Il Mediterraneo centrale è stato teatro di intensi salvataggi nel corso del weekend tra il 28 e il 30 agosto. Le operazioni di soccorso, condotte da ong e Guardia Costiera italiana, hanno portato in salvo 131 persone in pericolo in acque internazionali.
La prima missione congiunta di ResQ e Tom
Una delle prime operazioni di salvataggio è stata condotta dalla ResQ – People Saving People e Tom – Tutti gli Occhi sul Mediterraneo. La missione congiunta, iniziata il 22 agosto con la partenza da Lampedusa della Garganey VI ha portato al salvataggio di 28 persone tra cui più della metà minori.
Tom – Tutti gli Occhi sul Mediterraneo è un progetto civile italiano di monitoraggio del Mediterraneo centrale, nato dalla collaborazione tra ArciSailingFor Blue LAB e Sheep Italia. Le loro imbarcazioni sono attrezzate per intervenire in caso di emergenza e documentare le rotte migratorie.
Questa missione rappresenta un ritorno in mare per ResQ dopo che il ciclone Harry ha danneggiato la ResQ People costringendo l’organizzazione a interrompere le proprie missioni di ricerca e soccorso.
L’intervento della Humanity 2
Sempre tra venerdì 28 e sabato 29 agosto, l’equipaggio della nuova nave di Sos Humanity la Humanity 2 ha soccorso 71 persone in pericolo durante due operazioni di salvataggio. È la prima volta che l’organizzazione opera con due navi nel Mediterraneo centrale.
Il primo salvataggio ha coinvolto 12 persone a bordo di una piccola imbarcazione in vetroresina, avvistata dall’equipaggio in acque internazionali al largo della Libia. Le persone a bordo, partite da Zuwara giovedì sera, viaggiavano senza giubbotti di salvataggio né attrezzature di navigazione.
Durante la navigazione verso nord, sabato mattina presto, la nave ha soccorso e portato a bordo 59 persone in pericolo da un’imbarcazione sovraffollata. Molti sopravvissuti erano deboli e disidratati. La Humanity 2 si è diretta verso Lampedusa dove tutti i sopravvissuti sono sbarcati entro mezzogiorno.
L’impegno della Guardia Costiera italiana
A queste operazioni si aggiungono anche altre 32 persone tra cui un minore, soccorse dalla Guardia Costiera italiana e sbarcate a Lampedusa.
La crisi umanitaria nel Mediterraneo centrale continua a peggiorare, con un aumento delle vittime rispetto agli anni precedenti. Nonostante l’attenzione dell’opinione pubblica sia diminuita, l’impegno delle organizzazioni umanitarie e delle forze italiane rimane fondamentale per contrastare questa catastrofe.
Grazie al sostegno dei sostenitori e all’impegno incrollabile della società civile, è possibile continuare a salvare vite umane in una delle rotte migratorie più pericolose al mondo.



