Vivian Petrini, dallo studio gastronomico alla narrazione del territorio

Giornalista e comunicatrice specializzata in food, Vivian Petrini unisce esperienza in cucina, formazione in comunicazione e una passione per la pasta fresca nella narrazione di territori, produttori e indirizzi enogastronomici

Vivian Petrini viene da Siena, ma il suo lavoro e la sua vita si sono intrecciati con città italiane ed estere. Dietro il suo nome ci sono due passioni che tornano sempre: il cibo — con un amore speciale per la pasta fatta a mano — e le persone che lo producono. Il suo percorso unisce studi, esperienza ai fornelli e un modo di raccontare che mette al centro storie, territori e volti.

Formazione e primi passi in cucina
Dopo la laurea in Scienze Gastronomiche a Parma, Vivian ha scelto di mettere le mani in pasta — letteralmente. L’esperienza in cucina le ha dato la concretezza che mancava ai soli libri: capì subito come funzionano i ritmi di servizio, le tensioni tra prodotto e organizzazione e le piccole soluzioni che mantengono alta la qualità. Quell’esperienza pratica non ha solo formato abilità tecniche, ma ha anche plasmato il suo sguardo: ha imparato a vedere la sostenibilità come qualcosa di concreto, che passa per il risparmio di risorse, il rispetto dei fornitori e il valore per il territorio.

Tre tappe che l’hanno segnata
Dal lavoro operativo sono nate tre esperienze fondamentali che hanno collegato il fare culinario con il raccontarlo. I periodi ai fornelli le hanno permesso di conoscere fornitori e materie prime da vicino; di raccogliere aneddoti e dettagli che poi sono diventati la materia prima dei suoi pezzi giornalistici. La pasta fresca, in particolare, è diventata per lei un filo rosso: sia come pratica manuale sia come spunto narrativo.

Comunicazione e giornalismo enogastronomico
Per affinare il proprio approccio narrativo Vivian ha frequentato un master in comunicazione e critica enogastronomica. Lì ha imparato a combinare la capacità di raccontare con strumenti pratici per valutare impatti e risultati. Poi ha lavorato nella gestione dei contenuti digitali e nelle strategie social per il settore food&wine, trasformando intuizioni in campagne misurabili e osservabili nei numeri — e non solo nelle impressioni.

L’esperienza al Gambero Rosso
Un anno nella redazione romana del Gambero Rosso le ha dato la possibilità di mettere in fila storie vere: produttori che tengono vive tradizioni, territori che cambiano, professioni spesso poco raccontate. Quel lavoro ha consolidato la sua abilità di trasformare ciò che vede sul campo in testi chiari e utili, pensati tanto per gli addetti ai lavori quanto per chi ama mangiare e saperne di più.

Attività freelance e recensioni
Oggi Vivian lavora anche come freelance: consulenze per brand, campagne digitali, reportage e recensioni di ristoranti e produttori. Nei suoi ingaggi privilegia chi mette insieme qualità del prodotto e responsabilità nelle pratiche produttive; quando possibile, cerca soluzioni che favoriscano il riuso, la riduzione degli sprechi e la trasparenza nelle filiere. Le sue recensioni non si limitano a giudicare un piatto: valutano l’esperienza sensoriale, certo, ma anche la cura dietro le scelte degli ingredienti e il rispetto delle tradizioni locali.

Stile e approccio
Lo stile di Vivian bilancia rigore e evocazione: trova il modo di raccontare un formaggio o una ricetta senza perdere la precisione, ma senza rinunciare a immagini che fanno venir voglia di assaggiare. Ama mettere in luce i valori del territorio — chef, piccoli produttori, artigiani — e lo fa seguendo la curiosità: cerca i dettagli che spesso sfuggono, quei particolari che trasformano un prodotto in una storia riconoscibile. Per le aziende, raccontare questi aspetti non è solo bella immagine: funziona, crea reputazione e connessione con chi compra.

Perché il suo lavoro conta
Il filo che attraversa il suo lavoro è sempre lo stesso: valorizzare la cultura gastronomica italiana con attenzione alla materia prima e al contesto che la produce. Raccontare un produttore significa aiutare chi legge a capire scelte di filiera, certificazioni, stagionalità. Allo stesso tempo, mettere in luce pratiche responsabili aiuta gli operatori a rendere più trasparenti i propri processi e ad avvicinarsi a scelte che fanno bene sia all’ambiente sia al bilancio. Il suo lavoro punta a far conoscere persone e luoghi dietro i piatti, rendendo la gastronomia non solo un’esperienza di gusto, ma anche uno strumento per valorizzare territori e pratiche che meritano attenzione.

Scritto da AiAdhubMedia

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