Marina Giulia Cavalli, attrice di lungo corso nota al pubblico per il ruolo di Ornella Bruni nella soap opera Un Posto Al Sole ha condiviso un racconto intenso e personale sul suo percorso di elaborazione del lutto. La perdita della figlia Arianna scomparsa nel 2015 all’età di 21 anni a causa di una leucemia ha segnato profondamente la sua vita.
In un’intervista a cuore aperto, Marina ha rivelato come la fede e la convinzione in un’altra vita le abbiano permesso di affrontare un dolore così immenso. La sua storia è un esempio di resilienza e di come la convinzione personale possa diventare un rifugio in momenti di profonda sofferenza.
La fede come rifugio
Marina Giulia Cavalli ha sempre trovato nella recitazione una passione che l’ha accompagnata fin da giovane. Tuttavia, la perdita di Arianna ha cambiato radicalmente la sua prospettiva sulla vita. “Avevo una serie di scopi che poi, a un certo punto della mia vita, sono spariti”, ha confessato. La sua forza, però, risiede nella convinzione che la figlia esista ancora in un’altra dimensione.
“La fiducia, la speranza e la fede, non intesa come cattolica, che esista un’altra vita da qualche parte: qui siamo solo di passaggio”, ha dichiarato. Questa convinzione le ha permesso di trovare un senso di pace e di continuare a vivere. “Non sto dicendo che questa sia la verità, ma è la cosa in cui credo e a cui mi sono molto aggrappata. Credo che mia figlia esista ancora: le parlo, la sento. Magari è la mia fantasia, la mia immaginazione, ma è l’unico modo che ho per andare avanti. Altrimenti mi sarei buttata giù da un balcone, e bello alto”, ha aggiunto con un tono di profonda sincerità.
Il dolore che attraversa
Marina ha parlato apertamente del dolore e di come sia impossibile sfuggirgli. “Non è possibile scappare dal dolore, come si fa? Se anche ti butti a capofitto nel lavoro, quando resterai da solo con te stesso automaticamente ti tornerà tutto”, ha spiegato. Il suo messaggio è chiaro: il dolore non può essere evitato, ma può essere affrontato con coraggio e determinazione.
“Il dolore non va attraversato: è lui che ti attraversa. Non ci credo a quelli che dicono che sfuggono dal dolore: non c’è niente da fare, perché non si scappa”, ha concluso. Questa consapevolezza le ha permesso di accettare la perdita e di trovare un modo per vivere con il suo dolore.
Il futuro e la morte
Quando le è stato chiesto del suo rapporto con il futuro, Marina ha risposto con una cruda sincerità: “Non vedo l’ora che passi definitivamente”. Tuttavia, ha anche espresso una profonda curiosità per ciò che accadrà dopo la vita terrena. “Sono molto curiosa di sapere cosa succederà poi. Non ho paura di invecchiare: mi preoccupa di più mia mamma che sta avendo delle problematiche particolari”, ha detto.
La morte, per Marina, non è un tabù. “La morte? Non mi spaventa. Perché dico: l’ha attraversata lei, la posso attraversare anch’io. Dopotutto è il nostro destino”, ha affermato, riferendosi alla figlia Arianna. La sua storia è un esempio di come la fede e la convinzione personale possano diventare una fonte di forza in momenti di grande difficoltà.



