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Nel settore indicato come Clivio Tiberino, Lotto 1, edificio C e D del cimitero Flaminio a Prima Porta, i parenti dei defunti descrivono una situazione di abbandono che va oltre il dolore della perdita. Loredana Fiorelli, 61 anni, racconta con stanchezza la paura di recarsi da sola: la zona è frequentata da persone che sottraggono oggetti e vandalizzano le tombe, e questo costringe le famiglie a turni congiunti per non restare inermi. Le testimonianze raccolte citano furti ripetuti di corone, contenitori in rame e piccoli oggetti di valore affettivo.
Non è solo la sottrazione di oggetti a destabilizzare: mancata manutenzione e infiltrazioni d’acqua rendono la visita un’esperienza difficile. Secondo i parenti, la situazione influisce anche sull’accesso alle tombe, con problemi di raggiungimento dei piani superiori per chi ha difficoltà motorie o cardiache. In più, la carenza di sorveglianza e la presenza di veicoli abbandonati o danneggiati creano un clima di insicurezza che si somma al dolore del lutto.
Furti e atti vandalici
Le segnalazioni parlano di oggetti trafugati dai loculi e dalle lapidi: sono spariti portafiori in rame, cornici con dediche, vasi e lumini. Alcune famiglie riportano che sono state rimosse persino piccole lastre o elementi decorativi. Denunce raccontano anche di giocattoli e peluche lasciati come ricordo che sono stati portati via, un fatto che aumenta il senso di offesa tra i parenti. La situazione è aggravata dalla percezione che i danni non siano occasionali ma ripetuti, con episodi che si susseguono senza un adeguato intervento delle autorità competenti.
Organizzazione informale dei familiari
Per fronteggiare il fenomeno i parenti hanno avviato forme di autodifesa civile: fogli avvisatori attaccati con nastro adesivo, turni per andare insieme a pulire e piccoli interventi fai-da-te. Giandomenico Martucci, 53 anni, ha sperimentato soluzioni per tenere lontani i piccioni, appendendo fili e sfere ornamentali per disturbare gli animali, dopo aver trovato nidi e uova sulle tombe dei genitori. Altri hanno provveduto personalmente a riparare l’intonaco e a riverniciare superfici danneggiate per limitare l’impatto visivo del degrado, spesso senza vedere passare nessuna pattuglia di controllo.
Ambiente, vegetazione e fauna selvatica
Oltre al fattore umano, il degrado ambientale pesa sulla fruizione del cimitero: erba alta, rovi e croci in legno cadute rendono i viali incolti. La presenza di cinghiali è stata rilevata in passato e rimane motivo di preoccupazione: nel 2026 un ungulato era stato ripreso mentre si aggirava tra le lapidi in mezzo alla vegetazione alta, e da allora i residenti segnalano avvistamenti sporadici. Queste condizioni favoriscono l’insorgere di problemi igienico-sanitari e aumentano il timore dei visitatori, specialmente nelle ore serali o quando l’area è meno frequentata.
Conseguenze pratiche per le famiglie
La combinazione di furti, vegetazione non curata e animali porta a ripercussioni concrete: oltre all’offesa emotiva per gli oggetti sottratti, le famiglie denunciano difficoltà nelle pratiche di sepoltura. Si parla di attese per loculi che arrivano fino a sei mesi, con ripercussioni sulla gestione delle esequie e sulla serenità dei congiunti. Le condizioni strutturali, unite alla mancanza di servizi accessibili come l’assenza di ascensori, acuiscono l’isolamento delle persone più fragili che non riescono a raggiungere alcune aree.
Risposte istituzionali e richieste di intervento
L’amministrazione comunale ha annunciato interventi per l’impermeabilizzazione e la sistemazione della rete idrica, ma i cittadini chiedono tempi certi. Nel bilancio preventivo dello scorso anno sarebbero stati stanziati circa 7 milioni di euro per interventi urgenti; sul destino di queste risorse i comitati di familiari sollevano dubbi e richiedono maggiore trasparenza. Valeria Campana, presidente del Comitato Tutela Cimiteri Capitolini, esprime il sentimento di abbandono delle famiglie, mentre il consigliere Marco Palma denuncia che la scarsa sorveglianza facilita i danneggiamenti e i saccheggi.
Fra le richieste più pressanti vi sono il potenziamento della sicurezza, controlli periodici e l’avvio rapido dei lavori strutturali promessi. I parenti invitano chi nota movimenti sospetti a denunciare subito e sollecitano un coordinamento più efficace tra uffici tecnici e sicurezza. Fino a quando le criticità non saranno affrontate con interventi concreti, molti continueranno a percepire la perdita dei propri cari come un dolore rinnovato da situazioni di incuria e disordine.

