Matteo Salvini ha partecipato lunedì a Milano a un incontro con imprenditori italiani operanti in Russia organizzato da Gim Unimpresa Quando: lunedì, a Milano.
L’appuntamento ha richiamato l’attenzione perché ha posto nuovamente al centro il tema delle relazioni economiche tra Italia e Federazione Russa e delle forniture di gas, in un contesto geopolitico ancora segnato dal conflitto in Ucraina. Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2026.
Il tavolo di Milano e i partecipanti
L’incontro è stato organizzato dal presidente di Gim Unimpresa, Vittorio Torrembini e ha visto la partecipazione di una delegazione di manager italiani attivi in Russia e dell’ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov. I partecipanti hanno illustrato le difficoltà operative generate dalle sanzioni e le richieste di sostenere i flussi commerciali.
Salvini ha posto l’accento sulla necessità di riaprire canali di dialogo e ha dichiarato che l’Italia potrebbe considerare una ripresa delle forniture di gas da Mosca al termine del conflitto. Ha parlato di un ruolo possibile per l’Italia nei prossimi mesi, sottolineando la ricerca di soluzioni a medio e lungo termine.
Le dichiarazioni di Salvini e le citazioni
Durante l’incontro Salvini ha detto che la situazione richiede pragmatismo per tutelare posti di lavoro e imprese italiane. Ha inoltre affermato: “Quando il conflitto finirà, assolutamente sì; i numeri parlano da soli” riferendosi alla possibilità di riprendere acquisti di gas russo in condizioni equivalenti a prima del conflitto.
I termini precisi usati da Salvini sono stati ripresi nelle reazioni internazionali che hanno valutato l’iniziativa come segnale politico rilevante nella dialettica europea sulla Russia.
Le reazioni di Mosca: Paramonov e il Cremlino
L’ambasciatore Alexey Paramonov ha commentato l’incontro sui social, definendo l’appuntamento “l’incipit di un ritorno dell’establishment italiano al realismo, al pragmatismo e al buon senso”. Paramonov ha sottolineato che una parte crescente dell’opinione pubblica europea, Italia compresa, sta rivedendo la linea seguita negli ultimi anni.
Il portavoce del CremlinoDmitry Peskov ha invece precisato che la Russia valuterà un eventuale ritorno delle esportazioni di gas verso l’Europa solo se le condizioni economiche saranno favorevoli e se saranno garantiti volumi sufficienti. Ha dichiarato: “la Russia discuterà un ritorno sul mercato europeo del gas se le condizioni saranno favorevoli e i volumi disponibili”.
Impatto economico e dibattito politico interno
Paramonov ha richiamato l’attenzione sul calo dei volumi di scambio tra Italia e Russia, segnalando che gli scambi si sono ridotti di quasi dieci volte rispetto al periodo pre-2022. Questo dato è stato portato al tavolo per sottolineare le ricadute delle sanzioni sulle imprese italiane.
Nel dibattito interno italiano, l’iniziativa ha ricevuto valutazioni contrastanti: alcuni hanno interpretato l’evento come una posizione personale di Salvini, altri hanno evidenziato la necessità di considerare gli interessi delle imprese. Sono emerse critiche dall’opposizione e posizioni diverse all’interno della maggioranza sul peso politico dell’incontro.
Il tema energetico resta al centro del confronto: le dichiarazioni di Salvini e le risposte del Cremlino hanno riportato in primo piano la possibile ripresa dei rapporti commerciali, ma hanno chiarito che ogni passo dovrà essere basato su condizioni economiche concrete e sulla disponibilità di volumi di gas adeguati.
Ultimi sviluppi e reazioni diplomatiche continueranno a essere monitorati mentre il dibattito politico ed economico sull’Italia e la Russia resta aperto.



