Katia Ricciarelli ha detto di essere rimasta delusa per non essere stata invitata all’omaggio per Pippo Baudo, scatenando nuove polemiche nelle ore che hanno preceduto l’apertura del Festival di Sanremo. Le sue parole, raccolte dall’Adnkronos pochi giorni prima della serata inaugurale, hanno riacceso il dibattito sulle scelte degli organizzatori e sul modo in cui vengono gestiti i tributi a figure simbolo della televisione italiana.
Perché la delusione di Ricciarelli
Ricciarelli ha spiegato che non si aspettava un trattamento di favore per il solo fatto di essere stata la moglie di Baudo, ma che la sua esclusione ha un sapore diverso: lei ritiene di poter aggiungere un contributo personale e artistico a una serata che celebra la figura del conduttore. Ha ricordato i 18 anni vissuti accanto a lui, sottolineando come quei ricordi avrebbero potuto offrire un punto di vista intimo e originale sull’omaggio.
Un legame professionale e umano
La soprano ha descritto il rapporto con Baudo come complesso, fatto di affetto ma anche di riconoscimento dei suoi limiti. «Un uomo e un grandissimo artista», ha detto, spiegando che questa doppia dimensione giustificherebbe la sua presenza alla commemorazione: non solo come ex compagna, ma come testimone di un percorso professionale condiviso.
La questione dei posti in platea
Un altro elemento che ha alimentato la polemica riguarda la disposizione degli spettatori. Secondo le ricostruzioni, i figli di Baudo, Tiziana e Alessandro, sono stati seduti insieme, mentre la storica assistente Dina Minna è stata sistemata in un altro settore della platea. Per Ricciarelli questa scelta sembra incoerente: essendo tutti nominati nel testamento del conduttore, avrebbe avuto senso affiancarli. Quel dettaglio ha contribuito a far rimbalzare la vicenda sui media e sui social.
Le scelte organizzative e le reazioni
Il direttore artistico e conduttore Carlo Conti ha confermato che il Festival sarebbe stato dedicato a Baudo, con alcuni omaggi simbolici già predisposti, come una targhetta nel camerino. Tuttavia, la gestione pratica degli inviti e l’accoglienza delle persone che hanno condiviso la vita privata e professionale del conduttore hanno sollevato dubbi pubblici e qualche malumore tra gli interessati.
Le parole di Ricciarelli all’Adnkronos
Nell’intervista la cantante ha espresso la sua delusione e ha detto di aspettarsi almeno una telefonata o un invito formale. Al tempo stesso ha minimizzato l’intento di alimentare strumentalizzazioni, preferendo mantenere una certa riservatezza nella propria vita privata e professionale.
Cosa potrebbe succedere
La vicenda non ha cambiato la scaletta del Festival, ma ha messo in luce quanto sia delicata la gestione dei tributi pubblici: chi invitare, come rappresentare la famiglia e gli affetti, quali voci valorizzare. È probabile che nelle prossime ore arrivino ulteriori chiarimenti dagli organizzatori o altre reazioni pubbliche dai protagonisti.
Il peso del ricordo pubblico
Più in generale, il caso riapre una riflessione sul modo in cui si costruisce il ricordo collettivo. Non esistono regole scritte per stabilire chi debba essere presente quando si celebra una figura nota: spesso a fare la differenza sono rapporti personali, scelte editoriali e logiche di palcoscenico. Per Ricciarelli, la memoria di Baudo avrebbe guadagnato profondità se avesse dato spazio a chi lo ha conosciuto da vicino.
Sanremo rimane comunque il grande palcoscenico per la musica e per i temi che animano il dibattito pubblico: questa vicenda — tra sentimenti privati e decisioni organizzative — dimostra quanto le scelte sul «chi» e sul «come» possano influenzare la percezione di un evento celebrativo. Restano attesi eventuali sviluppi e dichiarazioni ufficiali nelle prossime ore.

