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Il Wynn Las Vegas, uno dei casinò più iconici al mondo, è stato travolto da uno scandalo senza precedenti. Nel settembre, la struttura ha accettato di pagare una multa record di 130 milioni di dollari per evitare un processo penale che avrebbe potuto danneggiare ulteriormente la sua reputazione. Questo evento ha messo in luce la complessità e la gravità delle attività illecite che si celano dietro le luci scintillanti della città del peccato.
Le origini dello scandalo
Un’inchiesta condotta da CNN ha rivelato un intricato sistema di riciclaggio di denaro che collega il Wynn a banche clandestine cinesi impegnate nel traffico di sostanze stupefacenti e nel finanziamento di reti di prostituzione. Secondo le autorità, il casinò ha funzionato come un crocevia per il denaro sporco, facilitando il trasferimento di fondi provenienti da attività criminali. Questo scandalo ha sollevato interrogativi non solo sul casinò stesso, ma anche sull’intero sistema finanziario americano.
Il ruolo della DEA e dei cartelli messicani
Il Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti e la DEA hanno intensificato gli sforzi per contrastare il riciclaggio di denaro legato ai cartelli messicani, in particolare per quanto riguarda l’uso del fentanil, una sostanza che ha causato un numero crescente di overdose tra i giovani americani. Recentemente, sono stati sequestrati diversi casinò in Messico, accusati di essere in contatto con il cartello di Sinaloa. La DEA cerca di combattere questa alleanza pericolosa tra la malavita cinese e i narcotrafficanti messicani.
Meccanismi di riciclaggio al Wynn
Alla base di questo schema vi era un gruppo di cittadini cinesi residenti a Las Vegas, i quali gestivano un’operazione di trasferimento di denaro senza licenza. Questo servizio era rivolto a giocatori asiatici desiderosi di ottenere contante negli Stati Uniti senza incorrere nei controlli statunitensi. Le modalità operative erano sorprendenti nella loro semplicità: i fondi venivano raccolti in America e poi utilizzati all’interno dei casinò, senza alcuna esportazione ufficiale di valuta o tracciabilità bancaria.
Il ruolo dei VIP host
Un aspetto inquietante dell’inchiesta riguarda i VIP host del Wynn, che avrebbero collaborato attivamente con i riciclatori per facilitare il trasferimento del denaro. Zhang, uno dei principali protagonisti di questa vicenda, ha dichiarato di ricevere molti dei suoi clienti direttamente dai VIP host. Questo scambio non solo beneficiava il casinò, ma consentiva anche agli host di ottenere commissioni per la loro “mediatorietà”. Le comunicazioni tra gli host e i riciclatori erano così frequenti che si contavano centinaia di messaggi alla settimana.
Il colpo finale: l’operazione sotto copertura
Nel maggio, un agente sotto copertura ha incontrato Zhang in un hotel di Las Vegas. Questo incontro ha messo in evidenza l’operazione di riciclaggio in modo drammatico: Zhang è arrivato con una borsa contenente 150.000 dollari in contante, accompagnato da una donna coinvolta in un giro di prostituzione. Gli agenti hanno arrestato Zhang, il quale è stato condannato a 15 mesi di carcere e costretto a restituire somme ingenti al governo.
Le conseguenze per Wynn Las Vegas
Dopo l’indagine, il Wynn ha cercato di ripulire la propria immagine, licenziando dipendenti e implementando nuovi controlli interni. Tuttavia, nel maggio, il Nevada Gaming Control Board ha inflitto un’ulteriore multa di 5,5 milioni di dollari per le stesse violazioni. La direzione attuale del casinò minimizza l’accaduto, ma la verità è che il caso ha esposto vulnerabilità significative nel sistema finanziario americano.
Il Wynn Las Vegas rappresenta un simbolo del lusso e della raffinatezza, ma gli eventi recenti hanno messo in luce come anche le istituzioni più rispettate possano cedere alle pressioni del crimine organizzato. La lotta al riciclaggio di denaro rimane una sfida ardua, e il caso del Wynn è un monito su quanto siano fragili le frontiere tra legalità e illegalità nel mondo del gioco d’azzardo.

