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21 Agosto 2026

Aldo Grasso riflette sulla televisione e il giornalismo d’inchiesta

Aldo Grasso, celebre critico televisivo, riflette sul passato e il presente della televisione italiana e sulle sfide del giornalismo d'inchiesta

Aldo Grasso riflette sulla televisione e il giornalismo d'inchiesta

In un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale e dai social media, Aldo Grasso, il più celebre critico televisivo italiano, ci invita a riflettere sul passato e sul presente della televisione. Durante un evento al festival Sentieri e Pensieri a Santa Maria Maggiore, Grasso ha presentato il suo ultimo libro, Cara televisione un viaggio attraverso la storia del piccolo schermo italiano.

Dalla televisione di una volta a quella odierna

Grasso ha ripercorso le tappe fondamentali della televisione italiana, da Carosello a Lascia o raddoppia? passando per le lezioni del maestro Manzi e il giornalismo d’inchiesta degli anni ’70 e ’80. Ha ricordato figure come Enzo BiagiSergio Zavoli e Ugo Zatterin che con il loro lavoro hanno contribuito a plasmare l’identità del servizio pubblico.

Il critico ha sottolineato come la televisione sia stata un maestro di vita capace di raccontare la realtà italiana con sensibilità e profondità. Ha parlato di un giornalismo che approfondiva, che raccontava la realtà così com’era, senza pregiudizi e senza scadere in facili polemiche.

Il caso Ranucci e la credibilità del giornalismo d’inchiesta

Uno dei temi centrali del dibattito è stato il caso Ranucci-Lavitola. Grasso ha analizzato come questa vicenda abbia messo in discussione la credibilità del giornalismo d’inchiesta. Secondo il critico, la fiducia del pubblico è il bene più prezioso di un giornalista e, una volta persa, è difficile da riconquistare.

Grasso ha criticato l’approccio di Report sostenendo che spesso la tesi precede i fatti e che l’inchiesta rischia di ridursi a una sentenza per immagini. Ha parlato di un narcisismo del mezzo televisivo, che può portare i giornalisti a identificarsi troppo con il proprio personaggio, a scapito della professione.

L’importanza della trasparenza

Il critico ha sottolineato come la trasparenza sia fondamentale per il giornalismo d’inchiesta. Ha criticato l’uso di fonti riservate e di strumenti non convenzionali, sostenendo che questi possono compromettere la credibilità del giornalista. Ha parlato di un patto di fiducia tra il giornalista e il pubblico, che deve essere mantenuto a ogni costo.

La televisione nell’era dell’intelligenza artificiale

Grasso ha riflettuto anche sul futuro della televisione nell’era dell’intelligenza artificiale. Ha sostenuto che l’IA può essere una risorsa, ma solo se usata con intelligenza. Ha parlato di un giornalismo che deve saper adattarsi ai nuovi tempi, senza perdere la propria identità e la propria etica.

Il critico ha concluso il suo intervento con un appello alla responsabilità. Ha sostenuto che i giornalisti devono essere consapevoli del proprio ruolo e delle proprie responsabilità, e che devono sempre mettere il pubblico al primo posto.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.