Quando si parla di James Bond l’attenzione si concentra spesso sui film, sulle auto e sulle avventure della superspia. Ma oggi vogliamo concentrarci sugli attori che hanno dato vita a questo iconico personaggio creato da Ian Fleming.
Non ci soffermeremo sull’aspetto fisico, anche se tradizionalmente Bond è un uomo britannico, alto e con una certa corporatura. Daniel Craig ha dimostrato che questi requisiti non sono più così rigidi. La nostra analisi si limiterà ai 25 film ufficiali prodotti dalla Eon Productions escludendo quindi Barry Nelson e David Niven.
George Lazenby: un’interpretazione controversa
Al sesto posto troviamo George Lazenby l’australiano che interpretò Bond in Agente 007 – Al servizio segreto di Sua Maestà. Nonostante il film abbia guadagnato un seguito di culto negli anni, Lazenby non è riuscito a convincere completamente come interprete di Bond. Il suo personaggio era più un attaccabrighe che un raffinato gentiluomo, e la sua rottura della quarta parete è considerata un sacrilegio dai puristi.
Il suo momento più rappresentativo è una scazzottata a mani nude sulla spiaggia, ispirata dalla sua esperienza nelle arti marziali. La sua battuta più raffinata? «Tenetemi solo il martini al fresco», pronunciata prima di occuparsi di una faccenda piuttosto cruenta.
Timothy Dalton: la durezza di Bond
Al quinto posto, Timothy Dalton un attore che avrebbe meritato una posizione più alta. Dalton aveva la durezza e il fascino di Bond, ma i suoi film non sono riusciti a valorizzarlo appieno. Zona pericolo è considerato il suo film migliore, mentre la sua battuta più raffinata è «È adeguata», pronunciata dopo aver visto la sua camera d’albergo in Licence to Kill.
Il suo momento più rappresentativo è l’uccisione di Sanchez, il narcotrafficante interpretato da Robert Davi, alla fine di Vendetta privata. Insanguinato e coperto di lividi, Dalton gli dà fuoco, mostrando una durezza lontana anni luce dal kitsch di Roger Moore.
Roger Moore: l’eleganza e l’ironia
Al quarto posto, Sir Roger Moore il Bond più divertente e longevo della saga. Moore ha interpretato Bond in sette film, mostrando una coerenza e un’ironia uniche. Il suo film migliore è La spia che mi amava con la sua battuta iconica «Anche l’Inghilterra» pronunciata mentre si allontana da una donna che gli chiede di restare.
Il suo momento più iconico è quando affronta un armaiolo a Macao in L’uomo dalla pistola d’oro unendo accento raffinato, perfidia e una battuta sull’inguine. Moore è il Bond che si è anche vestito da clown, rendendo la saga più leggera e divertente.
Daniel Craig: la modernità di Bond
Al terzo posto, Daniel Craig un attore che ha portato una nuova modernità al personaggio di Bond. I suoi film, come Casino Royale e Skyfall hanno mostrato acrobazie spettacolari e storie avvincenti, ma non sempre l’essenza di 007. Il suo momento iconico è il controllo dei polsini durante l’inseguimento sul treno in Skyfall.
La sua battuta più raffinata è «No. Fermo!», pronunciata in Spectre dimostrando un Bond più rude e coriaceo ma con un senso dell’umorismo ancora intatto.
Sean Connery: l’icona di Bond
Al secondo posto, Sir Sean Connery l’attore che ha reso Bond un’icona. Connery aveva tutto: fascino, minaccia e movenze feline. Tuttavia, alcune delle sue battute erano ridicole e senza senso, come «Stavo portando a spasso il mio topo e credo di essermi perso» in Una cascata di diamanti.
Il suo film migliore è Thunderball con la sua presentazione iconica in Dr. No e la battuta «Bond. James Bond» mentre si accende una sigaretta.
Pierce Brosnan: il perfetto equilibrio
Al primo posto, Pierce Brosnan l’attore che ha saputo fondere la durezza di Timothy Dalton con l’ironia di Roger Moore. Brosnan ha interpretato Bond in quattro film, con GoldenEye come il suo migliore. La sua battuta più raffinata è «Il mondo non basta», pronunciata in risposta a Elektra che diceva di poter avere il mondo.
Il suo momento più rappresentativo è una qualsiasi delle scene in smoking, dove Brosnan mostra tutto il suo fascino e la sua eleganza. Brosnan è il Bond che ha saputo incarnare al meglio l’essenza del personaggio, rendendolo iconico e indimenticabile.



