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19 Giugno 2026

Come Madonna sfida i canoni dell’invecchiamento e dell’identità

Madonna torna con Confessions II, il suo quindicesimo album, e continua a sfidare le convenzioni dell'invecchiamento e dell'identità.

Come Madonna sfida i canoni dell'invecchiamento e dell'identità

Nel cuore di Times Square, il 4 giugno 2026, Madonna ha regalato al pubblico un concerto a sorpresa, un evento che ha segnato il ritorno della regina del pop sulla scena musicale con il suo quindicesimo album in studio, Confessions II. A sessantasette anni, Madonna torna a ballare, a cantare di libertà, trasformazione e desiderio, proprio come aveva fatto vent’anni prima con Confessions on a Dance Floor.

La sua capacità di provocare e reinventarsi continuamente ha sempre diviso il pubblico. Se in passato questa sua caratteristica era vista come emancipazione, oggi suscita più fastidio e imbarazzo. Critiche come ‘troppo rifatta’, ‘troppo artificiale’ o ‘troppo vecchia per vestirsi e comportarsi così’ sono all’ordine del giorno. Tuttavia, queste riflessioni, pur legittime, potrebbero nascondere una prospettiva sbagliata sul fenomeno.

L’identità nell’era digitale

Madonna non è interessante per come invecchia, ma perché è una delle prime grandi celebrità globali costrette a invecchiare davanti a un archivio permanente della propria giovinezza. La cultura digitale ha modificato il rapporto tra identità e tempo. Le nostre età non si succedono più, si accumulano. Ogni nuova immagine viene confrontata con tutte quelle precedenti, rendendo il confronto inevitabile e spesso spietato.

Le grandi dive del Novecento convivevano con le immagini della loro giovinezza, ma il confronto era diverso perché per vedere quelle immagini bisognava andarle a cercare. Oggi, invece, il passato coesiste con il presente. Questo fenomeno riguarda tutti noi, grazie ai social media che ci trasformano in piccoli archivi biografici e fotografici permanenti. Le fotografie e i video non scompaiono, rendendo visibile il tempo trascorso e rendendo più difficile accettare i cambiamenti del corpo e dell’identità.

Madonna come artista della Pop Art

Madonna ha sempre costruito la propria immagine attraverso una successione di personaggi, dalla sposa di Like a Virgin alla mistica di Ray of Light. I suoi non sono mai stati semplici cambi di look, ma modi diversi di abitare immagini già presenti nell’immaginario collettivo. Come Andy Warhol prendeva immagini esistenti e ne modificava il significato, così Madonna ha preso figure femminili già codificate dalla cultura occidentale e le ha rimesse in circolazione.

La sua vera materia artistica non è mai stata soltanto la musica. La vera materia artistica di Madonna è sempre stata l’identità. Per questo la sua fase più recente è culturalmente interessante, anche quando appare contraddittoria o imbarazzante. Molti sostengono che il suo corpo di oggi, sempre più filtrato e virtualizzato, rappresenti l’incapacità di accettare l’invecchiamento. Tuttavia, esiste anche un’altra domanda che vale la pena esplorare: chi decide quale sia il modo corretto di invecchiare?

La libertà di essere desiderabili

Madonna non risolve la tensione tra le due idee di libertà, ma la mette in scena. La prima sostiene che essere liberi significhi non dover più inseguire la desiderabilità; la seconda che essere liberi significhi poter continuare a essere desiderabili, se lo si desidera. Questo conflitto è visibile anche nel suo rapporto con il mondo queer, che ha sempre sostenuto.

Fin dagli anni Ottanta, la sua opera ha attraversato corpi e identità che sfuggivano alle classificazioni tradizionali. Non perché anticipasse temi che oggi ci appaiono scontati, ma perché il suo lavoro è sempre stato una riflessione politica sul corpo e sulla possibilità di diventare altro. Madonna ha sempre destabilizzato l’idea di un’identità autentica da conservare nel tempo, sostenendo che l’identità è qualcosa di fluido, che si costruisce, si modifica e si riscrive continuamente.

Quando guardiamo e critichiamo Madonna, guardiamo e critichiamo anche noi stessi. Stiamo osservando uno dei primi grandi esperimenti di invecchiamento nell’epoca dell’archivio digitale permanente. Un processo che presto o tardi riguarderà i più fortunati tra noi. Al di là di ogni polemica, forse alla fine bisognerebbe ammettere che Madonna, oggi come quarant’anni fa, continua semplicemente a fare ciò che ha sempre fatto: ricreare se stessa.

Autore

Beatrice Bonaventura

Beatrice Bonaventura ricorda la decisione di lasciare le passerelle di Firenze dopo un servizio su sartorie locali; da allora guida scelte stilistiche pratiche per lettori. In redazione propone palette sobrie e mantiene un archivio personale di tagli e cartamodelli d’epoca.