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27 Ottobre 2026

La Fada degli anni ’40 entra nel Museo della Radio e della Tv di Torino

Renzo Arbore ha consegnato al Museo della Radio e della Tv di Torino la sua prima radio, una Fada Model 1000 degli anni Quaranta, inserita nel nuovo allestimento inaugurato il 20 ottobre 2026.

La Fada degli anni ’40 entra nel Museo della Radio e della Tv di Torino

Il Museo della Radio e della Tv di Torino ha inaugurato un allestimento rinnovato il 20 ottobre 2026, arricchito da un gesto simbolico: la donazione da parte di Renzo Arbore della sua prima radio, una Fada model 1000 statunitense risalente agli anni Quaranta. L’apparecchio, caratterizzato da un elegante design Art Déco, testimonia il legame tra la storia della radiofonia e la creatività personale che ha segnato la carriera del noto showman.

La donazione e il valore simbolico della Fada model 1000

La Fada model 1000 che Arbore trovò in un mercatino vintage di New York dopo averla ammirata a Los Angeles è ora esposta in via Verdi 16, a Torino. Questo oggetto non è soltanto un reperto estetico: rappresenta un collegamento tra memoria e futuro, un simbolo della curiosità e dell’amore per la radio che Arbore ha più volte evocato, ricordando le sue prime esperienze d’ascolto con la radio a galena negli anni del dopoguerra. Presenti all’inaugurazione il sindaco Stefano Lo Russo, il direttore del Centro Produzione Tv di Torino Guido Rossi, il direttore del Museo Alberto Allegranza e il professor Umberto Broccoli, con Arbore collegato da remoto.

Il ruolo storico e affettivo dell’oggetto

La radio diventa così un caposaldo del nuovo percorso espositivo: oltre al valore storico, l’apparecchio funge da testimonianza personale di un’epoca in cui la comunicazione via etere era centrale. Secondo Arbore, la radio resta «uno strumento insostituibile», capace di fare compagnia e di mantenere un rapporto diretto con i giovani, anche nell’era di internet. La collocazione nel museo sottolinea come il passato tecnologico continui a dialogare con le forme contemporanee di fruizione culturale.

Restauro, pezzi funzionanti e sezioni dedicate al varietà

Il rinnovamento dell’allestimento non si limita alla donazione: il Museo ha reintegrato numerosi oggetti iconici e ha ripristinato la funzionalità di apparecchi storici. Tra le novità tecniche spicca il registratore magnetico Lorenz del 1936, a nastro d’acciaio, riportato alla piena operatività grazie al lavoro dell’Associazione Italiana Radio d’Epoca (AIRE Piemonte). Grazie a questo restauro è possibile sia ascoltare sia registrare, ricreando le condizioni originali di produzione e conservazione del suono.

Ricostruzioni e oggetti della Seconda guerra mondiale

La collaborazione con AIRE Piemonte ha permesso inoltre la presentazione della ricostruzione della cosiddetta radio a gavetta, affiancata ad altri apparecchi simbolo come Radio Caterina, la «radio a lametta» e Radio Mimma. Questi oggetti raccontano l’ingegno degli internati militari italiani durante la Seconda guerra mondiale e il ruolo delle radio clandestine come filo con l’esterno.

Accessibilità, spettacolo e rapporto con la città

Il progetto di restyling ha posto attenzione anche sull’accessibilità: il Centro Ricerche Rai e Rai Pubblica Utilità hanno sviluppato due avatar in Lingua dei Segni Italiana (LIS) che guidano i visitatori attraverso la nascita della radiofonia e della televisione. A questi si aggiungono tre video con performer LIS che interpretano brani celebri, tra cui Mille lire al mese, Nel blu dipinto di blu e Almeno tu nell’universo, rendendo il racconto storico più inclusivo e partecipato.

Spazi interattivi e maggiore riconoscibilità dell’ingresso

Il Museo ha anche ampliato la dimensione esperienziale: un’area rinnovata invita i visitatori a diventare protagonisti della televisione, sperimentando ruoli come cantanti, inviati di un telegiornale tematico o conduttori di programmi immaginari. All’esterno, l’intervento sul rapporto con la città si concretizza in un nuovo ingresso più visibile e in una nuova insegna luminosa che rendono il Museo più riconoscibile e aperto alla comunità torinese.

Il rinnovamento è stato pensato come un passo in avanti per fare del Museo non solo un luogo di esposizione, ma un centro vivo di produzione culturale e di scambio con altri centri produttivi. Secondo il direttore del Centro Produzione Rai, Guido Rossi, l’obiettivo è avvicinare la struttura alla città e valorizzare il contributo di colleghe e colleghi che hanno reso la produzione televisiva più visibile. Il sindaco Stefano Lo Russo ha sottolineato l’importanza di investire sia sul software culturale sia sull’hardware degli edifici permanenti, considerando il museo un punto di partenza per nuove iniziative.

Con l’inserimento della Fada Model 1000 e il restauro di apparecchi storici, il Museo della Radio e della Tv di Torino si propone oggi come uno spazio dove la memoria tecnica e le storie personali si incontrano, offrendo al pubblico strumenti per comprendere l’evoluzione dei media e per partecipare attivamente a nuove forme di narrazione.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.