Il vicepremier Matteo Salvini ha partecipato lunedì a Milano a un incontro organizzato da Gim-Unimpresa, l’associazione che raccoglie le imprese italiane operanti sul territorio russo. L’evento, tenutosi alla presenza di una delegazione di manager e di Alexei Paramonov, ambasciatore della Federazione Russa in Italia, ha suscitato subito scalpore, perché segna una rottura con la linea di rigida opposizione che l’Unione Europea ha mantenuto verso Mosca fin dal 2022.
Il vertice di Milano tra Salvini e le imprese italiane in Russia
Durante il tavolo rotondo, gli imprenditori hanno illustrato le difficoltà operative generate dalle sanzioni e hanno chiesto al governo italiano un allentamento delle pressioni diplomatiche. Salvini, intervenuto come portavoce delle imprese ha sottolineato la necessità di “ritornare al realismo e al pragmatismo” per salvare migliaia di posti di lavoro e mantenere i flussi commerciali. Ha inoltre espresso la disponibilità dell’Italia a mediare una possibile ripresa delle forniture di gas russo una volta terminato il conflitto in Ucraina.
Le dichiarazioni dell’ambasciatore Alexei Paramonov
Paramonov, nella sua conferenza stampa post-incontro, ha definito l’appuntamento “un segnale che l’establishment italiano sta riprendendo coscienza del prezzo pagato per la politica antirussa di Bruxelles”. Sul suo profilo Facebook ha scritto che la riunione testimonia “l’inizio di un ritorno al pragmatismo e al buon senso“. Ha inoltre ricordato che la Russia è pronta a valutare il ritorno delle esportazioni di gas verso l’Europa solo se saranno economicamente vantaggiose e se potranno essere garantiti volumi sufficienti.
Reazioni dal Cremlino e dalla diplomazia italiana
Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, ha risposto alle richieste di Salvini affermando che “la Russia discuterà un ritorno sul mercato europeo del gas se le condizioni saranno favorevoli e i volumi disponibili”. In Italia, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha replicato che l’Italia è “sempre più per l’autonomia energetica” e che, al termine della guerra, si auspica il ripristino di relazioni normali, pur sottolineando che la Russia deve rispettare il diritto internazionale e cessare l’invasione dell’Ucraina.
Il dibattito interno al governo e le critiche dell’opposizione
All’interno del Consiglio dei Ministri, le reazioni sono state miste. Alcuni esponenti hanno minimizzato l’intervento di Salvini, definendolo “una presa di posizione personale”, mentre altri hanno riconosciuto che l’incontro espone il governo a risposte russe difficili da gestire. Il partito di centrodestra Forza Italia ha votato a favore della proposta europea di rafforzare lo “Scudo Democratico”, contrariandosi invece la Lega, Fratelli d’Italia e il Movimento 5-Stelle. Da parte opposta, Edoardo Ziello (ex Lega) ha accusato Salvini di “presa in giro” e ha chiesto la revoca immediata delle sanzioni contro la Russia.
Prospettive sul gas russo e sulle sanzioni
Il tema energetico rimane al centro del dibattito: le imprese italiane lamentano una diminuzione dei volumi di scambio con la Russia di quasi dieci volte rispetto al periodo pre-2022, rendendo difficile sostituire il gas a prezzi accessibili. Il ministro delle Infrastrutture, responsabile dei trasporti, ha ribadito che il suo ruolo è “aiutare le imprese ovunque esse investano” e che Salvini informa costantemente il governo delle proprie iniziative. Nel frattempo, il Cremlino resta vigile, pronto a negoziare solo se le condizioni economiche saranno soddisfacenti per Mosca.



