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La televisione spesso intreccia vite personali e format che segnano intere generazioni. In questo articolo analizziamo due fili distinti ma connessi: il racconto personale di Marisa Laurito e la parabola di un programma che ha imposto un modo di fare spettacolo, Scherzi a parte. Attraverso aneddoti, ricordi e riferimenti storici si compone un quadro che restituisce sia il valore della napoletanità nella formazione artistica, sia l’impatto di un format nato negli anni Novanta che ha cambiato il lessico televisivo italiano.
Entrambi i percorsi mostrano come relazioni, intuizioni creative e appuntamenti televisivi possano trasformarsi in momenti che restano nella memoria del pubblico. Dalle stanze condivise a Roma alle improvvisazioni in diretta, fino agli scherzi studiati per le celebrità: ogni episodio contribuisce a spiegare perché certe scelte di palinsesto diventano punti di riferimento culturali.
Marisa Laurito: radici, primi passi e incontri decisivi
Nel corso di una recente intervista Marisa Laurito ha rievocato il proprio rapporto profondo con Napoli, spiegando come la città abbia alimentato la sua energia creativa. Laurito ha sottolineato che, nonostante l’orgoglio per le origini, per un periodo la napoletanità è stata vista come un limite professionale, soprattutto quando la cadenza e l’identità locale sembravano in contrasto con le esigenze di una televisione “più italiana”. Questo tema permette di riflettere sul peso delle identità regionali nello spettacolo e su come esse possano essere rivalutate nel tempo.
Gli inizi a Roma e l’arte della compagnia
Raccontando gli esordi, Laurito ha ricordato i tempi a Roma insieme a Marina Confalone: un periodo segnato dalla condivisione, da risate continue e da risorse economiche limitate. L’immagine evocata è quella di una sorta di comune artistica, dove la complicità e il clima creativo erano più importanti dei mezzi materiali. Queste esperienze formative hanno contribuito a modellare la sua capacità di affrontare il palcoscenico con spontaneità e calore umano.
Il ruolo di Renzo Arbore e l’incontro che cambia la vita
Un punto di svolta nella carriera di Laurito è legato a Renzo Arbore e al programma Quelli della notte, un format basato sull’improvvisazione e sulla contaminazione musicale. Laurito ha riconosciuto l’importanza dell’incontro con Arbore, che le ha offerto la possibilità di mostrare la propria inclinazione per l’improvvisazione televisiva. È grazie a quel periodo che è nato anche un importante legame sentimentale: dopo un primo matrimonio breve e doloroso, Laurito ha incontrato Piero Pedrini, compagno di vita per oltre venticinque anni, che in una recente apparizione in studio le ha dedicato al pianoforte la canzone Reginella, regalando un momento emozionante al pubblico.
Scherzi a parte: nascita, formato e influenza culturale
Scherzi a parte nasce dall’idea di Fatma Ruffini e Salvatore De Pasquale (in arte Depsa) ed esordisce in prima serata il 9 febbraio 1992 su Italia 1, passando poi a Canale 5. Il programma è diventato sinonimo di candid camera applicata al mondo delle celebrità: autori e complici progettano situazioni grottesche o paradossali per mettere alla prova personaggi noti, creando così l’espressione d’uso comune “Sei su Scherzi a parte!” per descrivere un momento surreale o incredibile.
Gli scherzi che hanno fatto storia
Tra i primi esempi rimasti nella memoria collettiva c’è lo scherzo a Giorgio Faletti del 1992, dove un tassista senza scrupoli e una serie di incidenti orchestrati hanno portato la vittima a credere di trovarsi in una situazione pericolosa, fino alla rivelazione finale. Un altro elemento ricorrente sono gli inserti di Marco Balestri, come lo sketch fisso Italia che canta, che giocava sulla finzione di collegamenti internazionali e su una serie di inconvenienti studiati per umiliare bonariamente i partecipanti, spesso cantanti o personaggi dello spettacolo.
Riprese, pause e edizioni recenti
Il programma ha attraversato diverse pause e rilanci: edizioni rinnovate nel 2012, una collaborazione con Le Iene nel 2015, ritorni con Paolo Bonolis e poi con Enrico Papi nel 2026-2026. Al 23 marzo 2026 la contabilità segnava 17 edizioni e 170 puntate (di cui 151 in prima serata e 19 speciali). Nel 2026 il programma è tornato in onda con la conduzione di Max Giusti dal 2 marzo al 23 marzo per una serie di puntate che hanno confermato la capacità del format di rinnovarsi senza perdere il proprio nucleo distintivo.
Perché questi racconti restano importanti
Il filo che lega gli aneddoti di Marisa Laurito e la storia di Scherzi a parte è la dimostrazione di come la televisione sia insieme palcoscenico personale e laboratorio di linguaggi. Le radici culturali, gli incontri professionali e i format popolari costruiscono un patrimonio condiviso: la storia di una città come Napoli, le improvvisazioni in diretta e la cultura del sorpresa televisiva contribuiscono a spiegare il ruolo della tv nella formazione dell’immaginario collettivo.
In conclusione, storie individuali e programmi di massa si influenzano a vicenda: dalla forza di identità radicate come la napoletanità alle dinamiche di un format che ha saputo trasformare lo scherzo in un linguaggio riconoscibile, il panorama televisivo italiano continua a raccontare se stesso attraverso volti, idee e momenti che restano nella memoria degli spettatori.

