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12 Settembre 2026

Occupazione in crescita: i dati Istat sul mercato del lavoro nel 2026

Nel secondo trimestre 2026, l'Italia registra un aumento significativo degli occupati, con il tasso di occupazione che raggiunge il 63,1%. Scopri i dettagli e le implicazioni di questi numeri record.

Occupazione in crescita: i dati Istat sul mercato del lavoro nel 2026

Il secondo trimestre del 2026 ha portato con sé una serie di dati positivi per il mercato del lavoro italiano. Secondo le ultime rilevazioni, il numero di occupati ha raggiunto quota 24 milioni e 363 mila unità, con un incremento di 155 mila unità rispetto al trimestre precedente. Questo dato rappresenta una crescita dello 0,6% in tre mesi e dell’1,0% su base annua.

Il tasso di occupazione ha raggiunto il 63,1% un record storico che riflette una crescita costante e significativa. Allo stesso tempo, il tasso di disoccupazione è salito al 5,6%, mentre il tasso di inattività è sceso al 33,0%. Questi numeri dipingono un quadro di un mercato del lavoro in evoluzione, con nuove opportunità e sfide per i lavoratori italiani.

Dipendenti e indipendenti: le dinamiche del mercato

Dal lato delle imprese, le posizioni lavorative dipendenti hanno registrato una crescita congiunturale dello 0,3%, con un aumento più marcato per i contratti a tempo parziale (+0,5%) rispetto a quelli a tempo pieno (+0,2%). La quota dei part-time si attesta al 28,9%. Nel confronto tendenziale, le posizioni lavorative sono aumentate dell’1,3%, con una crescita analoga sia per i contratti a tempo pieno che a tempo parziale.

Particolarmente positivo è stato l’andamento delle posizioni in somministrazione che hanno registrato un aumento del 2,0% sul trimestre precedente e del 3,0% su base annua. Anche il lavoro intermittente continua a crescere, sebbene a un ritmo più contenuto rispetto al primo trimestre 2026, con un incremento sia congiunturale (+1,3%) che annuo (+6,7%). Le ore lavorate per dipendente sono aumentate dello 0,4% in termini congiunturali e dello 0,7% in termini tendenziali.

Il ricorso alla cassa integrazione è diminuito di 0,6 ore ogni mille ore lavorate rispetto al secondo trimestre 2025, scendendo a 6,2 ore. Il tasso dei posti vacanti è pari all’1,5%, in diminuzione sia rispetto al trimestre precedente (-0,2%) sia nel confronto tendenziale (-0,3%).

Il costo del lavoro e le retribuzioni

Il costo del lavoro per Unità di lavoro equivalente a tempo pieno (Ula) ha mantenuto un andamento positivo rispetto al trimestre precedente (+0,5%), sostenuto dalla crescita sia delle retribuzioni (+0,4%) sia dei contributi sociali (+0,8%). Su base annua, il costo del lavoro continua a registrare una crescita significativa (+2,8%), soprattutto nella componente dei contributi sociali (+3,4%) rispetto a quella delle retribuzioni (+2,7%).

Questi dati riflettono una tendenza positiva nel mercato del lavoro italiano, con un aumento delle opportunità occupazionali e una riduzione della disoccupazione. Tuttavia, rimangono sfide importanti, come la necessità di migliorare la qualità del lavoro e di ridurre ulteriormente il tasso di inattività.

Le categorie di inattivi e le loro dinamiche

La riduzione del numero di inattivi registrata nel secondo trimestre 2026 è dovuta principalmente alla diminuzione degli scoraggiati (-107 mila, -14,2% rispetto al secondo trimestre 2025), ovvero coloro che non cercano un impiego perché ritengono di non riuscire a trovarlo. Anche il numero di quanti non cercano lavoro per motivi familiari è diminuito (-194 mila, -6,1%).

Prosegue invece l’aumento di coloro che sono in attesa degli esiti di passate azioni di ricerca (+173 mila, +33,6%) e di quanti sono in pensione o non interessati a lavorare (+67 mila, +4,4%). Per quanto riguarda chi non cerca lavoro per motivi familiari, mentre per gli uomini il tasso scende del 27,8%, per le donne si limita al -5%, con ancora 2 milioni e 901 mila donne inattive per questi motivi rispetto a soli 108 mila uomini.

Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni sono nel complesso 12 milioni e 54 mila, in calo dell’1,2% sull’anno precedente. Gli scoraggiati sono 644 mila, in calo del 14,2%. Questi dati evidenziano la necessità di politiche mirate per coinvolgere maggiormente le donne nel mercato del lavoro e per ridurre il numero di scoraggiati.

Autore

Camilla Fiore

Camilla Fiore, da Verona, annotò la prima review dopo aver testato un siero durante la Fiera della Cosmesi: quell’articolo cambiò la linea editoriale dedicata alla prova prodotto. Propone rubriche con taglio rigoroso e porta in redazione la precisione di chi colleziona vecchi campionari.