Salta al contenuto
15 Giugno 2026

Cognitive Warfare: la nuova battaglia per la mente e come l’Italia si prepara a difendersi

Un convegno a Roma il 12 giugno 2026 esplora la minaccia della guerra cognitiva e come l'Italia può sviluppare una strategia di sicurezza cognitiva nazionale

Cognitive Warfare: la nuova battaglia per la mente e come l'Italia si prepara a difendersi

In un’epoca dominata dai social media e dall’intelligenza artificiale, una nuova forma di conflitto sta emergendo: la guerra cognitiva. Questa minaccia invisibile mira a manipolare i nostri pensieri e decisioni, mettendo a rischio la sicurezza nazionale e l’ordine democratico. L’Istituto Gino Germani di Scienze Sociali e Studi Strategici organizza un convegno il 12 giugno 2026 a Roma per discutere di questa emergenza e proporre soluzioni.

La guerra cognitiva: una minaccia globale

La cognitive warfare è una forma di conflitto che punta a controllare i pensieri e le decisioni dell’avversario. Utilizzando strumenti di influenza e manipolazione psicologica di massa, attori statuali e non statuali cercano di destabilizzare le società democratiche. Tra i principali attori di questa nuova forma di guerra ci sono:

  • Stati autoritari come Cina, Russia, Iran e Corea del Nord, che integrano la cognitive warfare nelle loro strategie militari e geopolitiche
  • Formazioni terroristiche ed eversive, che utilizzano i social media per diffondere paura e confusione
  • Partiti e movimenti politici illiberaliche operano all’interno dei sistemi liberal-democratici per erodere la fiducia nelle istituzioni democratiche

Le vulnerabilità delle società occidentali

Le democrazie liberali sono particolarmente vulnerabili alle azioni di guerra cognitiva a causa di diverse vulnerabilità cognitive e psicologiche. Tra queste:

  • La cultura della post-veritàdove i fatti oggettivi sono meno influenti rispetto agli appelli alle emozioni
  • La prevalenza del pensiero veloce rispetto al pensiero lentocome descritto da Daniel Kahneman
  • La tendenza a ignorare informazioni che mettono in discussione le proprie opinioni
  • La frammentazione della società in numerosi echo-chambers di conformismo e groupthink

L’Italia nel mirino della guerra cognitiva

L’Italia, per la sua posizione strategica nel Mediterraneo e la sua appartenenza alla NATO e all’UE, rappresenta un bersaglio ideale per chi vuole destabilizzare la coesione dell’Occidente. Tuttavia, il nostro paese non è preparato per affrontare questa nuova minaccia. Di fronte alla crescente rilevanza della cognitive warfare, l’Italia deve dotarsi di una specifica strategia di sicurezza cognitiva e psicologica nazionale.

Il convegno del 12 giugno 2026, che si terrà presso la Sala ‘Per Roma’ a Roma, rappresenta un’opportunità per discutere di queste sfide e proporre soluzioni. Tra i relatori ci saranno esperti di intelligence, psicologi e sociologi che analizzeranno le minacce e le possibili strategie di difesa. L’evento sarà trasmesso in live streaming sul canale YouTube dell’Istituto Germani.

Il convegno è anche un’anteprima per il corso di alta formazione ‘Guerra Cognitiva e Sicurezza Nazionale: le nuove frontiere dell’intelligence e della difesa psicologica’, che si svolgerà a Roma dal 18 al 20 giugno 2026. Le iscrizioni al corso sono aperte.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.