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23 Giugno 2026

Social media al primo posto per le notizie: numeri, piattaforme e fiducia degli utenti

I social e i video sono ormai la prima fonte di notizie per la maggioranza del pubblico globale, con effetti evidenti sulle piattaforme tradizionali, sul ruolo dei creator e sulla fiducia nelle informazioni.

Social media al primo posto per le notizie: numeri, piattaforme e fiducia degli utenti

Il consumo di notizie a livello globale ha raggiunto una svolta: le piattaforme social e i servizi video sono oggi la strada principale con cui molte persone si informano, superando la televisione e i siti delle testate tradizionali. I dati raccolti su quasi 100.000 persone in 48 paesi mostrano non solo un cambiamento nelle abitudini, ma anche nuove tensioni legate alla fiducia, all’algoritmo e all’ingresso dell’intelligenza artificiale nel ciclo informativo.

Questa trasformazione non è uniforme: coinvolge in modo particolare i più giovani, il mercato delle piattaforme e il lavoro di chi produce informazione. Capire i numeri e le dinamiche dietro queste scelte aiuta a misurare l’impatto sulla qualità dell’informazione e sul ruolo dei media tradizionali.

Peso delle piattaforme e cambiamento nella distribuzione delle notizie

Secondo la rilevazione, le piattaforme social e i servizi video raggiungono il 54% del pubblico globale come canale per le notizie. Si tratta di un sorpasso significativo rispetto a cinque anni fa, quando la televisione aveva ancora il ruolo dominante. Il calo registrato è netto: l’uso della tv come fonte di notizie è diminuito di 13 punti percentuali dal 2026, mentre i siti delle testate giornalistiche hanno perso 12 punti nello stesso periodo. I sondaggi sono stati condotti da YouGov all’inizio dell’anno su quasi 100.000 intervistati in 48 paesi, fornendo un campione ampio e internazionale.

Differenze tra piattaforme

La diffusione delle notizie non è uguale su tutte le piattaforme. Facebook rimane la più grande in termini di persone che la usano per informarsi (circa il 43%), seguito da YouTube (34%) e Instagram (26%). TikTok è la piattaforma con la crescita più rapida nell’uso per le notizie, arrivando a percentuali che indicano una diffusione significativa tra gli utenti più giovani. La popolarità relativa di ciascuna piattaforma dipende da fattori come formato dei contenuti, abitudini d’uso e logiche degli algoritmi.

Creator, fiducia e impatto sull’ecosistema dell’informazione

Un elemento cruciale emerso dallo studio è il ruolo dei creator e degli influencer: circa il 27% degli intervistati riceve notizie da creator specializzati e quasi la metà (46%) segue creator di vario tipo per restare aggiornato. Gli utenti percepiscono i creator come più vicini, più semplici e spesso più divertenti rispetto ai media tradizionali, ma li giudicano mediamente meno affidabili e meno imparziali. In risposta, molti editori dichiarano di voler spingere i propri giornalisti a comportarsi più come creator o di predisporre partnership con influencer per distribuire i contenuti.

Questo fenomeno ridefinisce il rapporto tra forma e credibilità: contenuti rapidi e coinvolgenti possono raggiungere un pubblico vasto, ma la rapidità non sempre si accompagna alla verifica dei fatti. Parallelamente, il fenomeno del “news avoidance” è in crescita, con il 42% degli intervistati che dichiara di evitare deliberatamente le notizie.

Intelligenza artificiale e chatbot nell’esperienza informativa

L’ingresso dell’intelligenza artificiale nel consumo di notizie è già misurabile: l’uso di chatbot per informarsi è salito dal 7% al 10% in un anno, con una quota che raggiunge il 16% tra i giovani under 35. Se si include anche questo tipo di fruizione, la percentuale di persone che si informa principalmente tramite piattaforme digitali sale ancora, mettendo ulteriormente in crisi la fetta di pubblico rimasta fedele alla televisione.

Questi numeri sollevano questioni pratiche e normative: la verifica automatica delle informazioni prodotte o distribuite tramite IA, la trasparenza degli algoritmi e le responsabilità delle piattaforme diventano nodi centrali da affrontare per preservare la qualità del dibattito pubblico.

Conseguenze per i media tradizionali e per i cittadini

Il passaggio verso i social implica che testate e broadcaster devono adattare formati e linguaggi per rimanere rilevanti: presenza su Instagram, TikTok e YouTube non è più opzionale. Allo stesso tempo, il pubblico deve confrontarsi con un mercato informativo frammentato, dove autenticità e rapidità spesso prevalgono sulla completezza e sulla verifica.

Tenere insieme accesso, qualità e fiducia resta la sfida principale per chi produce e per chi consuma informazione nel nuovo panorama digitale.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.