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1 Agosto 2026

Don Antonio Mazzi: la vita e l’eredità del fondatore di Exodus

Don Antonio Mazzi, il sacerdote che ha dedicato la sua vita ai giovani in difficoltà, è morto a 96 anni. La sua fondazione Exodus continua a portare avanti la sua missione

Don Antonio Mazzi: la vita e l'eredità del fondatore di Exodus

Don Antonio Mazzi, il sacerdote che ha dedicato la sua vita ai giovani in difficoltà, è morto il 31 luglio 2026 all’età di 96 anni. La sua morte ha lasciato un vuoto immenso nella comunità di Exodus, la fondazione che ha creato per offrire accoglienza e riscatto ai ragazzi in difficoltà.

Nato a Verona nel 1929, don Mazzi ha dedicato ogni giorno della sua vocazione a chi la società tendeva a ‘scartare’. Nel 1984 ha piantato le radici di Exodus nel Parco Lambro a Milano, un’avventura nata con un progetto educativo itinerante, un viaggio di rinascita e di speranza per tanti ragazzi.

Le ultime settimane di don Mazzi

Nelle ultime settimane, don Mazzi aveva attraversato una fase delicata, segnata da alcuni ricoveri in ospedale e da continui alti e bassi delle sue condizioni di salute. In quei giorni aveva ripetuto più volte una richiesta semplice e profonda: ‘non essere lasciato solo’. Accanto a lui sono rimasti fino all’ultimo i suoi ragazzi e le sue collaboratrici, che per lui erano diventati una vera famiglia.

Fino alla sera precedente alla morte, don Mazzi aveva continuato a mantenere vivo il legame con la sua comunità: aveva guardato un po’ di televisione insieme ai ragazzi, chiesto aggiornamenti sui progetti e seguito, per quanto possibile, ciò che aveva costruito in tanti anni di impegno.

La sedazione e la famiglia che si è riunita intorno a lui

Questa mattina una nuova crisi ha fatto comprendere che il quadro era ormai compromesso. Quando i medici hanno proposto la sedazione, la famiglia gli è rimasta ancora più stretta intorno, accompagnandolo con affetto e serenità negli ultimi momenti di un cammino durato più di 96 anni.

La sua vita è stata dedicata soprattutto ai giovani: accoglierli, ascoltarli senza giudicarli e aiutarli a ritrovare una strada sono stati i principi che hanno guidato la sua opera fino alla fine.

Don Mazzi e la tv

Don Mazzi è stato una figura popolare anche in televisione, con le sue apparizioni a ‘Quelli che il calcio’ e ‘Domenica In’. La sua franchezza e la sua capacità di calarsi tra la gente lo hanno reso simpatico al pubblico. Mara Venier lo ha ricordato come un ‘prete da marciapiede che ha donato amore a tutti’.

La sua fama televisiva ha contribuito a diffondere il messaggio di Exodus, una rete di comunità che sostiene migliaia di giovani fragili. Nel tempo, la tipologia di ragazzi che si rivolgono a Exodus è cambiata: non solo tossicodipendenti, ma anche figli di famiglie benestanti, percorsi da un senso di vuoto, di mancanza di futuro.

La camera ardente e i funerali

La camera ardente sarà allestita presso la storica sede Exodus, Cascina Molino Torrette, nel Parco Lambro a Milano, dove tutto è iniziato e dove ha sempre vissuto. La camera ardente sarà aperta sabato 1 agosto, dalle ore 17:00 alle ore 20:00 e domenica 2 agosto dalle ore 9:00 alle 12:00 e dalle ore 17:00 alle 20:00.

I funerali saranno celebrati lunedì 3 agosto alle ore 15.00 presso la Basilica di Sant’Ambrogio a Milano. Non sarà una cerimonia formale, ma una liturgia viva, animata dai canti, dalla musica e dalle parole dei ragazzi e degli educatori di tutte le realtà Exodus presenti in Italia e nel mondo. La tumulazione avverrà invece in forma strettamente privata presso l’Abbazia di Maguzzano, Brescia, nel cimitero dell’Opera don Giovanni Calabria.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.