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Milano si è trasformata in un laboratorio a cielo aperto per la Milano Design Week (20-26 aprile 2026): i cortili, gli showroom e le piazze hanno ospitato progetti in cui food & wine non erano semplici accompagnamenti, ma elementi narrativi centrali. In questa edizione la città ha visto nascere contaminazioni tra chef, brand, artisti e studi di design, dando vita a installazioni e pop-up che hanno ridefinito il modo di raccontare il gusto come progetto culturale.
Il filo conduttore è stato la trasformazione: materie prime e oggetti tradizionali sono stati rilette come opere di design e strumenti di comunicazione. Tra i protagonisti si sono distinti consorzi vitivinicoli, case di produzione alimentare e realtà storiche del made in Italy, che hanno scelto la Design Week per presentare edizioni speciali, percorsi sensoriali e collaborazioni inedite con artisti e brand internazionali.
Franciacorta, marmo e il racconto della materia
Per la prima volta il Consorzio del Franciacorta ha occupato uno spazio proprio con il progetto Franciacorta Studio presso gli spazi Slowear, proponendo un dialogo fra vino e pietra. La mostra mette in luce il tema della trasformazione della materia, confrontando il processo di affinamento delle bollicine con la lavorazione del marmo firmato Luce di Carrara. L’installazione si struttura come un percorso sensoriale che racconta terroir, tempo e intervento umano, accompagnato da un programma di degustazioni pensato per approfondire stili e tecniche del Metodo Classico.
Un programma per scoprire stili ed espressioni
Accanto all’installazione immersiva, Franciacorta Studio ha attivato momenti di tasting guidato e incontri con produttori: un format che unisce divulgazione e esperienza diretta. L’obiettivo è far comprendere come il vino sia prodotto culturale e artigianale, attraverso sessioni che alternano spiegazioni tecniche e assaggi. Questo approccio ha reso il progetto non solo espositivo ma anche formativo, offrendo al pubblico chiavi di lettura per riconoscere le diverse espressioni del territorio.
Edizioni inedite e installazioni che raccontano una storia
Il dialogo tra design e packaging è emerso con forza nelle limited edition presentate durante la settimana: la cantina Ruggeri ha svelato la linea Sipping Energy, nata dalla collaborazione con l’artista Sara Ricciardi, che interpreta i riflessi dei vigneti e le cromie della natura attraverso quattro varianti cromatiche. Anche Mutti ha proposto un progetto monumentale, la House of Polpa, costruita con 20.000 lattine per raccontare filiera e trasformazione, mentre la pavimentazione è stata sviluppata con materiali derivati dagli scarti di lavorazione, in collaborazione con Mapei. Queste opere hanno tradotto processi produttivi in racconto visivo, sottolineando la dimensione estetica della produzione alimentare.
Parmigiano Reggiano: tradizione reinterpretata
Il Parmigiano Reggiano ha interpretato la sua storia attraverso la mostra Materiae nel Cortile d’Onore dell’Università degli Studi di Milano, dove un ambiente circolare ispirato alla forma del formaggio ospita isole sonore che si attivano con la presenza del pubblico. L’installazione fonde suoni naturali e frammenti musicali per narrare la filiera dagli agricoltori ai casari. In parallelo, la mostra “Nuove forme di grandezza” all’Edicolina Milano rilegge gli attrezzi della produzione — dallo spino al martelletto del battitore — trasformandoli in oggetti di design funzionale, come portariviste e sgabelli.
Quartieri, temporary store e locali che animano la città
Dal cuore di Brera a Tortona, la città ha visto nascere temporary store e food district che hanno tradotto il cibo in esperienza progettuale. De Cecco ha aperto un temporary store dedicato alla sua limited edition, mentre Ikea ha presentato “Food for Thought” allo Spazio Maiocchi, un ciclo di live showcooking che mette in dialogo chef e designer. Base Milano ha ospitato una food court per il progetto “We Will Design”, con brand come Planted, Dreamfarm e Felicia, che hanno proposto alternative sostenibili e sperimentali al piatto tradizionale.
Non sono mancati gli appuntamenti esclusivi: i Vini Alto Adige hanno firmato due eventi con Hearst Italia, e maison come Veuve Clicquot hanno raccontato la propria filosofia con installazioni immersive. Nel Quadrilatero, indirizzi come Beefbar e Rumore hanno animato ristoranti e bar, mentre il progetto Porta Venezia Design District ha trasformato il quartiere in un food district diffuso, con installazioni, degustazioni e collaborazioni che hanno confermato il ruolo del cibo come linguaggio creativo della città.
La Milano Design Week 20-26 aprile 2026 ha così consolidato una tendenza ormai evidente: il food & wine non è più semplice complemento ma elemento progettuale centrale, capace di raccontare territori, storie e innovazioni attraverso forme, colori e sapori.

