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12 Settembre 2026

Venezia 83: Gassmann critica la presenza di ospiti non legati al cinema

Alessandro Gassmann ha criticato la presenza di ospiti non legati al cinema sul red carpet di Venezia 83, mettendo in discussione il significato del festival.

Venezia 83: Gassmann critica la presenza di ospiti non legati al cinema

La Mostra del Cinema di Venezia è da sempre un appuntamento imperdibile per gli appassionati di cinema di tutto il mondo. Tuttavia, ogni anno, la kermesse sul Lido solleva una domanda ricorrente: perché sul red carpet sfilano così tante persone che con il cinema hanno poco o nulla a che fare? Questa volta, a porre il quesito è stato Alessandro Gassmann, che ha deciso di esprimere pubblicamente il suo pensiero sui social media.

L’attore e regista non ha nulla contro il glamour in sé, ma ritiene che un festival cinematografico debba essere principalmente un luogo dove registi, attori e professionisti del settore presentano al pubblico le loro opere. “Me lo chiedo ogni anno prima che inizi la Mostra del cinema di Venezia: perché sui red carpet si fa sfilare chiunque?”, ha scritto Gassmann, tornando su una questione che accompagna da sempre il Festival.

Il dibattito sul red carpet di Venezia 83

Gassmann ha spiegato che, secondo lui, i festival cinematografici dovrebbero essere il momento in cui “chi fa cinema, cinema importante, di qualità, spesso di contenuti” può mostrare il proprio lavoro al pubblico e alla stampa per la prima volta. “Perché si devono mischiare arte e tutto il resto?”, si è chiesto l’attore, sollevando un dibattito che ha coinvolto molti addetti ai lavori.

Il red carpet di Venezia 83 ha visto sfilare non solo i cast e le troupe dei film in concorso, ma anche modelle, cantanti, personaggi televisivi e influencer, alcuni dei quali senza alcun collegamento diretto con le opere presentate. Tra gli ospiti fotografati sul tappeto rosso ci sono stati anche volti provenienti da mondi molto diversi da quello cinematografico.

La trasformazione del red carpet

Tuttavia, la situazione è più complessa di quanto possa sembrare. Sul tappeto rosso non passano infatti esclusivamente cast e troupe dei film. A percorrerlo sono anche gli spettatori invitati alle première e gli ospiti che hanno accesso alle proiezioni nella Sala Grande. È proprio all’interno di questa categoria che finiscono molte delle personalità che ogni anno attirano l’attenzione pur non avendo un ruolo nelle opere presentate.

Il risultato è che, nel giro di pochi minuti, davanti ai fotografi possono alternarsi il regista di un film in concorso, i suoi protagonisti e una celebrità arrivata a Venezia per partecipare agli eventi organizzati durante la Mostra. Questo fenomeno non riguarda solo Venezia, ma tutti i grandi festival cinematografici, che sono ormai anche enormi vetrine internazionali per moda, beauty e lusso.

Il potere del glamour e la critica di Gassmann

La copertura dedicata ai look è un esempio evidente di questa trasformazione. Vogue Italia definisce il tappeto rosso di Venezia 83 una vera e propria seconda passerella, mentre le gallery fashion dei primi giorni della Mostra comprendono decine e decine di celebrity, non necessariamente legate ai film in programma.

Gassmann ha già espresso in passato la sua posizione sul modo in cui il cinema celebra i suoi volti più famosi. Solo pochi mesi fa, l’attore aveva sostenuto la protesta del movimento Siamo ai titoli di coda in occasione dei David di Donatello, richiamando l’attenzione sulle difficoltà vissute dalle maestranze del settore. “Quando arriva il momento delle grandi celebrazioni e dei premi, quelle persone tendono però a scomparire dalla scena”, aveva osservato Gassmann.

La nuova riflessione sulla Mostra appare quindi coerente con una posizione che Gassmann aveva già espresso: riportare maggiore attenzione sul lavoro cinematografico e su chi lo realizza, invece di lasciare che il contorno finisca per diventare più importante del contenuto.

Il potere e l’umanità estrema nei film di Venezia 83

Mentre il dibattito sul red carpet continua, la Mostra del Cinema di Venezia 83 ha presentato una serie di film che esplorano temi profondi e complessi. Tra questi, Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis, che racconta la storia di Mariano Guerra, un uomo che torna in Argentina dopo 33 anni per testimoniare al processo contro gli ex militari che lo sequestrarono durante la dittatura militare.

Un altro film in gara è A Bit of Light di Ali Asgari, ambientato nell’Iran attuale, che racconta la storia di un medico che ha perso la fiducia nel futuro dopo essere stato arrestato per aver curato dei manifestanti. Il film esplora temi di depressione e disperazione in un contesto sociale difficile.

Tra i film fuori concorso, Un bon avocat di Tristan Seguela, un thriller giudiziario che racconta il potere di una multinazionale dell’energia venuta a patti con un gruppo terrorista in Africa. Il film esplora i temi del potere e della corruzione in un contesto globale.

Infine, What Love Builds di Russell Crowe, un autoritratto/confessione in cui il premio Oscar esplora il modo in cui musica e recitazione nella sua vita siano interconnesse. Il film è un viaggio personale attraverso la carriera e la vita dell’attore.

La Mostra del Cinema di Venezia 83 continua a essere un palcoscenico per storie potenti e riflessioni profonde, mentre il dibattito sul ruolo del red carpet e del glamour nel festival continua a infiammare gli animi.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.