Liza Minnelli: ottant’anni, il memoir e la carriera tra Broadway e Hollywood

Liza Minnelli, figlia di Judy Garland e Vincente Minnelli, viene attraversata in questo ritratto tra successi teatrali, riconoscimenti cinematografici, amori e problemi di salute

Nata a Los Angeles il 12 marzo 1946, Liza Minnelli arriva all’attenzione pubblica fin dall’infanzia: è figlia di Judy Garland e del regista Vincente Minnelli, con Ira Gershwin come padrino. Per il suo ottantesimo compleanno è uscito, in contemporanea mondiale, il memoir Io, Liza, scritto assieme al pianista e amico di lunga data Michael Feinstein, mentre la star riceve un premio alla carriera dalla Glaad, associazione molto vicina alla sua storia artistica. Questo testo ripercorre quei passaggi di vita pubblica e privata che hanno fatto di lei una figura emblematica del musical e del cinema.

La figura di Liza è spesso letta come un quadro di contrasti: talento precoce e fragilità personali si sono intrecciati lungo una carriera lunga decenni. Fin da bambina comparve sullo schermo, a soli due anni e mezzo, nel film I fidanzati sconosciuti (1949), e partecipò con la madre al Palace di New York nel 1953. Questi primi contatti con il palco le hanno offerto una familiarità con il mondo dello spettacolo che avrebbe guidato scelte artistiche e relazioni professionali, ma anche messo in luce le tensioni familiari dovute alla separazione precoce dei genitori.

Origini e primi passi sul palcoscenico

La formazione artistica di Liza Minnelli si sviluppa tra revival e produzioni musicali: a sedici anni, nel 1962, inizia a lavorare stabilmente in teatro con titoli come Take Me Along e The Flower Drum Song, e riceve riconoscimenti già nei primi anni Sessanta. Il 1964 rappresenta una svolta grazie al concerto al London Palladium insieme alla madre, dal quale nasce il disco Liza! Liza!, che vendette oltre 500.000 copie e la proiettò verso una carriera da solista. Nel 1965 vince il Tony Award come migliore attrice in un musical per Flora, the Red Menace, segnando anche l’inizio del sodalizio creativo con John Kander e Fred Ebb.

Gli esordi a Broadway e l’affermazione

La scena newyorkese diventa il laboratorio delle sue capacità: concerti memorabili, club come quello del Plaza Hotel e una presenza teatrale costante le consentono di costruire una personalità artistica riconoscibile. I primi anni della carriera teatrale consolidano la sua voce e il suo stile, e portano a premi e produzioni che preludono al passaggio al cinema. Il rapporto con il pubblico del musical e la critica la definiscono come una performer capace di coniugare tecnica e carisma, elementi che più tardi la renderanno adatta a ruoli cinematografici complessi.

Il trionfo sul grande schermo

Il passaggio al cinema porta a tappe decisive: dopo alti e bassi, nel 1972 arriva il ruolo che la consacra, quello di Sally Bowles in Cabaret diretto da Bob Fosse. La sua interpretazione, insieme alle musiche di Kander ed Ebb, contribuisce a trasformare il film in un punto di riferimento del genere musical, coronato da numerosi Oscar. Per questo ruolo Liza ottiene l’Oscar come attrice protagonista, oltre a riconoscimenti internazionali come il Golden Globe e il Bafta. Pochi anni dopo, Martin Scorsese le affida un personaggio costruito su misura in New York, New York (1977), rafforzando il binomio tra cinema d’autore e cifra musicale nella sua carriera.

Espansione artistica e sperimentazioni

Accanto ai film, la carriera televisiva e i grandi show dal vivo mantengono alta la sua visibilità: lo speciale Liza with a Z (1973) diretto da Fosse e una serie di produzioni teatrali le regalano altri riconoscimenti, compresi ulteriori Tony. Negli anni Ottanta e Novanta si muove tra incisioni discografiche, collaborazioni pop — come l’album Results prodotto dai Pet Shop Boys — e concerti internazionali con artisti del calibro di Frank Sinatra. Nel 1990 riceve il Grammy Legend Award, mentre la sua versatilità la porta a tornare al film musicale e a esibirsi in eventi di grande richiamo come il Freddie Mercury Tribute.

Vita privata, salute e lascito

La sua vicenda personale è costellata di amori intensi e matrimoni finiti: sposata con Peter Allen (1967-1974), poi con Jack Haley Jr. (1974-1979), con lo scultore Mark Gero (1979-1992) e infine con il produttore David Gest (2002-2007). A questi si aggiungono relazioni e amicizie importanti. Negli anni si è confrontata con dipendenze da alcol e farmaci, numerosi ricoveri in cliniche di rehab e problemi di salute che hanno richiesto interventi chirurgici a più livelli, oltre a due gravi polmoniti e una rara encefalite nel 2000 che le ha lasciato deficit motori e verbali.

Nonostante le difficoltà, il pubblico conserva l’immagine di una artista che ha segnato il Novecento dello spettacolo: è parte del ristretto gruppo di EGOT (Emmy, Grammy, Oscar, Tony) e continua a essere celebrata per il suo contributo al musical e al cinema. La sua ultima apparizione pubblica di grande rilievo risale al 27 marzo 2026, quando, in sedia a rotelle, salì sul palco degli Oscar accompagnata da Lady Gaga per annunciare il miglior film, un momento che restò impresso per tenerezza e dignità. Il nuovo memoir e il premio Glaad sottolineano come, oltre alle sfide personali, resti viva la sua eredità artistica.

Scritto da AiAdhubMedia

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