La televisione di prestigio ha trovato un nuovo terreno fertile nel genere ucronico dove la storia viene riscritta attraverso un semplice ma potente cambiamento di rotta. Questo approccio, noto come punto di divergenza permette di esplorare mondi paralleli dove un singolo evento ha alterato il corso degli avvenimenti.
Tra le serie più celebri di questo genere troviamo For All Mankind di Apple TV+, che immagina un mondo in cui l’Unione Sovietica è arrivata per prima sulla Luna, e The Man in the High Castle di Prime Video, che ci mostra un’America divisa tra la Germania nazista e il Giappone imperiale dopo una vittoria dell’Asse nella Seconda guerra mondiale.
La disciplina dell’ucronia
Il genere ucronico si basa su un unico dispositivo tecnico: il punto di divergenza. Questo è il momento esatto in cui una linea temporale inventata si separa dalla nostra realtà. Tutto ciò che segue deve obbedire a quell’unico cambiamento, creando un sistema causale chiuso che esplora le conseguenze di un evento alterato.
Gli studiosi utilizzano spesso il termine ucronia derivato dal greco per indicare un non-tempo per descrivere questa forma di narrativa. A differenza della comune fantascienza, una buona serie ucronica è meno interessata ai gadget e più focalizzata sull’onda d’urto di un singolo cambiamento, tracciando come questo rimodella la politica, la cultura e le vite comuni nel corso dei decenni.
Dalla letteratura alla televisione
La tradizione dell’ucronia è antica e profondamente letteraria. La speculazione sulle strade non percorse risale allo storico romano Livy che si chiese cosa sarebbe successo se Alessandro Magno avesse volto a occidente per combattere Roma. Il genere moderno si è cristallizzato nella fantascienza del Novecento, con il romanzo The Man in the High Castle di Philip K. Dick come punto di riferimento.
La televisione ha ereditato questo rigore letterario, ed è per questo che i titoli migliori sembrano progettati più che semplicemente immaginati. Serie come Watchmen di HBO e The Plot Against America della stessa rete, tratte da opere letterarie, mostrano come il genere possa esplorare temi complessi e affascinanti.
Le declinazioni del genere
All’interno di quest’unica regola, il genere ucronico si divide in diverse declinazioni riconoscibili. C’è la guerra controfattuale come nello scenario della vittoria dell’Asse di The Man in the High Castle in cui una battaglia o un trattato decisivo va in modo diverso. C’è lo scambio del grande uomo in cui una sola elezione o una sola morte ribalta l’intera traiettoria di una nazione.
Poi c’è la divergenza tecnologica di For All Mankind in cui una pietra miliare scientifica arriva in anticipo e trascina il secolo con sé. Infine, c’è la storia segreta la modalità di Watchmen e di Hunters di Prime Video, che lascia intatto il registro ufficiale ma rivela uno strato nascosto che scorre al di sotto.
Ogni declinazione chiede al pubblico di mantenere la stessa doppia visione: il mondo com’è e il mondo come sarebbe potuto essere. Questo approccio permette di esplorare temi complessi e affascinanti, offrendo una prospettiva unica su eventi storici e politici.
Il potere dello specchio
Ciò che accomuna le serie ucroniche di successo è la fedeltà alle proprie regole. La storia alternativa non perdona gli imbrogli, e il pubblico allenato al genere se ne accorge subito quando le conseguenze vengono ignorate in favore di una svolta di trama. Le serie più durature costruiscono un sistema causale chiuso e lasciano che il dramma dei personaggi si svolga al suo interno.
Il motivo per cui il genere resiste è che in realtà parla del presente. Ricostruendo il mondo con una sola variabile cambiata, l’ucronia isola le forze — tecnologiche, politiche, morali — che hanno davvero plasmato il mondo che abbiamo avuto. L’infinita corsa allo spazio di For All Mankind è un’argomentazione sull’ambizione e sull’investimento pubblico; l’America occupata di The Man in the High Castle è un monito travestito da thriller.
Questa potenza silenziosa della forma fa sì che il passato inventato sia uno specchio puntato su quello reale, offrendo una prospettiva unica e affascinante su eventi storici e politici.



