La televisione italiana continua a dominare il panorama europeo con una media di oltre 3 ore e mezza di ascolti quotidiani. Questo primato non è solo quantitativo, ma anche qualitativo, grazie alla perfetta integrazione con il mondo digitale e sociale. Gli italiani scelgono la TV come principale canale per seguire show, telegiornali e attualità, un fenomeno senza pari nel resto del continente.
Il legame affettivo con i volti storici della televisione è uno dei fattori chiave di questo successo. Personalità come AmadeusPaolo BonolisMilly CarlucciAntonella ClericiCarlo ContiMaria De Filippi e Gerry Scotti sono percepiti quasi come amici o parenti, un rapporto che lo streaming non riesce a replicare. Questo legame emotivo si traduce in ascolti stabili per programmi come Uomini e DonneC’è posta per teAmici e i talk show politici come Porta a PortaOtto e mezzoDiMartedì e Quarta Repubblica.
I palinsesti 2026 di Rai, Mediaset e La7
Il nuovo palinsesto Rai, presentato il 3 luglio, punta sulle trasmissioni storiche. Su Rai1Tale e Quale Show si sposta al mercoledì sera dal 23 settembre al 18 novembre, mentre Ballando con le Stelle torna il 3 ottobre fino al 19 dicembre con uno share medio del 22,5%. The Voice Senior andrà in onda dal 9 ottobre al 13 novembre. Nel daytime, La Volta Buona mantiene il 15% di share, mentre Affari Tuoi con Stefano De Martino continua a trainare la prima serata con il 23,04% di ascolti. La domenica pomeriggio è sempre presidiata da Domenica In con Mara Venier.
Mediaset ha diffuso il 9 luglio il proprio palinsesto, confermando il Grande Fratello VipZeligChi vuole essere milionarioTim Battiti LiveScherzi a Parte e L’Isola dei Famosi. Amici e C’è posta per te restano pilastri, insieme a Tu sì que Vales (26,9% di share) e Temptation island. Nell’access prime time, La Ruota della Fortuna domina con il 24,41%, affiancata da The WallAvanti un altroCaduta Libera e i ritorni di Passaparola e Ok! Il prezzo è giusto. Novità: un game show con Michelle HunzikerIl club dell’1% e El Desafio format spagnolo di prove fisiche e mentali.
La7 terza rete per ascolti in prima serata con il 6,1% di share e quasi 1,2 milioni di spettatori, ha presentato l’8 luglio il suo palinsesto. Lilli Gruber conferma Otto e Mezzo in access, mentre i prime time settimanali restano invariati: Corrado Augias il lunedì, Giovanni Floris il martedì, Aldo Cazzullo il mercoledì, Corrado Formigli il giovedì, Diego Bianchi il venerdì, Massimo Gramellini il sabato. La domenica access è con In Onda di Marianna Aprile e Luca Telese. Il daytime include OmnibusCoffee BreakL’Aria che Tira e Tagadà.
Il pubblico premia la continuità
Dall’analisi dei palinsesti emerge chiaramente che le trasmissioni di maggior successo sono quelle storiche. Il pubblico italiano sviluppa un legame emotivo con i volti noti, considerandoli punti di riferimento rassicuranti nella routine quotidiana. Questo spiega perché, nonostante l’offerta crescente di piattaforme streaming, la televisione tradizionale mantenga saldamente il primato europeo di ascolti, confermandosi il mezzo principale per informazione e intrattenimento.
Le piattaforme digitali continuano a guadagnare terreno nel mercato italiano dei media, rappresentando ormai il 23,3% delle risorse totali della televisione. NetflixDaznAmazon e Disney+ valgono il 23,3% del mercato televisivo grazie alla crescita dei contenuti premium, mentre RaiComcast/Sky e Mediaset conservano il 67% delle risorse. La televisione continua a rappresentare il 74,1% delle risorse dei media tradizionali, mentre l’editoria scende sotto il 21%.
La trasformazione emerge osservando il Sistema integrato delle comunicazioni (Sic) l’indicatore utilizzato per misurare il peso economico di televisione, radio, stampa, pubblicità e piattaforme digitali. Il Sic vale 20,4 miliardi, pari allo 0,95% del Prodotto interno lordo. Alphabet la società che controlla Google è il secondo gruppo del comparto dopo la Rai con una quota dell’11,8%, mentre Meta proprietaria di Facebook e Instagram occupa il quinto posto con oltre l’8%. Seguono Amazon con il 4,5%, Netflix con il 3,3% e Dazn con il 2,4%.
Per l’Autorità questi dati confermano lo spostamento delle risorse economiche e pubblicitarie verso gli operatori digitali. Proprio il settore editoriale è uno degli ambiti sui quali l’Agcom richiama l’attenzione. Ricordando i recenti passaggi di proprietà che hanno interessato alcune testate, Lasorella sottolinea la necessità di aggiornare i criteri con cui vengono misurate le posizioni dominanti nel mercato editoriale, in linea con l’European Media Freedom Act, il regolamento europeo sulla libertà dei media.

