Cate Blanchett ha accettato il ruolo di presidente del comitato di selezione per Stories She Tells, il prossimo periodico internazionale promosso da Uniqlo in collaborazione con l’Università di Tokyo. L’annuncio è stato effettuato a Tokyo, subito dopo la consegna del Praemium Imperiale, e segna un nuovo capitolo nella carriera della celebre attrice, già impegnata come docente ospite a Oxford e ambasciatrice di buona volontà per l’UNHCR. Il progetto mira a creare una piattaforma globale dove le voci femminili possano emergere, superando le barriere linguistiche e culturali.
Il primo numero, previsto per l’autunno 2027, avrà come tema centrale Connection, inteso come intreccio di esperienze, relazioni e culture diverse. La scelta di questo argomento riflette la volontà di far convergere racconti personali e studi accademici, offrendo al lettore un quadro complesso delle interconnessioni umane. Il comitato, guidato da Blanchett, dovrà valutare contributi provenienti da donne di ogni età e provenienza, garantendo al contempo la massima qualità editoriale.
Cate Blanchett alla guida del comitato di selezione
Nel ruolo di presidente, Blanchett supervisionerà ogni fase della valutazione, dal primo screening fino alla decisione finale di pubblicazione. Il suo compito includerà anche la definizione dei criteri di bando aperto, la selezione dei membri del comitato e la promozione di un ambiente di mentoring per le autrici emergenti. Grazie alla sua esperienza teatrale e cinematografica, l’attrice potrà offrire una prospettiva unica sul valore narrativo delle prose e delle poesie presentate.
Compiti e responsabilità concrete
Tra le mansioni concrete, Blanchett valuterà la coerenza tematica, la originalità stilistica e la capacità delle proposte di generare dialoghi interculturali. Inoltre, le verrà chiesto di curare il rapporto con i partner accademici dell’Università di Tokyo, in particolare con il centro IncluDE, che supporterà il processo di editing e garantirà che le linee guida rispettino gli standard internazionali di inclusività.
Stories She Tells: concezione, tema e opportunità per le autrici
Il periodico nasce dall’ambizione condivisa di Uniqlo e dell’Università di Tokyo di trasformare la moda in un veicolo di cultura e conoscenza. Il bando, la cui apertura è prevista per dicembre 2026, inviterà scrittrici di tutte le generazioni a presentare saggi, racconti brevi e lavori di ricerca. Le proposte selezionate saranno pubblicate nella prima edizione e, al contempo, le autrici avranno accesso a un programma di supporto economico e a sessioni di mentoring con professionisti del settore editoriale.
Bando aperto e programma di mentoring
Il bando aperto non impone limiti di lingua né di lunghezza, ma richiederà una breve dichiarazione d’intenti che spieghi il legame con il tema Connection. Le opere selezionate saranno accompagnate da un pacchetto di incentivazione finanziaria e da un percorso formativo “dal manoscritto alla stampa”, pensato per potenziare le competenze narrative e di networking delle autrici. Questo approccio vuole rispondere a una lacuna di visibilità per molte scrittrici emergenti.
L’impegno culturale di Uniqlo: dalla moda alla stampa
Il lancio di Stories She Tells si inserisce nella più ampia strategia di Fast Retailing, casa madre di Uniqlo, che da anni investe in iniziative culturali per rafforzare la propria immagine di brand attento al sociale. Già dal 2019 il marchio pubblica LifeWear Magazine, un periodico gratuito che combina moda e cultura, mentre altre case di moda hanno avviato progetti editoriali analoghi. Con la nuova rivista, Uniqlo punta a dimostrare che il potere della parola scritta può coesistere con la produzione di abbigliamento, offrendo contenuti a un pubblico globale attraverso i suoi canali di distribuzione sia fisici sia digitali.
Strategia di immagine e distribuzione globale
Oltre alla stampa cartacea, Stories She Tells sarà disponibile in versione digitale, accessibile tramite le piattaforme di Uniqlo e i partner accademici. La scelta di una distribuzione multicanale permette di raggiungere lettori in Europa, Asia e Americhe, creando una rete di scambio culturale senza precedenti per una rivista dedicata alle donne. Il progetto si propone, dunque, come un modello di responsabilità sociale d’impresa, con l’obiettivo di amplificare le voci femminili in un mondo sempre più digitale.



