Per molti investitori indiani, l’investimento internazionale ha tradizionalmente significato puntare sugli Stati Uniti. Con le sue grandi aziende, mercati capitali profondi e imprese innovative, gli USA sono stati il primo passo verso la costruzione di un portafoglio internazionale. Tuttavia, l’investimento globale sta entrando in una nuova fase.
Oggi, l’opportunità non è solo quella di diversificare, ma di investire in più paesi, ciascuno con le proprie forze economiche, cicli di mercato e driver di crescita a lungo termine. Questo è un punto cruciale perché l’investimento internazionale non dovrebbe semplicemente sostituire una concentrazione con un’altra.
L’importanza della diversificazione geografica
Molti investitori indiani hanno già una significativa esposizione a un solo paese. Il loro reddito dipende dall’economia indiana, la loro casa è in India e gran parte del loro portafoglio è investito in asset indiani. Quando iniziano a investire all’estero, molti si concentrano naturalmente sugli Stati Uniti. Questo amplia il loro universo di investimento, ma significa anche che la loro allocazione estera diventa concentrata in un solo mercato.
La vera diversificazione richiede di guardare oltre una sola geografia. I paesi, come i settori, attraversano diversi cicli economici. Tassi di interesse, inflazione, politiche governative, demografia, innovazione, prezzi delle materie prime e sviluppi geopolitici influenzano i mercati in modi diversi. Questi fattori raramente si muovono in sincronia nel mondo.
Opportunità di investimento in diversi mercati
Giappone, economie del Golfo come gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita, Cina, Europa e mercati come Taiwan e Corea del Sud offrono opportunità di investimento uniche. Ad esempio, il Giappone sta vivendo una rinascita economica grazie a riforme di corporate governance che incoraggiano le aziende a migliorare l’efficienza del capitale, i rendimenti per gli azionisti e la redditività. Le economie del Golfo stanno investendo pesantemente in settori come i servizi finanziari, il turismo, la logistica, le energie rinnovabili e la tecnologia.
L’Europa offre esposizione a settori come la sanità e il lusso, mentre mercati come Taiwan e Corea del Sud forniscono accesso all’ecosistema globale dei semiconduttori. Investire globalmente non significa solo puntare sugli Stati Uniti, ma costruire portafogli veramente globali che allocano in modo ponderato tra paesi, valute e cicli economici.
Strategie di investimento e performance dei fondi internazionali
I fondi internazionali hanno superato i loro omologhi domestici in vari orizzonti temporali, inclusi l’anno corrente, l’ultimo anno e gli ultimi tre anni. Tuttavia, gli investitori indiani che cercano di aumentare la loro esposizione estera affrontano una sfida: diverse case di gestione hanno limitato i nuovi flussi di investimento nei fondi internazionali dopo aver raggiunto i limiti regolamentari sugli investimenti all’estero. Alcune hanno ripreso le sottoscrizioni, sollevando domande su cosa sia cambiato e se gli investitori dovrebbero aumentare i loro piani di investimento sistematico (SIP) nei fondi internazionali o continuare con quelli domestici.
Esperti come Shivam Pathak, CFP e fondatore di Asset Elixir, e Vishal Dhawan, fondatore e CEO di Plan Ahead Wealth Advisors, consigliano di mantenere un’allocazione strategica di circa il 10-30% del portafoglio in equity internazionale per diversificare e accedere a leader aziendali globali. Tuttavia, aumentare l’allocazione internazionale solo in risposta ai rendimenti recenti non è consigliato, poiché le decisioni di asset allocation dovrebbero essere guidate da obiettivi finanziari personali e tolleranza al rischio.
Dhawan suggerisce di utilizzare piani di investimento sistematico (SIP) o piani di trasferimento sistematico (STP) per mediare i costi di acquisto nel tempo, piuttosto che aspettare una correzione di mercato o fare investimenti in un’unica soluzione. Anche a livelli di valutazione attuali, i fondi internazionali offrono diversificazione per i portafogli pesantemente concentrati in equity indiana.
L’importanza dell’intelligenza culturale nelle trattative internazionali
Il panorama delle licenze biotecnologiche sta subendo una trasformazione fondamentale. Nel 2025, i produttori di farmaci cinesi hanno firmato 157 accordi di out-licensing con aziende farmaceutiche per un valore totale di 136 miliardi di dollari. Mentre la Cina domina spesso i titoli di testa, l’intera regione dell’Asia-Pacifico, dal Sud Corea e Giappone a Singapore e oltre, sta guidando un’ondata senza precedenti di accordi transfrontalieri che sta ridefinendo la biotecnologia globale.
Al Asia Bio Partnering Forum di Singapore, gli esperti hanno discusso di come coloro che non riconoscono le complessità culturali e geopolitiche in gioco rischiano di lasciare milioni di dollari sul tavolo o, peggio, di vedere promettenti partnership crollare. La differenza nelle aspettative di tempistica tra le regioni è significativa. Le trattative in Cina e negli Stati Uniti procedono rapidamente, mentre la cultura giapponese preferisce un allineamento più lento ma completo.
Anthony Hsiao, partner del fondo di venture capital ZhongMei Capital, ha sottolineato l’importanza delle soft skills nel bridge tra mondi culturalmente diversi. In un mondo in cui l’intelligenza artificiale sta commoditizzando tutto, le competenze relazionali sono fondamentali. Hsiao consiglia ai giovani professionisti di lasciare il loro paese d’origine e spendere del tempo all’estero per comprendere appieno le differenze culturali.



