La storia d’amore tra Marcello Mastroianni e Faye Dunaway resta uno dei capitoli più chiacchierati del cinema internazionale. Iniziata sul set di Amanti, il film di Vittorio De Sica, quella relazione mescolò lavoro e passione in modo improvviso e a tratti drammatico: fughe romantiche, trasferte tra set europei e attese cariche di tensione, fino alla rottura definitiva nel 1971. Questi elementi delineano il contesto in cui si svolse il loro rapporto, tanto pubblico quanto segnato da scelte private.
Due mondi a confronto
Il legame nacque al crocevia di due universi cinematografici diversi: la nuova Hollywood rappresentata da Dunaway e l’epoca d’oro del cinema italiano incarnata da Mastroianni. L’attrazione non fu soltanto fisica; emersero anche aspettative contrastanti. Famiglia, stampa e pettegolezzi giocarono un ruolo decisivo: i tabloid trasformarono gesti intimi in notizia, complicando decisioni che avrebbero altrimenti riguardato solo i due protagonisti. Quel caso è spesso citato quando si parla dell’effetto destabilizzante che può avere, sulla carriera, l’intreccio tra vita privata e lavoro.
Come è cominciata
Le riprese di Amanti nel 1968 segnarono l’inizio dell’affetto tra i due. De Sica volle un’attrice americana per il ruolo femminile e scelse Faye Dunaway, fresca del successo di Bonnie and Clyde; Mastroianni era già una star riconosciuta anche fuori dall’Italia. Il primo incontro avvenne a Venezia: lei aveva 27 anni, lui 44. Nonostante la differenza d’età e di esperienza, la chimica fu immediata. Scene intense e momenti condivisi sul set alimentarono un coinvolgimento che il regista cercò di contenere per preservare la professionalità.
Dal set alla vita privata
Nonostante gli sforzi per mantenere le distanze, la relazione proseguì lontano dalle riprese. Dunaway passò spesso da Roma per incontrare Mastroianni: i due vissero periodi di grande intimità, alternati a trasferte e soggiorni segreti che però non sfuggirono del tutto all’attenzione dei fotografi. Entrambi erano consapevoli che una storia scoperta avrebbe potuto complicare impegni professionali: per questo cercarono riservatezza, senza però riuscire a cancellare completamente l’interesse dei media.
Gli ostacoli e l’esaurirsi delle speranze
L’ostacolo principale fu la famiglia dell’attore. Mastroianni era sposato con Flora Carabella e padre di Barbara; per lui la vita domestica rimaneva una priorità. Faye attese per quasi due anni una decisione che non arrivò: lei immaginava una vita insieme e figli, lui preferiva mantenere la relazione separata dalla scena pubblica. Quella divergenza trasformò l’affetto in una fonte di attrito costante. L’episodio che segnò una svolta fu la diffusione di foto natalizie del 1969 che ritraevano Mastroianni in famiglia: immagini che scalfirono le speranze di Dunaway e reindirizzarono la relazione verso un confine più riservato.
L’addio a Fiumicino
La rottura definitiva avvenne nel 1971. La scena più raccontata è quella all’aeroporto di Roma Fiumicino: Dunaway, stanca e decisa, tentò di lasciare l’Italia cercando di non farsi riconoscere; Mastroianni la raggiunse fino al gate. Quell’ultimo confronto ha il sapore di un finale inevitabile. Negli anni entrambi avrebbero parlato con emozione della relazione: lui la definì la donna che aveva amato di più, lei ricordò con affetto ma anche con dolore le indecisioni che l’avevano ferita.
Dopo la separazione
Dopo il distacco le loro vite presero strade diverse. Faye Dunaway si sposò due volte e diventò madre; la sua carriera la portò lontano dall’Italia. Marcello Mastroianni proseguì una carriera internazionale costellata di riconoscimenti: nato nel 1924 a Fontana Liri, morì nel 1996 a Parigi all’età di 72 anni. Eppure, per entrambi quel capitolo rimase inciso nella memoria personale e pubblica: un incontro che lasciò tracce emotive e influenzò, in modi diversi, le scelte successive.
Lascito culturale
Quel breve ma intenso rapporto tra Mastroianni e Dunaway continua a interessare biografi, critici e appassionati di cinema perché mette in luce un tema ricorrente: quando sentimento e lavoro si intrecciano, le conseguenze non riguardano solo i protagonisti ma l’immagine pubblica che ne deriva. La vicenda è ricca di spunti sulle tensioni fra passione, responsabilità familiari e pressioni mediatiche, e resta una pagina affascinante nella storia del cinema del XX secolo.

