiorire solo dalla piena consapevolezza delle atrocità di cui l’essere umano si è macchiato in passato. Riconoscere e accettare la parte più immonda del proprio essere diviene così la vera molla per il cambiamento.
Un’impronta visiva e sonora dirompente
Gli orrori dell’eccidio vengono presentati dal regista in modo dirompente, capace di imprimerli nello sguardo e nella memoria dello spettatore. Tsukamoto utilizza un impianto visivo potente, impreziosito da un comparto sonoro eccelso, in grado di far rintronare i timpani nei momenti di massimo tumulto per poi alternarsi a improvvisi e drammatici silenzi in cui si consuma l’orrore.
Durante le sequenze di battaglia, la messa in scena evoca per immersività il realismo di Full Metal Jacket con inquadrature ad altezza terreno e una macchina a mano aggressiva che segue il cuore pulsante dell’azione. Non appena Nelson fa ritorno a casa, i patemi del reduce affetto da disturbo da stress post-traumatico vengono resi attraverso movimenti di macchina instabili e ‘sporchi’, ricchi di close-up e stacchi sincopati.
Interpretazioni di enorme spessore
Il coinvolgimento emotivo è ulteriormente rafforzato da interpretazioni di enorme spessore. Spicca la prova del protagonista Rodney Hicks, abilissimo nel non scadere nei cliché che spesso accompagnano la rappresentazione della malattia mentale. Affiancato da un incisivo Geoffrey Rush nel ruolo dello psichiatra e da un’ottima Tatyana Ali nei panni di Linda, Tsukamoto si conferma un autore poliedrico e maestro nel veicolare emozioni viscerali attraverso la macchina da presa.
Mr. Nelson, Did You Kill People? non è l’ennesimo film sulla guerra del Vietnam, bensì una pellicola capace di scavare nei traumi di un reduce e nelle pieghe di una società spietata e insensibile nei confronti di chi l’ha servita.



