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Il Principato ha ospitato un fine settimana in cui il passato della Formula 1 è tornato a muoversi sulle stesse curve note ai tifosi moderni. Il Grand Prix Historique ha riproposto monoposto di varie epoche che non si sono limitate a una mostra statica: le vetture sono scese davvero in pista e hanno affrontato i punti critici come Sainte-Dévote, il Casino, il tunnel, la Chicane du Port e la Rascasse. Questa mescolanza di gara, memoria e spettacolo ha attratto appassionati, collezionisti e professionisti dall’estero, confermando Monaco come teatro unico per il motorsport storico.
La manifestazione ha dato particolare risalto alla presenza del Cavallino Classic Monaco con una parata dedicata alla Ferrari, evento che ha saputo combinare valore emotivo e rilevanza tecnica. Tra i momenti più intensi c’è stato il giro di Jacky Ickx al volante della Ferrari 312 F1 del 1968, monoposto con cui Ickx aveva trionfato al Gran Premio di Francia a Rouen. Successivamente la parata ha visto dodici esemplari della Scuderia, che rappresentavano il periodo dal 1998 al 2011, con modelli che evocano l’era Jean Todt e il dominio di Michael Schumacher fino agli anni di Kimi Räikkönen e Fernando Alonso.
La parata Ferrari e i modelli in mostra
La sfilata organizzata da Cavallino Classic Monaco insieme all’Automobile Club de Monaco ha presentato vetture che coprono una fase cruciale della storia recente della Scuderia Ferrari. Tra i modelli protagonisti figuravano le due F300 del 1998, la F399 del 1999, la F1-2000, le F2002 e F2003-GA, la celebre F2004 di Michael Schumacher e le monoposto del 2007-2008 fino alla Ferrari 150° Italia che Fernando Alonso guidò nel 2011. Per il pubblico è stata un’occasione per vedere dal vivo pezzi iconici e rivivere gli ambiti successi sportivi della Scuderia.
Jacky Ickx e l’apertura della parata
Il giro inaugurale di Jacky Ickx è stato uno dei momenti più emozionanti: la sua Ferrari 312 F1 del 1968 ha percorso le vie del Principato per circa quindici minuti, riportando alla mente trionfi storici. Questo episodio ha sottolineato l’importanza del palinsesto commemorativo dell’evento, dove ogni vettura non è solo un oggetto da ammirare ma una macchina da gara che mantiene la propria identità tecnica e agonistica.
Il circuito che non perdona: incidenti e sicurezza
Monaco si conferma un tracciato cittadino estremamente selettivo anche per le vetture storiche: già nella giornata di venerdì 24 aprile molte sessioni di prove hanno subito interruzioni, con due bandiere rosse e numerosi recuperi di monoposto. Le caratteristiche del circuito, stretto e con scarso margine di errore, rendono ogni sbavatura potenzialmente definitiva. L’evento ha dimostrato che le monoposto del Grand Prix Historique non sono esemplari da salone ma macchine complesse e delicate, da guidare ancora con ritmo competitivo.
L’incidente di Jean Alesi
Tra gli episodi più discussi c’è stato l’uscita di pista di Jean Alesi, in gara con una Ferrari 312 del 1969, finito contro le barriere alla Chicane du Port. Il pilota ha riportato danni alla parte anteriore della monoposto e ha dovuto ritirarsi. Questo episodio ha ricordato quanto la gestione degli interventi dei commissari, le bandiere gialle e le neutralizzazioni siano parte integrante della sicurezza in un contesto dove le vetture storiche mantengono performance elevate ma richiedono molta attenzione.
Tecnica storica, paddle di gara e vita in paddock
Un’altra novità significativa dell’edizione è stata l’introduzione delle Formula 1 turbo degli anni Ottanta nel programma ufficiale, con monoposto che corsero a Monaco tra il 1981 e il 1985. Le vetture turbo hanno segnato un’epoca di potenza estrema e complessità tecnica, offrendo agli appassionati un salto in avanti nella storia delle prestazioni. Nel paddock, descritto come un vero e proprio museo in movimento, meccanici e team hanno preparato le monoposto nei box storici, permettendo al pubblico di osservare avviamenti, regolazioni e interventi tecnici che sono parte dello spettacolo.
La manifestazione ha inoltre attirato volti noti: tra i presenti sono stati segnalati atleti e personaggi dello spettacolo come Paul Pogba e lo stesso Fernando Alonso, a testimonianza del richiamo internazionale dell’evento. La domenica conclusiva ha proposto otto gare divise per categorie, con successi ripetuti di Stuart Hall e Michael Lyons, autori ciascuno di due vittorie. In sintesi, il Grand Prix de Monaco Historique 2026 ha riconfermato il formato vincente: un equilibrio raro tra valore storico, competizione reale e cornice urbana che solo Monaco sa offrire.

