Il 3 novembre, nella trasmissione BellaMa’ in onda su Rai 2, il conduttore Pierluigi Diaco ha condotto un’intervista che ha subito generato un’ondata di critiche. Il soggetto dell’intervista era Alberto Ravagnani, ex sacerdote trentatréenne concorrente di Ballando con le Stelle, che aveva partecipato al programma per raccontare il proprio percorso di vita dopo l’abbandono del sacerdozio.
L’intervista di Pierluigi Diaco a Alberto Ravagnani su BellaMa’
Durante la puntata, Diaco ha spostato rapidamente la conversazione dal tema del libro autobiografico di Ravagnani alla sua vita privata, ponendo domande esplicite sulla sessualità. Fra le frasi più controverse c’è stata l’affermazione: “Questa ipocrisia per cui le battutine che ti vengono fatte pubblicamente, anche a Ballando, girano tutte intorno alla tua sessualità. Adesso vediamo, lo dirà prima o poi, glielo facciamo dire che è gay.” La risposta di Ravagnani, che ha indicato di essere attratto dalle donne, è stata accompagnata da un evidente disagio, denunciato come un “campo minato” di domande invasive.
Le osservazioni di Diaco hanno subito scatenato una reazione a catena sui social: commentatori, attivisti e giornalisti hanno definito l’intervista una forma di violenza verbale e un superamento dei limiti del rispetto verso un ospite. Anche personalità televisive come Selvaggia Lucarelli hanno espresso condanna, definendo le domande di Diaco “davvero violente” e “inaccettabili”.
La dichiarazione di Milly Carlucci e del team di Ballando con le Stelle
In risposta a questo clima di polemica, Milly Carlucci, conduttrice storica di Ballando con le Stelle, ha pubblicato su Instagram un comunicato firmato insieme agli autori del programma. Nel messaggio, la conduttrice ha ricordato la missione della trasmissione: “da sempre ha proposto al suo pubblico temi su cui riflettere, con l’intento di capire e includere aspetti di una società complessa e in continuo divenire.” Il testo ha poi ringraziato Ravagnani per aver accettato l’invito al talent e per aver condiviso la sua esperienza di vita.
La parte più significativa del comunicato recita: “In merito ai noti fatti riteniamo inaccettabile quanto accaduto e rinnoviamo pubblicamente ad Alberto tutto il nostro affetto e la solidarietà, già ripetutamente espressa, da tutto il nostro gruppo di lavoro, in privato”. Pur senza menzionare per nome Pierluigi Diaco o il programma BellaMa’, la dichiarazione è stata interpretata come una chiara presa di posizione contro l’intervista, sottolineando il rispetto della persona come valore centrale del percorso artistico di Ravagnani.
Reazioni istituzionali e dibattito pubblico
Le critiche non si sono fermate al mondo dell’intrattenimento. Alcuni membri del Movimento 5 Stelle, in sede di commissione di vigilanza Rai, hanno definito l’intervista un “spettacolo di così basso livello” e hanno chiesto scuse pubbliche sia al conduttore sia alla rete. L’accusa è stata accompagnata da una denuncia di “cafonaggine francamente indecorosa” nei confronti di Pierluigi Diaco, considerato uno dei volti più noti di TeleMeloni.
Il dibattito, alimentato da articoli di cronaca, commenti sui social e discussioni nei talk show, ha messo in luce un tema più ampio: il limite tra curiosità giornalistica e rispetto della sfera privata di persone che, pur avendo scelto la vita pubblica, non dovrebbero subire interrogatori intrusivi. La reazione collettiva di Ballando con le Stelle ha rafforzato l’immagine del programma come spazio “inclusivo”, ma ha anche spinto a riflettere su come la televisione italiana gestisca temi sensibili.



