Il numero di Novella 2000 uscito in edicola dal 17 settembre ha rappresentato un lavoro di grande intensità emotiva per la redazione. A poche ore dall’invio alla tipografia, la redattrice ha appreso la notizia della scomparsa di Emma Bonino la leader radicale che aveva ispirato la rubrica “Novella Politica” fin dal luglio precedente. La tempistica ristretto ha messo a dura prova la squadra, costretta a condensare in pochi giorni testi, interviste e impaginazioni degne di una figura di tale levatura.
Nonostante il peso del lutto, la promessa fatta a Bonino si è trasformata in un impegno concreto: dare voce alle sue parole più recenti, inserendole al centro della copertina. La scelta editoriale si è basata sulla convinzione che la sua figura potesse incarnare il valore fondamentale della rivista, cioè la difesa dei diritti civili e dell’autodeterminazione femminile. La copertina, quindi, non è solo un omaggio grafico, ma un vero e proprio manifesto di continuità ideologica.
Emma Bonino sulla copertina di Novella 2000: la decisione editoriale
Durante le ultime fasi di revisione, la redattrice ha iniziato a chiedersi se l’intervista condotta con Bonino meritasse di essere il volto della pubblicazione. La risposta è stata un “sì” inconfutabile, rafforzata dall’enigmatica affermazione della candidata: «Non ho tanta voglia di fare interviste, ma parlare di questi argomenti è un dovere». Questo spunto ha guidato la decisione di utilizzare la sua immagine come elemento centrale della copertina, facendo emergere la missione che Bonino aveva perseguito per tutta la sua vita pubblica. La grafica finale, arricchita da fotografie inedite, riflette l’energia travolgente delle sue battaglie, lasciando intendere che le rivoluzioni, per quanto tumultuose, sono parte integrante del cambiamento sociale.
L’ultima intervista: testimonianza di una lotta incessante
L’intervista realizzata a fine giugno, in un clima di agitazione personale e politica, è stata scelta come fulcro del pezzo dedicato a Bonino. Le sue risposte, registrate in un clima di calore e caos, mostrano una tempra rara: la capacità di chiamare le cose per quello che sono, senza compromessi. In quelle parole si sente la consapevolezza che la libertà non è un dono dagli organi superiori, ma un risultato di una costante resistenza. Rileggerle oggi, a distanza di giorni dalla sua scomparsa, appare quasi come un passaggio di testimone, un invito a non abbassare la guardia proprio quando le sfide sembrano più ardue.
Il gesto del 15 giugno 1975 a Bra
Uno dei momenti più simbolici della sua biografia risale al 15 giugno 1975, quando, allora 27enne dopo aver votato al seggio di Bra, si rivolse al presidente dicendo: «Sono colpita da un mandato di arresto, mi consegno a lei». Questo atto di coraggio ha portato la giovane attivista a collaborare con il CISA – Centro Informazione per la Sterilizzazione e l’Aborto rischiando il carcere per sostenere l’accesso all’aborto in un periodo in cui era ancora illegale. L’esperienza, segnala, è stata la testimonianza più concreta del suo concetto di “dovere”: pagare con la propria libertà per garantire quella collettiva.
L’eredità di una leader radicale
Dal movimento per il divorzio alla riforma del diritto di famiglia, passando per la lotta contro l’aborto clandestino, la vita di Emma Bonino è sempre stata caratterizzata da un’attivismo pratico e non teorico. Le sue battaglie hanno attraversato decenni, ma il filo conduttore è rimasto lo stesso: difendere i diritti fondamentali di tutti, senza compromessi. La copertina di Novella 2000 vuole Ogni lettore, con la lettura dei suoi ultimi discorsi, è chiamato a proseguire quel cammino, a trasformare il dovere in azione quotidiana.



