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3 Agosto 2026

Don Antonio Mazzi: la vita e l’eredità del fondatore di Exodus

Don Antonio Mazzi, il prete di strada che ha fondato Exodus, ci ha lasciati all'età di 96 anni. La sua eredità continua a vivere nei cuori di migliaia di giovani.

Don Antonio Mazzi: la vita e l'eredità del fondatore di Exodus

Milano piange la scomparsa di don Antonio Mazzi, il prete di strada che ha dedicato la sua vita ai giovani più fragili. Morto all’età di 96 anni nella sua casa al Parco Lambro don Mazzi ha lasciato un vuoto incolmabile nella comunità di Exodus la rete di comunità da lui fondata oltre quarant’anni fa.

I funerali si terranno lunedì 3 agosto nella Basilica di Sant’Ambrogio ma la sua eredità continuerà a vivere attraverso le parole e le azioni dei migliaia di giovani che ha aiutato. La camera ardente sarà allestita domani pomeriggio e domenica presso la storica sede di Exodus, la Cascina Molino Torrette.

Un prete fuori dagli schemi

Don Mazzi, veronese di nascita e milanese di adozione, è stato uno di quei preti che preferivano il chiasso della strada al silenzio della sacrestia. Negli anni ’70, di fronte al dramma della droga che devasta i giovani al Parco Lambro, ha fondato Exodus, una rete di comunità che sostiene migliaia di giovani fragili.

“Ci ha lasciati un padre, un uomo, a suo modo un visionario. Un ‘prete matto, borderline’ come spesso amava definirsi, che non si è mai stancato di lottare per restituire il futuro a tanti ragazzi”, commenta Franco Taverna, vicepresidente della Fondazione Exodus. “Amava ripetere che non era stato lui a salvare i ragazzi, ma che erano stati proprio i ‘suoi ragazzi difficili’ a salvare lui.”

Una liturgia viva

La Fondazione Exodus ha promesso che i funerali non saranno una cerimonia formale, ma una liturgia viva animata dai canti, dalla musica e dalle parole dei ragazzi e degli educatori di tutte le realtà Exodus presenti in Italia e nel mondo. “Non lo piangiamo con rassegnazione, ma faremo festa per lui, continuando a portare avanti la sua missione”, ha dichiarato Taverna.

Un uomo amato da tutti

Intorno al ‘prete matto’ si stringe tutta Milano, che ha già proclamato il lutto cittadino in occasione delle esequie di lunedì. “Don Mazzi ha sempre rappresentato una delle anime di Milano, quella attenta al prossimo, vicina ai ragazzi e alle ragazze in difficoltà”, scrive su X il sindaco Beppe Sala.

Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato il sacerdote, sottolineando come “ha reso una testimonianza di impegno sociale e civile, vigoroso e spesso coraggioso”. Messaggi di cordoglio sono arrivati da tutto il mondo politico, da destra e da sinistra, dimostrando l’universalità del suo impatto.

Un legame speciale con Mara Venier

Don Mazzi è stato anche un volto familiare in televisione, spesso ospite di Domenica In con Mara Venier. “Oggi perdo il mio secondo padre”, ha commentato la conduttrice, ricordando il prete che “ha donato amore a tutti”.

L’eredità di don Mazzi

Don Mazzi ha trasformato la strada in un luogo di rinascita, riscatto e speranza per migliaia di giovani fragili e per le loro famiglie. Il suo ultimo messaggio, secondo la sua storica collaboratrice Cristina Mazza, è un invito a sognare, qualunque sia la nostra età: “I sogni sono sempre giovani. Non dobbiamo mai smettere di sognare, che abbiamo 70 anni, che ne abbiamo 15, che ne abbiamo 80”.

Nella comunità del Parco Lambro tutti sanno che nessuno si tirerà indietro di fronte al suo ultimo invito. La sua eredità continuerà a vivere attraverso le azioni e le parole di tutti coloro che ha toccato con il suo amore e la sua dedizione.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.