Perché Alfonso Signorini ha deciso di dire addio a Chi: le ragioni e le reazioni

Alfonso Signorini saluta i lettori di Chi spiegando perché, dopo anni alla guida del settimanale, ha scelto di lasciare la direzione editoriale e di iniziare una nuova fase della vita professionale

Alfonso Signorini lascia la direzione di Chi

Il 2 marzo 2026 Alfonso Signorini ha annunciato che non sarà più il direttore editoriale del settimanale Chi. L’addio è arrivato tramite un lungo editoriale firmato dallo stesso giornalista, in cui racconta motivazioni personali e il percorso che lo ha portato a questa scelta condivisa con il Gruppo Mondadori.

Perché se ne va: priorità cambiate dopo la pandemia

Nel testo Signorini spiega di aver riflettuto a lungo: la pandemia e il periodo successivo hanno rimescolato le sue priorità, ridimensionando l’entusiasmo e la quotidianità che per anni avevano guidato la sua vita professionale. Parla di un senso di logoramento accumulato nel tempo e di una “perdita di priorità” rispetto al lavoro. Precisa che non si tratta di una decisione presa d’impulso: l’idea era maturata da anni e già tre anni fa aveva comunicato internamente l’intenzione di fare un passo indietro.

Una transizione graduale

Per facilitare il passaggio, Signorini aveva già lasciato alcune responsabilità operative mantenendo il ruolo di direttore editoriale. L’accordo con Marina Berlusconi e i vertici di Mondadori prevedeva un progressivo trasferimento delle attività quotidiane a Massimo Borgnis, che ha assunto la direzione operativa. In questo assetto Borgnis si è occupato della gestione giornaliera, mentre a Signorini sono rimaste funzioni di supervisione e indirizzo. Col tempo però la necessità di ridurre ulteriormente il carico è rimasta, fino alla decisione definitiva di lasciare la direzione.

Ringraziamenti e legami con la testata

Nel suo saluto il giornalista ha voluto ringraziare colleghi, dirigenti e lettori, ricordando l’affetto e la fiducia ricevuti nel corso degli anni. Il Gruppo Mondadori ha espresso rammarico per la sua scelta e ha sottolineato l’importanza del contributo di Signorini nella costruzione dell’identità di Chi e nel raccontare il costume italiano. Tra i ricordi evocati ci sono lettere, mail e telegrammi ricevuti in momenti chiave della sua carriera: gesti che, dice, hanno rafforzato il rapporto con il pubblico, fondato su chiarezza e onestà.

Le polemiche: allusioni e promesse di chiarimento

Nel comunicato Signorini accenna a contesti oscuri del mondo dello spettacolo, parlando di un “sottoscala” fatto di menzogne e calunnie, senza però nominare persone specifiche. Sottolinea che le recenti accuse e le vicende giudiziarie non sono state la causa della sua decisione: il percorso verso una nuova fase professionale era già avviato. Annuncia inoltre che chiarimenti più dettagliati arriveranno in futuro, quando riterrà opportuno tutelare la sua immagine e la sua professionalità.

Cosa cambia in redazione e quali prospettive

La transizione è stata pensata per preservare la continuità del settimanale, affidando la gestione quotidiana a figure interne come Massimo Borgnis. Mondadori ha ringraziato Signorini per l’impronta lasciata e per la lunga collaborazione. Nel congedarsi, il direttore ha espresso il desiderio di mantenere rapporti sia personali sia professionali con la squadra e con i lettori, aprendo al contempo a una fase di riflessione e a possibili nuovi sviluppi nel suo percorso.

Scritto da AiAdhubMedia

Cime tempestose rivisitato: cosa cambia tra Emily Brontë e il film di Emerald Fennell